Planet Explorer 9: la Scozia di Bracali in sella alla Suzuki GSX-S1000F

Nono capitolo di Planet Explorer e nuova sfida per Luca Bracali, che questa volta ha scelto la Scozia come teatro del suo viaggio e una Suzuki GSX-S1000F ABS come compagna di avventura. Una sportiva carenata, nata dall’esperienza in pista, messa alla prova su 2.500 chilometri di strade tortuose, fondi irregolari e meteo estremo, con risultati che hanno sorpreso lo stesso fotogiornalista toscano.
Un periplo di 2.500 km tra pioggia, vento e isole del nord
Per Planet Explorer 9 Bracali ha disegnato un anello completo attorno a una delle regioni più affascinanti del nord Europa, includendo nel suo itinerario le isole Orcadi, Ebridi, Shetland e Skye. Nove giorni in sella, spesso sotto la pioggia e con temperature basse, affrontando scenari spettacolari ma impegnativi per pilota e moto.
La Scozia lo ha accolto con tutto il suo repertorio: asfalto a tratti rovinato, curve continue, repentini cambi di aderenza e lunghi trasferimenti sotto l’acqua. In questo contesto la GSX-S1000F ABS, apparentemente lontana dal concetto tradizionale di granturismo, è stata chiamata a dimostrare se un DNA sportivo potesse davvero convivere con l’uso turistico intenso.
Bracali racconta di tappe fino a 500 chilometri in 12 ore, con fisico e concentrazione messi alla frusta più dalle condizioni meteo che dalla moto. Al termine delle giornate il vero problema era asciugare l’abbigliamento tecnico, non recuperare dalla fatica in sella: un segnale chiaro della riuscita del progetto Suzuki sul fronte comfort.
Comfort da tourer, anima da sportiva
Il primo pregiudizio del fotogiornalista riguardava proprio l’ergonomia. La GSX-S1000F ABS, con le sue linee grintose e il quattro cilindri da 146 CV, sembrava più adatta alla pista che a un lungo viaggio tra pioggia e vento. I primi 300 chilometri hanno però ribaltato le aspettative, grazie a una triangolazione sella–pedane–manubrio pensata per un utilizzo reale su strada.
La posizione di guida, con manubrio relativamente alto e una sella accogliente, ha permesso a Bracali di percorrere lunghe distanze senza affaticarsi. Anche i 214 kg in ordine di marcia non si sono rivelati un limite nella guida quotidiana, complice l’altezza sella di 810 mm che facilita le manovre da fermo e nei passaggi lenti tipici delle piccole strade scozzesi.
La F, versione carenata della GSX-S1000, offre inoltre una protezione aerodinamica più che valida per piloti di statura media. Il cupolino devia in modo efficace l’aria dal busto e dalla testa, dettaglio che fa la differenza quando si viaggia per ore tra raffiche di vento e pioggia battente. Sospensioni e freni, entrambi di impostazione sportiva, hanno completato il quadro di una moto capace di adattarsi a scenari molto diversi.
La forcella KYB a steli rovesciati da 43 mm, completamente regolabile ma mantenuta da Bracali nella taratura standard, si è dimostrata abbastanza versatile da gestire sia l’asfalto rovinato, anche con guida in piedi sulle pedane, sia i tratti più scorrevoli. L’impianto frenante con pinze Brembo a quattro pistoncini e dischi da 310 mm all’anteriore ha offerto decise riserve di potenza, affiancato da un posteriore sfruttabile nei frangenti più delicati. L’ABS, presente di serie, è risultato discreto nell’intervento, senza intralciare la guida.
Motore, elettronica e limiti emersi nel viaggio
Cuore della GSX-S1000F ABS è il quattro cilindri derivato dalla GSX-R1000 delle annate 2005–2008, qui rivisto per un impiego sport-touring. Eroga 146 CV a 10.000 giri e 106 Nm di coppia a 9.500 giri, ma la vera novità non è la potenza massima, bensì la sua erogazione: elettronica dedicata, iniettori a 10 fori, doppia farfalla SDTV e scarico 4-2-1 con doppi tubi di compensazione rendono la risposta al gas più progressiva e gestibile ai bassi e medi regimi.
Questa doppia personalità è stata centrale nell’esperienza scozzese di Bracali. Nella maggior parte delle situazioni ha viaggiato con il Traction Control impostato sul livello intermedio, il più adatto alle strade spesso umide o scivolose. Qui la GSX-S1000F ABS si è comportata come una compagna di viaggio docile e prevedibile, permettendo di concentrarsi sul percorso e sulle riprese fotografiche senza ansie di perdita di aderenza.
Quando le condizioni lo consentivano, togliendo gli aiuti elettronici e spalancando il gas, è emersa invece la natura più estrema del motore, capace di trasformare la sport-touring in una vera sportiva stradale. Un dualismo che Bracali ha sintetizzato come un Dr. Jekyll e Mr. Hyde a due ruote, in perfetta coerenza con le origini racing del marchio e della sigla GSX.
Nel corso del viaggio non sono state effettuate verifiche puntuali sui consumi, anche se lo stesso Bracali sottolinea come le prestazioni disponibili spingano facilmente a una guida poco parsimoniosa. Il serbatoio da 17 litri garantisce comunque un’autonomia adeguata a un utilizzo turistico, a patto di dosare la manetta nelle tratte più lunghe.
Unico vero limite evidenziato durante Planet Explorer 9 riguarda il kit borse after-market SW-Motech proposto dai concessionari Suzuki. Il top case, di tipo soft, è stato giudicato poco capiente quando c’è molto bagaglio da trasportare, mentre le borse laterali, anch’esse morbide, hanno offerto una capacità più che discreta. Un dettaglio che non intacca il giudizio complessivo sulla moto, ma che conferma come la scelta dell’equipaggiamento resti cruciale in un viaggio di questo tipo.
Il racconto tappa per tappa del tour in Scozia è stato condiviso quotidianamente sui canali social di Planet Explorer e di Suzuki Italia, oltre che su Moto.it, permettendo a chi seguiva da casa di vivere in tempo reale il viaggio di Bracali. Un’avventura che, oltre a regalare immagini suggestive del grande nord, ha messo in luce la capacità della GSX-S1000F ABS di andare oltre le etichette, dimostrandosi una sportiva credibile anche quando il traguardo è lontano e il meteo è tutto fuorché amico.