Pirelli rilancia la SCX in Moto2 al GP degli Stati Uniti 2026

Pirelli rilancia la SCX in Moto2 al GP degli Stati Uniti 2026

Al degli Stati Uniti il Mondiale Moto2 troverà una novità importante nel reparto gomme: Pirelli reintroduce la posteriore supersoft SCX nell’allocazione, con l’obiettivo dichiarato di alzare il livello di grip e abbassare i tempi sul giro sul Circuit of The Americas di Austin.

SCX supersoft, debutto al COTA e strategia Pirelli

Per Pirelli si tratta della terza stagione da fornitore unico per Moto2 e Moto3 al COTA, ma è la prima volta che la mescola SCX viene messa a disposizione sulla pista texana. Già vista in alcuni appuntamenti nel , la posteriore supersoft era finora identificata come specifica di sviluppo E0126 e oggi entra a pieno titolo nella gamma con la sigla SCX.

La caratteristica principale è la grande morbidezza della mescola, che la rende adatta solo a tracciati con livelli di usura contenuti. In base ai dati raccolti nelle ultime due edizioni del GP, Pirelli ha valutato che Austin rientra tra i circuiti in grado di valorizzare una soluzione così estrema, soprattutto nella ricerca del massimo grip sul posteriore.

La SCX andrà a sostituire in gamma la SC1 medium, considerata poco competitiva su questo tracciato rispetto alla soft SC0, diventando la nuova alternativa per chi vorrà spingersi oltre la soluzione finora di riferimento. Per i piloti, dunque, la scelta si concentrerà su due step molto aggressivi: la soft SC0 e, appunto, la supersoft SCX.

Allocazione Moto2: più gomme morbide per tutto il weekend

Per facilitare il lavoro delle squadre e consentire un confronto reale tra SC0 e SCX nelle diverse condizioni del fine settimana, Pirelli ha deciso di assicurare a ogni pilota Moto2 un’allocazione particolarmente generosa della nuova mescola: nove pneumatici posteriori SCX a testa.

Questa scelta permette ai team di impostare fin da subito il setup pensando alla supersoft, utilizzandola senza risparmiarla in tutte le sessioni, dalle alla gara, qualora il feedback fosse positivo. L’obiettivo è mettere i piloti nelle condizioni di valutare non solo il picco di prestazione sul giro secco, ma anche la costanza sul passo gara e il comportamento con temperature e livelli di gomma in pista differenti.

La decisione di ammorbidire di uno step l’allocazione posteriore rispetto agli anni scorsi nasce proprio dall’analisi dei dati: nei due GP precedenti al COTA la medium SC1 non è riuscita a proporsi come alternativa credibile alla SC0. Da qui la scelta di eliminare lo scalino intermedio e affiancare alla soft una soluzione ancora più morbida, in linea con la direzione di sviluppo che Pirelli sta portando avanti nei campionati mondiali.

Dai GP alla pista per tutti: cosa significa la nuova SCX

La SCX che debutta ufficialmente a Austin non è un’incognita totale per il paddock. Nel 2025 è stata già impiegata in diverse gare sia nella sua versione di gamma precedente, sia con la specifica E0126, ora promossa a nuova SCX di serie. In particolare, nei GP d’Austria e San Marino tutti i piloti Moto2 avevano scelto proprio questa mescola, con riscontri giudicati molto positivi dal costruttore.

La filosofia Pirelli resta quella di uno sviluppo continuo che parte dalle competizioni di vertice per poi riversarsi sui prodotti destinati ai campionati nazionali e agli appassionati più esigenti. Le evoluzioni introdotte nel Mondiale, come in questo caso la SCX, confluiscono nella gamma di pneumatici omologati per l’uso in pista, a disposizione di chi frequenta track day o corre in serie minori.

Il Circuit of The Americas rappresenta quindi un banco di prova significativo per misurare il passo avanti promesso da questa supersoft. Su un tracciato tecnico e completo come Austin, con frenate violente, curvoni veloci e ripartenze da prima marcia, una posteriore capace di offrire un surplus di trazione potrebbe diventare un fattore decisivo sia in qualifica sia nei momenti chiave della gara.

In attesa della risposta del cronometro, il confronto tra SC0 e SCX sarà uno dei temi tecnici più interessanti del weekend, con possibili ripercussioni anche sulle scelte future di allocazione nei GP con caratteristiche simili a quelle del COTA.

  • SCX supersoft posteriore reintrodotta in Moto2 al GP degli USA 2026
  • Prima apparizione al Circuit of The Americas per questa mescola
  • La SCX sostituisce la medium SC1, affiancando la soft SC0
  • Nove pneumatici SCX posteriori per pilota per l’intero weekend
  • Obiettivo: più grip e tempi sul giro più rapidi con usura sotto controllo
  • Sviluppo condiviso tra Mondiali, campionati nazionali e track day