Toni Bou, 38 titoli mondiali: il re del trial non si ferma

Toni Bou riscrive ancora la storia del trial. Con l’ennesima prova dominante nell’ultima tappa del campionato TrialGP in Regno Unito, il fuoriclasse catalano ha conquistato il suo 38° titolo iridato FIM, frutto di 19 mondiali TrialGP (outdoor) e 19 X-Trial (indoor). Un dominio assoluto che dal 2007 non ha conosciuto interruzioni.
Una leggenda vivente del trial
Da quasi due decenni Bou è il riferimento assoluto della specialità. Dal suo primo titolo mondiale nel 2007 nessuno è riuscito a scalzarlo dal trono. La combinazione di tecnica sopraffina, equilibrio estremo e una determinazione fuori dal comune gli ha permesso di ridefinire i limiti di ciò che è possibile fare su due ruote.
Il trial è una disciplina che mette a durissima prova i piloti, chiamati ad affrontare percorsi artificiali e naturali con salti apparentemente impossibili, pareti quasi verticali e ostacoli estremi. In questo contesto, la continuità e la pulizia di guida di Bou fanno apparire semplice ciò che per la maggior parte dei rivali resta irraggiungibile.
La lunga serie di successi, prolungata senza pause per 19 stagioni ai massimi livelli, fa pensare a un record difficilmente eguagliabile nel futuro di questo sport.
L’intesa perfetta con la Montesa Cota 4RT
Alla base del dominio di Bou c’è anche un pacchetto tecnico affinato negli anni. Le moto da trial sono mezzi estremamente specialistici: telaio compatto, assenza di sella, ruote di grande diametro e passo corto, tutto pensato per massimizzare agilità, trazione ed equilibrio.
La Montesa Cota 4RT che Bou utilizza è strettamente imparentata con il modello di serie, ma sviluppata con attenzione maniacale da HRC in collaborazione con Montesa Honda. Il motore, di cilindrata maggiorata e cucito su misura, è pensato per spingere al meglio i circa 70 kg del pilota sui tracciati più estremi.
Il sistema di iniezione elettronica PGM-FI consente di adattare la risposta del propulsore alle differenti condizioni di terreno e di grip, elemento chiave in una disciplina dove la precisione del gas è tutto. Dal 2007, ogni titolo mondiale di Bou è arrivato proprio in sella a una 4RT costantemente perfezionata stagione dopo stagione.
Dalla bici al dominio mondiale
La storia sportiva di Bou inizia ben prima dei riflettori del trial motociclistico. Nel 1999, a 13 anni, dopo aver vinto il campionato mondiale di trial in bicicletta, decide di passare definitivamente al motore. L’ascesa è rapidissima:
- 2001: conquista il titolo di Campione di Spagna Junior.
- 2003: debutta nel mondiale trial.
- 2007: firma il primo doppio titolo mondiale indoor e outdoor, anno del suo ingresso nel team Honda Montesa HRC.
Da allora, il palmarès non ha smesso di crescere. Oltre ai 38 titoli iridati, Bou può vantare:
- 11 titoli nazionali spagnoli di Trial Outdoor.
- 18 vittorie al Trial des Nations con la nazionale spagnola, competizione in cui i piloti rappresentano il proprio paese.
Una dominazione che non ha praticamente eguali negli sport motoristici moderni.
Il fattore X secondo il team
A spiegare cosa rende Bou così speciale è Takahisa Fujinami, ex compagno di squadra e oggi team manager del Repsol Honda HRC:
“Il suo impegno nell’allenamento e la capacità di adattarsi a diverse condizioni di guida, indoor o outdoor, gli hanno permesso di superare i suoi rivali per anni. La sua capacità strategica è senza eguali. Toni ha un’incredibile abilità naturale nel leggere un percorso e capire come affrontarlo al meglio: come posizionarsi sulla moto, quando fermarsi per guadagnare stabilità o quando staccare per un salto. È qualcosa con cui è nato.”
Nonostante la lunga lista di successi, Bou è consapevole di avere alle spalle una nuova generazione di piloti determinati a metterlo in difficoltà:
“Cerchiamo sempre di lavorare il più duramente possibile. È importante curare bene gli infortuni perché recuperare è più difficile, ed è lì che i giovani hanno il vantaggio. Ho ancora voglia di competere con questi giovani che stanno spingendo, ed è una fonte di motivazione.”
Obbligato a vincere, ma con i piedi per terra
A chi gli chiede cosa possa spingerlo ancora dopo aver vinto tutto, Bou risponde senza giri di parole:
“Sono sempre obbligato a vincere. Ma siamo realistici: un giorno finirà. Ecco perché dobbiamo goderci tutto questo. Quando guardo indietro e metto a fuoco tutti i traguardi raggiunti, è semplicemente incredibile. Voglio godermi il resto della mia carriera sportiva.”
Il pluricampione sottolinea anche il ruolo determinante della squadra che lo supporta da anni:
“Il fatto che il team ha fiducia in me è una cosa molto positiva. Mi dà serenità. Penso di averla conquistata durante la mia carriera; loro hanno conquistato la mia fiducia e io la loro, ed è qualcosa di molto bello. Sappiamo che i titoli si possono perdere e avremmo potuto perderli in questi anni, questo è lo sport. Siamo stati fortunati a vivere qualcosa di incredibile. Non ho che parole di gratitudine per Honda e Repsol.”
Un compagno imbattibile che eleva il livello
Condividere il box con un fenomeno del genere non è banale. Eppure, l’attuale compagno di squadra Gabriel Marcelli vive la sfida come una chance di crescita:
“Toni è il migliore. Gareggiare contro di lui, a volte, è come gareggiare contro un muro. È il più forte ed è super, super difficile batterlo. Ma mi spinge a dare il massimo, ogni volta, ogni giorno. Per me, e probabilmente per altri piloti, è utile perché ti rende un pilota migliore.”
Prossimi obiettivi: niente riposo
Nonostante il 38° titolo in bacheca, l’agenda di Bou resta fittissima. Il campione rappresenterà ancora la Spagna al prossimo Trial des Nations, in programma a Tolmezzo, in Italia, il 20 e 21 settembre.
Archiviato l’appuntamento a squadre, l’attenzione si sposterà sulla stagione X-Trial 2026, al via il 4 ottobre in Andorra, paese di residenza di Bou. Un’occasione perfetta per esibirsi davanti al pubblico di casa e tentare di allungare ulteriormente la striscia di titoli iridati.
Il suo approccio resta quello di sempre:
“Nel trial non c’è limite. L’unica cosa che voglio è migliorare ciò che sono riuscito a fare l’ultima volta. È sempre un momento molto speciale quando si conquista un titolo mondiale. Sempre difficile dormire la notte dopo… e poi hai solo voglia di vincerne un altro.”
La leggenda di Toni Bou, a quanto pare, è tutt’altro che arrivata all’ultima pagina.