Boughen e Ducati shock: debutto vincente nel Mondiale Flat Track

Podio della Grand Final a Roden con Boughen primo, Bailo secondo e Neave terzo

Ashton Boughen ha conquistato la Grand Final a Roden, portando Ducati in vetta alla classifica del Mondiale Flat Track.

Esordio da sogno per Ashton Boughen e per nel FIM Flat Track World Championship 2026: sul tracciato olandese di Roden il diciottenne britannico ha centrato la vittoria alla prima apparizione iridata, portando subito la Casa di Borgo Panigale in vetta alla classifica. Un risultato che ridisegna gli equilibri della disciplina e accende una stagione già annunciata come tra le più combattute degli ultimi anni.

FIM Flat Track World Championship, partenza col botto a Roden

Il campionato, quest’anno esteso a dieci round, ha preso il via allo Speed Centre Roden, circuito che ha ospitato per la prima volta una prova iridata. In Olanda si è presentata una entry list di respiro internazionale, con piloti provenienti da dodici nazioni e due continenti e con l’esordio di nuovi costruttori, tra cui e .

Il ruolo di osservato speciale era per il campione in carica Ervin Krajčovič su , al suo terzo titolo da difendere in quattro stagioni. Il suo avvio di giornata è stato però sottotono: solo quarto nella prima Heat da otto giri, vinta dal britannico Jack Bell (), che ha festeggiato il ventitreesimo compleanno davanti al ceco Ondřej Švédík (KTM) e al connazionale Tim Neave (Ducati).

La seconda Heat ha acceso i riflettori sul protagonista della serie: Ashton Boughen, 18 anni, ha dominato dal via alla bandiera a scacchi, resistendo alla pressione dello spagnolo Gerard Bailo (Zaeta), campione 2022, grazie a traiettorie larghe e molto veloci sui rettilinei. Il pubblico di casa ha poi potuto esultare con il successo di Maikel Dijkstra nella terza manche, davanti all’italiano Daniele Tonelli (TM) e al francese William Bonnici ().

Bailo, dopo una stagione 2023 chiusa al secondo posto iridato e qualche difficoltà nel ritrovare la forma, è tornato protagonista nella quarta Heat, dove ha superato subito Tonelli per imporsi con autorità. Alle sue spalle sono arrivati l’ucraino Stanislav Ohorodnik e ancora Švédík, bronzo del mondiale passato.

Nelle manche successive Krajčovič ha trovato il primo acuto del 2026 regolando Bell e l’olandese Menno van Meer (), con Boughen quarto. Neave ha poi preceduto il connazionale Gary Birtwhistle, chiamato a rappresentare Royal Enfield al debutto assoluto nel campionato. A metà programma Bailo è salito in testa alla graduatoria provvisoria con una nuova vittoria su Švédík e van Meer, mentre Tonelli ha avuto la meglio su Bell e Boughen, e Krajčovič ha chiuso davanti a Dijkstra e Bonnici.

Ducati protagonista: Boughen vince e Neave completa il podio

Con i primi dieci delle Heat qualificati direttamente alla Grand Final e i successivi dieci costretti al passaggio dalla Last Chance Heat, la seconda parte del programma ha ulteriormente alzato il livello di tensione. Ondřej Švédík ha firmato un’altra manche davanti a van Meer e Krajčovič, mentre Neave ha conquistato il suo secondo successo di giornata davanti a Bell, assicurandosi l’accesso in finale insieme a Tonelli e Bonnici. Boughen ha nuovamente preceduto Bailo, con Dijkstra terzo e dentro per l’atto conclusivo.

Nella Last Chance Heat Ohorodnik e l’olandese Stef Hamstra (KTM) hanno strappato gli ultimi due posti disponibili sulla griglia della Grand Final, prevista sulla distanza di dodici giri. Allo spegnersi del semaforo Boughen è scattato fortissimo prendendo il comando già alla prima curva, seguito da Tonelli, Neave e Bailo.

Tonelli è balzato in testa al termine del primo giro, dando vita a un trenino compatto con Boughen e Bailo alle sue spalle. La fase centrale ha visto il contro-attacco del rookie britannico e dello spagnolo, mentre Neave ha aumentato il ritmo fino a sorpassare l’italiano a metà gara per il terzo posto provvisorio.

Il duello per la vittoria si è deciso sulle linee: Boughen ha continuato a sfruttare l’esterno, disegnando curve molto ampie per uscire fortissimo sui rettilinei, mentre Bailo ha insistito con traiettorie strette e aggressive all’interno. Giro dopo giro lo spagnolo sembrava vicino all’affondo decisivo nelle curve veloci, ma il britannico è riuscito sempre a rilanciare la moto in uscita e a creare quel margine sufficiente per tagliare il traguardo per primo, firmando una storica vittoria al debutto.

Nel finale Bailo ha dovuto guardarsi dagli attacchi di Neave, che ha completato il successo Ducati con il terzo gradino del podio. Bell ha chiuso una giornata positiva per i piloti britannici con il quarto posto davanti a Krajčovič e Tonelli. A punti anche Hamstra, van Meer, Bonnici e Dijkstra, che hanno composto la top ten.

In sintesi, i principali verdetti del round di apertura sono stati:

  • Vittoria di Ashton Boughen (Ducati) nella Grand Final
  • Secondo posto per Gerard Bailo (Zaeta), già campione 2022
  • Terzo posto di Tim Neave (Ducati), a completare il podio per la Casa italiana
  • Jack Bell (Triumph) solido quarto dopo una Heat iniziale vinta
  • Gara in rimonta per il campione in carica Ervin Krajčovič (KTM), quinto al traguardo
  • Daniele Tonelli (TM) a ridosso dei primi dopo una buona fase iniziale della finale

Verso Terenzano: un Mondiale Flat Track più aperto che mai

Con il colpo a sorpresa di Boughen e il doppio podio Ducati, il FIM Flat Track World Championship 2026 si conferma fin dall’esordio una stagione apertissima, dove i valori in campo sembrano lontani dall’essere definiti. L’esperienza di specialisti come Bailo, Krajčovič e Švédík dovrà ora fare i conti con l’irruenza dei giovani e con il crescente impegno dei costruttori.

Il prossimo appuntamento è fissato a Terenzano, in Italia, per il secondo round in programma il 30 maggio. Il tracciato friulano, già noto per la tradizione legata alle gare su pista, offrirà uno scenario diverso rispetto a Roden e sarà un banco di prova importante per capire se la leadership di Boughen e la competitività di Ducati potranno confermarsi su fondi e configurazioni differenti.

Il calendario articolato su dieci prove, il mix di campioni affermati e rookie ambiziosi, oltre all’ingresso di marchi storici e nuovi costruttori, delineano uno dei campionati più interessanti nel panorama delle competizioni su terra. Tutti gli elementi fanno pensare a un Mondiale flat track dove ogni round potrà rimescolare le carte e in cui la capacità di adattarsi rapidamente a piste e condizioni diverse sarà decisiva per la corsa al titolo.