9 Febbraio 2026

1000 Sassi 2023, edizione da record tra fango evitato e sterrati da sogno

1000 Sassi 2023, edizione da record tra fango evitato e sterrati da sogno

La 1000 Sassi porta a casa un risultato che alla vigilia sembrava tutt’altro che scontato: tre tappe, quasi 400 partecipanti tra Toscana e Umbria, nessun annullamento nonostante il maltempo e percorsi rimodellati in extremis per garantire sicurezza e divertimento. L’evento di adventouring ideato dal promoter romano Daniele Alessandrini, già padre del e della 20.000 Pieghe, si conferma una grande classica del fuoristrada non agonistico.

Al centro dell’esperienza, la scoperta di territori meravigliosi e spesso poco battuti, il piacere di guidare lontano dall’asfalto, il richiamo ai rally africani e alle grandi avventure, ma senza l’ansia della competizione.

Maltempo e rivoluzione dei percorsi

Le settimane precedenti alla manifestazione, andata in scena dal 25 al 27 maggio con tappe tra Arezzo e Assisi, sono state segnate da piogge torrenziali e dalle drammatiche conseguenze in Romagna. Le abbondanti precipitazioni hanno reso necessario un rifacimento completo delle tracce in meno di sette giorni, con modifica degli itinerari e dei punti di ristoro.

Persino il parco Il Prato, storica e scenografica area verde affacciata su Arezzo, inizialmente previsto come sede di accoglienza, è stato reso inagibile dalle piogge. Il village è stato così spostato nella zona dello stadio del capoluogo toscano, che si è rivelata alla fine funzionale e accogliente.

Lo sforzo organizzativo ed economico è stato imponente e ha avuto due obiettivi principali:

  • evitare l’annullamento dell’evento, tutelando al massimo gli iscritti
  • proporre percorsi praticabili, senza fango, allungando le prime due tappe e accorciando la 1000 Sassi One Day

La scommessa è stata vinta: grande partecipazione, apprezzamento diffuso da parte dei motociclisti e tre giorni di sole pieno, con caldo e cielo sereno.

Accoglienza ad Arezzo tra logistica e atmosfera

Mercoledì 24 maggio è stato dedicato all’accoglienza dei partecipanti. Lo spostamento dallo storico parco Il Prato al parcheggio dello stadio ha imposto soluzioni tecniche, come l’uso di un generatore di corrente potente, ma in cambio ha garantito ampi spazi per gestire al meglio registrazioni e operazioni preliminari, svolte per tutto il pomeriggio senza file e in clima di allegria.

Per la cena inaugurale, ospitata sotto le logge del Vasari nella piazza centrale di Arezzo, la pioggia ha costretto ad annullare la programmata esibizione del gruppo storico della Giostra del Saracino con sbandieratori e musici. Il porticato ha però offerto riparo a tutti i presenti, diventando il contesto ideale per un articolato briefing di Daniele Alessandrini e di Luca Viola, responsabile dei percorsi, oltre che per apprezzare un menu di altissimo livello.

Prima tappa: da Arezzo ad Assisi tra panorami e sterrati

Giovedì 25 maggio è il giorno dello start ufficiale: oltre 200 i partecipanti iscritti alle tre giornate complete. La necessità di evitare fango e tratti resi difficoltosi dalle piogge ha portato ad allungare la tappa fino a 285 km.

Il tracciato ha alternato itinerari panoramici e una sequenza di bellissime strade sterrate, capaci di esaltare gli amanti dell’adventouring. Un solo tratto in salita, leggermente più impegnativo, ha aggiunto un pizzico di pepe senza creare problemi: è stato superato da tutti, compresi i debuttanti assoluti.

Molto apprezzata la sosta pranzo al Ristorante Parco Coppo di Gubbio (PG), con un menu dedicato alle specialità umbre, tra cui:

  • lasagna bianca tartufata
  • capriolo in salmì
  • crescia eugubina, focaccia tipica dal sapore inconfondibile

Suggestivo il finale di giornata con il passaggio tra le strette vie del centro di Assisi e l’arrivo in Piazza del Comune, cuore della città di San Francesco. Qui molti motociclisti si sono fermati per rinfrescarsi e godere del contesto artistico e architettonico unico.

Seconda tappa: Assisi-Arezzo, il piacere dei panorami

Venerdì 26 maggio la carovana riparte dallo stadio degli Ulivi di Assisi, sistemata su un prato perfettamente curato dietro una delle porte del campo da calcio. Anche questa frazione, ripensata a causa del maltempo, presenta un chilometraggio superiore a quanto previsto in origine.

