MotoGP Brasile, debutto bagnato a Goiânia per Marini e Mir

Esordio complicato per la MotoGP all’Autódromo Internacional de Goiânia – Ayrton Senna, nuova tappa del calendario 2026. Tra rovesci improvvisi e finestre di sole, Luca Marini e Joan Mir hanno chiuso l’apertura del weekend in 11esima e 16esima posizione con la Honda HRC Castrol, senza riuscire a esprimere appieno il proprio potenziale.
Nuova pista, meteo pazzo e margini inesplorati
La seconda tappa del Mondiale ha riportato la MotoGP in Brasile su un tracciato inedito per la categoria, costringendo team e piloti a un intenso lavoro di adattamento. La giornata di venerdì è partita con una forte pioggia notturna che ha ritardato l’inizio delle prove e lasciato l’asfalto umido per buona parte della mattinata.
Solo negli ultimi minuti della prima sessione i piloti hanno potuto montare le slick, accumulando pochi giri realmente indicativi. Nel pomeriggio la situazione si è ribaltata: il sole ha lasciato spazio a piogge leggere ma intermittenti, sufficienti però a rendere la pista imprevedibile e a condizionare i tempi decisivi in vista del passaggio diretto in Q2.
Nonostante il fondo fosse appena rifatto, Marini ha sottolineato il buon grip dell’asfalto in tutte le condizioni, un segnale confortante sul lavoro svolto dagli organizzatori. Resta però l’impressione che il potenziale reale di moto e piloti sia ancora lontano dall’essere espresso, proprio per via delle condizioni miste che hanno limitato il chilometraggio utile.
Marini fuori dalla Q2 ma fiducioso sul passo
Luca Marini si è mostrato prudente nella sessione del mattino, preferendo evitare rischi inutili su un tracciato ancora da scoprire. Nel pomeriggio, con le nuvole minacciose in avvicinamento, l’italiano è stato tra i primi a lanciarsi dalla pitlane per sfruttare l’asfalto nel momento migliore.
La scelta iniziale ha pagato: Marini è entrato subito nei primi cinque, firmando un 1’22.088 che lo ha tenuto a lungo nelle parti alte della classifica provvisoria. Quando però sarebbe servito un ulteriore step per garantirsi il passaggio in Q2, la pioggia è tornata a disturbare i piani, peggiorando progressivamente le condizioni della pista e congelando i tempi.
Costretto a chiudere l’apertura del weekend in 11esima posizione complessiva, il numero 10 Honda sa di non aver mostrato il proprio limite, né quello della RC213V, in un venerdì più tattico che prestazionale. La sensazione nel box HRC Castrol è che, con un meteo più stabile, ci sia ancora un margine importante da esplorare sul passo gara e sul giro secco.
Mir condizionato dall’influenza, ma la velocità c’è
Se per Marini l’ostacolo principale è stato il meteo, Joan Mir ha dovuto fare i conti con un doppio handicap: pista nuova e stato fisico non ideale. Lo spagnolo è arrivato a Goiânia debilitato dall’influenza, con poca energia per guidare al limite soprattutto in condizioni di aderenza variabile.
In accordo con il box, Mir ha optato per un lavoro più mirato, privilegiando la comprensione del tracciato e della risposta della moto in diversi punti chiave del circuito brasiliano. Nonostante tutto, il due volte iridato ha chiuso la giornata in 16esima posizione con un 1’22.392, appena un secondo dal miglior riferimento, segnale che la base di velocità non manca.
Nel team si leggono dati confortanti sui parziali: in diversi settori del giro Mir è stato competitivo, ma non è riuscito a mettere insieme il giro perfetto necessario per puntare alla Q2. L’obiettivo, ora, è recuperare energie durante la notte per presentarsi più vicino al 100% tra Qualifiche e Sprint.
- Nuovo GP del Brasile a Goiânia, seconda tappa MotoGP 2026
- Meteo instabile con pioggia notturna e rovesci pomeridiani
- Marini 11esimo con 1’22.088, fuori dalla Q2 per pochi dettagli
- Mir 16esimo in 1’22.392, limitato dall’influenza ma vicino ai migliori
- Buon grip del nuovo asfalto, ampi margini di miglioramento
- Sabato in programma Qualifiche e Sprint da 15 giri
La giornata di sabato sarà il vero banco di prova per Honda HRC Castrol: con due sessioni chiave e la Sprint Race sui 15 giri di Goiânia, Marini e Mir avranno finalmente l’occasione di verificare il proprio livello in condizioni, si spera, più lineari. Solo allora si capirà davvero quanto questa nuova tappa brasiliana potrà sorridere alla Honda.