Grand Prix Lotus Roma a Imola, analisi dei tempi gara

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Fine settimana intenso all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola per il Grand Prix Lotus Roma, disputato il 3 e 4 settembre 2016. Sul tecnico tracciato di 4.936 metri sono emersi riferimenti cronometrici interessanti, con distacchi contenuti e un ritmo medio elevato lungo l’intera distanza. I dati dei giri raccontano una gara gestita sul filo dei decimi, con alcune prestazioni individuali in forte evidenza.

Il riferimento: il passo gara di Ronzoni

Il miglior giro assoluto in questa analisi è firmato da J. Ronzoni, autore di un notevole 2’00.545 sul tracciato di Imola. Dopo un primo passaggio in 2’03.916, Ronzoni ha rapidamente abbassato il proprio ritmo, girando in 2’00.689 al secondo giro e centrando il crono di riferimento al terzo passaggio. Si tratta di un andamento che indica un veloce adattamento alle condizioni della pista e una gestione efficace delle gomme.

Dal dettaglio dei parziali emerge come Ronzoni sia riuscito a mettere insieme un giro molto pulito, con settori costanti e velocità massima superiore ai 230 km/h. Anche nei giri successivi il suo ritmo è rimasto competitivo, a conferma di un passo gara solido, interrotto solo dal passaggio ai box. La sua prestazione rappresenta il benchmark per tutti gli altri piloti presenti in classifica tempi.

Gli inseguitori e i tempi di vertice

Tra i più vicini al riferimento di Ronzoni spicca R. Heierli, capace di girare in 2’02.012 dopo un primo passaggio in 2’04.506. Giro dopo giro Heierli ha mostrato una progressione piuttosto costante, con tempi sempre nell’arco di poco più di un secondo rispetto al proprio best lap. Un ritmo lineare che, sull’arco della gara, ha permesso di limitare il distacco complessivo.

Molto competitivo anche R. Marchetti, con un miglior giro in 2’02.333 e una curva di prestazione in crescita netta rispetto all’inizio. Partito con un 2’15.046, Marchetti ha limato oltre dieci secondi nel giro di poche tornate, consolidandosi su un passo intorno ai 2’03 e trovando il proprio riferimento nel sesto giro. Una dinamica simile si nota per G. Michelotto, autore di un 2’06.130 dopo diversi passaggi ravvicinati, segno di una buona costanza anche se su un livello leggermente più alto rispetto ai primissimi.

Nel gruppo dei piloti della fascia 2’04–2’06 vanno segnalati S. Ayari (2’04.998), M. Isola (2’08.649), L. Paoletti (2’06.549), D. Gori (2’06.058) e R. Tedesco (2’09.931). In tutti questi casi si osserva una tendenza comune: primo giro più lento, necessario per prendere le misure alla pista e alle condizioni, seguito da una discesa progressiva verso il miglior tempo, generalmente centrato tra il terzo e il sesto passaggio.

Il cuore del gruppo e la gestione del ritmo

Alle spalle dei più veloci il grosso del gruppo si distribuisce in un ampio ventaglio di prestazioni, con best lap compresi tra 2’09 e 2’25. Qui la chiave è la regolarità, più che il picco cronometrico. Piloti come L. Granier (2’09.064), A. Peruzzi (2’09.923) e L. Linari (2’12.241) hanno costruito la propria gara su passaggi costanti, con variazioni spesso inferiori a due secondi tra un giro e l’altro.

Interessante il lavoro di gestione di F. Martinez, sceso fino a 2’09.227 dopo un avvio sul 2’14 e capace di mantenersi sempre su tempi attorno ai 2’10–2’11. Molto ravvicinati i riferimenti di una fascia numerosa di concorrenti: i vari Castellani, Petrini, Nicosia, Bufalo, Montagner, Dussert e Scagnetti si sono mossi con best tra 2’13 e 2’17, con differenze minime tra loro e fasi di gara in cui i distacchi sul giro erano nell’ordine dei decimi.

Più staccati i piloti che hanno chiuso con tempi migliori oltre il 2’20, come Gstalder, Valla, Sirianni, De Boer, Guidi e altri, spesso condizionati da passaggi iniziali piuttosto lenti o da soste ai box. In alcuni casi, come per Lecce o Bianchi, si nota un netto miglioramento dopo il primo giro, segno di un adattamento graduale all’impegno richiesto dal tracciato di Imola.

Nel complesso, l’analisi dei tempi gara del Grand Prix Lotus Roma mette in luce un livello omogeneo nelle varie fasce di classifica, con alcuni riferimenti chiari in testa e un gruppo centrale estremamente combattuto. Il dato più evidente resta la capacità dei piloti di mantenere un passo costante su una pista esigente come Imola, dove precisione di guida e gestione delle risorse fanno la differenza dal primo all’ultimo giro.