I partecipanti raccontano di panorami spettacolari lungo il percorso e la soddisfazione è palpabile. Lo spuntino di metà giornata è giudicato gradevole, anche se per alcuni i tempi di attesa sono risultati un po’ troppo lunghi.

La cena, offerta nel village accanto allo stadio di Arezzo, ha proposto piatti abbondanti e di qualità, con birra e vino a volontà e possibilità di fare il bis senza limiti. L’unico neo è stata la concentrazione di circa 400 persone in una fascia oraria troppo ristretta, con conseguenti code ai banconi.

Terza tappa e formula One Day

Sabato 27 maggio si aggiungono ai 210 partecipanti delle prime due giornate altri 160 motociclisti, che hanno scelto la formula One Day. Il tracciato ad anello Arezzo-Arezzo offre molto sterrato panoramico e scorrevole, con difficoltà contenute e fruibili da un ampio spettro di utenti.

Punto centrale della giornata è il ristoro presso il Circolo ENAL di Cortona, dove molti hanno gustato un classico della Val di Chiana aretina, il panino con la porchetta, accompagnato da bevande e caffè. Non sono mancati menu alternativi per chi segue regimi alimentari diversi.

Questa era l’unica tappa con una variante facoltativa di una certa difficoltà, studiata per chi cercava qualcosa in più: il tratto conduceva allo storico cippo dedicato a Fabrizio Meoni, leggendario campione della e figlio di Castiglion Fiorentino.

Dopo lo spuntino, la traccia si è rivelata purtroppo piuttosto breve, accorciata a causa delle piogge, con una presenza di asfalto superiore alle intenzioni originali degli organizzatori.

All’arrivo ad Arezzo, nel village della 1000 Sassi, tutti i partecipanti hanno trovato un pranzo generoso e senza limiti di bis. Il servizio è andato avanti fino alle 19, adattandosi ai diversi orari di rientro dei gruppi.

Premiazioni e protagoniste d’epoca

La giornata conclusiva ha visto la consegna a tutti i presenti delle medaglie individuali nominative di partecipazione, seguite dalle premiazioni dedicate alle moto più significative.

Le categorie previste erano:

  • Vintage, per le moto over 20 anni
  • Storiche, per le moto over 30 anni
  • Rally, con una valutazione sulla più bella della categoria

I riconoscimenti sono andati a:

  • Carlo Di Grandi (Cagiva Elefant 900) per la categoria Vintage
  • Simone Biondani ( DR 350) e Daniele Lorenzo Bosisio (Cagiva Elefant 900), primi ex aequo tra le Storiche
  • ancora Daniele Lorenzo Bosisio per la categoria Rally

Le due Cagiva Elefant premiate hanno catalizzato l’attenzione per la loro storia. Si tratta di autentiche ex Dakar, riportate il più possibile alle condizioni originarie con un restauro conservativo.

La Elefant di Di Grandi, siciliano sessantenne residente a Londra e praticamente a digiuno di guida recente, è una SP2 del 1996 che disputò la Granada-Dakar con il francese Jean-Marc Thome, in un’edizione vinta da Edi Orioli su . La stessa moto tornò sulle piste africane nel 2004 con un pilota noto solo come Mayor.

La Elefant di Bosisio, dirigente d’azienda comasco di 64 anni, è una SP1, la prima versione del bicilindrico 900: con questo mezzo Jordi Arcarons, nel 1994 (anno in cui la corsa si chiamava Parigi-Dakar-Parigi), lottò fino all’ultimo metro per contendere il successo proprio a Edi Orioli, compagno di marca. Esemplari di questo tipo sono stimati in non più di una quindicina ancora circolanti.

Bosisio, grande appassionato del modello Elefant, ne possiede sette ed è stato il protagonista della ricerca e del recupero di queste Cagiva leggendarie. La SP2 oggi di Di Grandi è passata anch’essa dalle sue mani. La loro presenza ha dato ulteriore prestigio alla 1000 Sassi 2023.

Partner, stampa e presenza social

La 1000 Sassi 2023 ha potuto contare su partner di primo piano. ha rinnovato la collaborazione, mettendo a disposizione numerose moto, Africa Twin e Transalp, per staff, ospiti e giornalisti. Accanto alla Casa dell’ala dorata, Metzeler e Ber Racing-Arai, rappresentata da Maurizio Bombarda (presente in moto) insieme ai figli Giacomo e Francesco, e dal van vetrina-hospitality del marchio NOS.

