Assicurazioni moto, studio LUISS accusa il risarcimento diretto

Il meccanismo del risarcimento diretto, introdotto nel 2007 nella Rc auto, avrebbe contribuito a un forte aumento dei premi assicurativi per le moto. È quanto emerge da una ricerca realizzata dall’Università LUISS Guido Carli di Roma per Confindustria ANCMA, che porta alla luce dati inediti e propone una possibile soluzione normativa al problema.
Una ricerca con dati inediti su Rc moto
Lo studio, presentato nella sede milanese di Confindustria ANCMA, si basa su dati esclusivi forniti dalla concessionaria pubblica CONSAP e su un metodo di calcolo sviluppato ad hoc dai ricercatori LUISS. Il lavoro dei docenti dell’ateneo romano, coordinati dal professore emerito Gennaro Olivieri, ha consentito di ricostruire l’impatto specifico del risarcimento diretto sul comparto delle due ruote.
Secondo la ricerca, l’attuale sistema di gestione dei sinistri non avrebbe prodotto i vantaggi di efficienza e riduzione dei costi ipotizzati alla sua introduzione nel 2007. Al contrario, nel settore moto emergerebbe un incremento considerato indiscriminato dei premi assicurativi, non giustificato da un corrispondente aumento del rischio o dei costi reali dei sinistri.
La particolarità del parco circolante, l’uso stagionale di molti motocicli e la maggiore esposizione al rischio di alcune categorie di utenti rendono il segmento moto diverso dall’auto tradizionale. In questo contesto, la ricerca LUISS evidenzia come l’applicazione indistinta del risarcimento diretto abbia finito per penalizzare gli utenti delle due ruote, senza generare reali benefici concorrenziali.
Il ruolo di Confindustria ANCMA e della politica
Confindustria ANCMA, associazione che rappresenta l’industria del ciclo, motociclo e degli accessori, ha promosso l’analisi accademica per portare elementi oggettivi nel dibattito su Rc moto e tutele per i motociclisti. Alla presentazione dello studio è intervenuto il direttore generale Pier Francesco Caliari, a testimonianza della centralità del tema per il settore.
Al confronto ha partecipato anche il mondo politico, con la presenza dell’onorevole Enzo Garofalo, presidente del gruppo interparlamentare Amici delle Due Ruote e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera. La questione del costo delle assicurazioni moto viene così posta non solo come problema di mercato, ma come tema di politica dei trasporti e di mobilità.
L’obiettivo condiviso è individuare soluzioni che rendano più equo il sistema senza indebolire la tutela assicurativa di chi utilizza la moto ogni giorno o nel tempo libero. Il lavoro LUISS fornisce una base numerica e metodologica per sostenere eventuali interventi legislativi.
Proposta normativa e possibili effetti sul mercato
Oltre alla diagnosi del problema, lo studio presenta una proposta normativa pensata per attenuare gli effetti distorsivi del risarcimento diretto sul comparto due ruote. Pur nei limiti di una ricerca accademica, l’ipotesi avanzata punta a rendere il sistema più aderente alle specificità del rischio moto, intervenendo sulle modalità di liquidazione dei sinistri e sui meccanismi di calcolo dei premi.
Tra gli obiettivi indicati si possono sintetizzare alcuni punti chiave:
- ridurre l’impatto del risarcimento diretto dove genera squilibri tariffari
- allineare i premi alle reali statistiche di sinistro del parco moto
- evitare aumenti generalizzati non legati al comportamento del singolo assicurato
- favorire una maggiore trasparenza nella formazione delle tariffe Rc moto
- stimolare concorrenza tra compagnie centrata su costi e servizi
Per il mercato moto, spesso gravato da premi molto elevati soprattutto in alcune aree del Paese, un intervento mirato sulle regole del risarcimento potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per rendere l’assicurazione più sostenibile. La ricerca LUISS, mettendo a disposizione numeri e analisi indipendenti, offre ora agli operatori e al legislatore una base solida per affrontare il tema con strumenti oggettivi.