L’evento ha ricevuto il riconoscimento di Discover Arezzo e del Comune di Assisi. Sul fronte informazione, erano presenti inviati delle principali testate specializzate:

  • Motociclismo
  • Due Ruote
  • InMoto
  • Donne in Sella
  • Roadbook
  • moto.it
  • cinque youtuber del settore

Organizzazione e sicurezza in primo piano

La macchina organizzativa di Motolampeggio, società che cura la 1000 Sassi, ha messo a disposizione dei partecipanti un servizio di assistenza meccanica gratuita, intervenendo su:

  • forature
  • guasti tecnici
  • conseguenze di scivolate e cadute

Sul fronte sanitario, lo schieramento era di livello:

  • tre autoambulanze, di cui due 4×4 e una stradale
  • due medici rianimatori in moto distribuiti lungo il percorso

Fondamentale il supporto tecnologico della app Whip Live, sempre più familiare per i motociclisti, che ha contribuito alla gestione in sicurezza dell’evento. Un tecnico dedicato era presente sul posto per illustrare uso e funzionalità dell’applicazione.

Il gruppo in marcia era preceduto da una jeep apripista e lungo il tracciato operavano quattro mezzi di recupero. Sommando personale di segreteria, squadre per i servizi fotografici e video, lo staff arrivava a 34 addetti.

I volti della 1000 Sassi 2023

Tra i partecipanti figurano nomi noti del mondo motociclistico e sportivo. Presenti, tra gli altri:

  • Massimiliano Damiani, Racing Manager di Pirelli Italia
  • Simone Folgori, Coordinatore della Direzione Sportiva
  • Gaia Nannelli, fiorentina, agente di Polizia Municipale a Lamporecchio (PT) e giovane esponente di seipercento.org, la community dei motociclisti che usano la moto tutto l’anno
  • la dakariana Silvia Giannetti, ospite d’onore

Folgori, in sella a una Yamaha Ténéré 700 come Damiani, ha sintetizzato così la sua esperienza: all’arrivo ad Arezzo ha parlato di 24 ore di ferie e stacco assoluto, mentre al rientro a Roma, dopo poco più di un giorno, si è definito stanco ma soddisfatto, ringraziando tutti.

Silvia Giannetti, la dakariana in adventouring

Originaria di Grosseto e residente a Principina a Mare, dove gestisce con la famiglia una tabaccheria in una nota località balneare, Silvia Giannetti è una sportiva a tutto tondo con un curriculum rallistico impressionante.

Arrivata relativamente tardi al motociclismo, nel 2000, attraverso l’enduro, ha disputato otto gare di Coppa del Mondo Cross Country Rally in Tunisia, Sardegna, Egitto e Abu Dhabi. Nel 2010 e nel 2011 ha preso il via alla Dakar, portando a termine entrambe le edizioni, impresa che da sola la colloca tra le protagoniste italiane nei raid africani.

Non mancano nella sua storia viaggi in solitaria, come un lungo itinerario Argentina-Cile-Perù-Bolivia e parte dell’Ecuador, per un totale di 22.000 km in tre mesi, esperienze da cui ha tratto spunti per iniziative solidali che porta avanti ancora oggi. Parallelamente, ha praticato diversi sport, con particolare enfasi sul ciclismo su strada e fuoristrada, fino a gareggiare in competizioni ciclistiche fino al 2013. Oggi usa ancora la bici come forma di allenamento per la moto.

Il suo arrivo alla 1000 Sassi 2023 è legato a un incontro casuale a Expo con Luca Viola, che l’ha riconosciuta e invitata all’evento. Durante la manifestazione ha viaggiato in tandem con Mario Ciaccia di Motociclismo, alternandosi alla guida di una Honda Africa Twin e di una Transalp.

Il bilancio della Giannetti è estremamente positivo: pur ritenendo che, per chi ha esperienza di competizioni e percorsi molto impegnativi, la difficoltà della 1000 Sassi possa apparire contenuta, ha sottolineato come il livello sia perfettamente adeguato alla media dei partecipanti. Ha elogiato l’organizzazione, definita attenta e professionale, e ha assegnato un simbolico voto 10 all’evento, dichiarando di volersi prenotare fin da ora per l’edizione 2024 e per la 20.000 Pieghe.

Le considerazioni finali di Daniele Alessandrini

Al termine di un’edizione segnata in partenza dall’incognita del maltempo, il promoter Daniele Alessandrini traccia un bilancio decisamente positivo. La soddisfazione nasce sia dai tre giorni di sole che hanno scongiurato nuovi problemi, sia dalla riuscita complessiva della manifestazione, resa possibile da un intenso lavoro di squadra.

L’organizzazione guarda già avanti: si lavora all’edizione del prossimo anno e, a giudicare dalla curiosità crescente dei motociclisti, uno dei temi più attesi riguarda proprio la sede del quartier generale, su cui Alessandrini conta di poter dare indicazioni al più presto.