Biker Fest International 2026, 40 anni di Custom con Fogarty protagonista

Cerimonia di premiazione del Custom Bike Show alla Biker Fest International 2026

La cerimonia di premiazione del Custom Bike Show ha incoronato i progetti vincitori e ha incluso il Foggy's Best assegnato da Carl Fogarty.

La 40ª edizione della Biker Fest International conferma Lignano Sabbiadoro come capitale europea della personalizzazione: un storico, una partecipazione internazionale senza precedenti e la presenza di Carl Fogarty hanno acceso un weekend che ha incoronato alcune delle più significative della scena contemporanea.

Biker Fest International, 40 anni di Custom e un parterre internazionale

Da quattro decenni la Biker Fest International chiude la propria quattro giorni con la premiazione del Custom Bike Show, unico appuntamento italiano valido per l’AMD World Championship of Custom Bike Building. Anche nel 2026 il Main Stage del villaggio di viale Europa è stato il centro di una vera parata di stile, con preparatori, officine e arrivati da tutta Italia e da buona parte d’Europa.

A distinguere quest’annata è stata la forte presenza di builder dell’Europa Centrale e Orientale: Austria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera e perfino Bielorussia hanno portato in Friuli il loro modo di interpretare il custom, confermando la manifestazione come riferimento stabile oltreconfine. Un mix di scuole, tendenze e linguaggi che ha reso la line-up 2026 tra le più varie e mature di sempre.

La cerimonia di domenica ha così assunto il ruolo di sintesi di un movimento che continua a evolvere, tra old school, bagger da pista, clubstyle, scrambler, cafe racer e interpretazioni radicali fuori dagli schemi.

Dal chopper BSA di Peres al trionfo di Mannaia Motorcycles

Il premio più sentito in ambito nazionale, il Best in Show dell’Italian Motorcycle Championship, è andato al chopper BSA 650 Paruk costruito dal friulano Renato Peres. Una moto dichiaratamente old school, nata come tributo personale a un amico scomparso e capace di convincere la giuria per autenticità, intensità narrativa e qualità artigianale.

Sul fronte internazionale, la selezione AMD ha messo in vetrina tre interpretazioni agli antipodi che raccontano bene lo stato dell’arte del custom attuale. La visionaria Lulù, motorizzata con un bicilindrico S&S e firmata dall’officina varesina Mannaia, ha centrato il primo posto AMD confermando il talento di un laboratorio giovane ma già affermato nelle ultime edizioni.

Accanto a lei, la Harley-Davidson Road Glide La Primera di Bad Boys Garage ha portato sul palco l’estetica chicano declinata in chiave performance bagger, mentre la H-D Model B , frutto della collaborazione tra Gallery Motorcycles e Damiano Roncaglioni, ha colpito la giuria con una raffinata reinterpretazione delle Harley da corsa anni Venti, tra citazioni storiche e soluzioni contemporanee.

A impreziosire il palmarès di Mannaia è arrivato il Foggy’s Best: Carl Fogarty, ospite speciale della manifestazione e quattro volte campione del mondo , ha scelto personalmente Lulù come sua moto preferita dell’intero show. Un riconoscimento che intreccia idealmente il mondo delle derivate di serie con quello delle special più estreme.

Le categorie dell’Italian Motorcycle Championship hanno completato il quadro con una varietà che spazia dai clubstyle alle metriche, passando per scrambler e cafe racer. Tra i risultati più significativi spiccano:

  • Clubstyle: vittoria per la Harley-Davidson Low Rider ST del collettivo austriaco 2 Wheels Terror Crew
  • Freestyle: XT600 Annina di Samuele Gorni, esempio di enduro trasformata in special dal forte carattere
  • Old Style: successo per la Harley-Davidson Shovelhead di RCK Roll-Chop
  • Metric: affermazione della IZH Planeta di BSS Custom & Repair, rara rappresentante dell’Est su base sovietica
  • Scrambler: sul gradino più alto la Harley-Davidson Knucklehead 29 del ceco Zbinek Threcek
  • Cafe Racer: la vittoria va alla Harley-Davidson XL1000 Ironhead dell’austriaco Wolfgang Mayer

Non è mancato lo spazio per le interpretazioni più sportive: nella Streetfighter ha dominato la S1 di Low Special Parts, arrivata da Napoli, mentre la Modified H-D ha visto primeggiare la Night Rod di Custom Thom, special muscolosa che esalta il lato più performante del V-twin di Milwaukee.

Performance Bagger Show e Golden Rod, i trend che pesano sul futuro

In parallelo al contest principale, la seconda edizione del Performance Bagger Show ha messo sotto i riflettori uno dei fenomeni più caldi del momento: le maxi con borse, trasformate in moto da pista. Un trend alimentato anche da campionati dedicati come l’H-D Bagger World Cup, che corre nel contesto della , e la Bagger Racing League Europe, partner ufficiale del contest lignanese.

La vittoria è andata a una Harley-Davidson Road Glide preparata da 4Touring e Ironborne per il pilota A. Pagnanini di Novara, affiancata sul podio da altre due Road Glide firmate dallo stesso team. Un monopolio che racconta bene quanto il segmento bagger sia ormai terreno di sperimentazione tecnica e stilistica anche in Europa.

Un ulteriore sguardo d’insieme sulla qualità delle moto in concorso è arrivato dai Golden Rod Award, assegnati da riviste specializzate, fotografi, club e influencer arrivati a Lignano da Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Italia. In questo contesto, la media partnership con Bikers Life ha portato alla ribalta i preparatori bielorussi Savitski Custom Workshop e Garage 242, giunti direttamente da Minsk con le loro Harley personalizzate.

Altri riconoscimenti sono arrivati da realtà di primo piano come Sturgis Buffalo Chip, Madness Photography, Norrtälje Twin Club MC, i magazine Big Twin, Custombike, Dream Machine e Kustom World, oltre agli influencer Ila Neutro e Noisy Style, che hanno premiato alcuni dei progetti più rappresentativi tra old school estrema, cafe racer e special d’ispirazione racing.

Con questa edizione del 40° anniversario, la Biker Fest International consolida il proprio ruolo di baricentro europeo del mondo custom: un luogo dove artigianato, cultura motociclistica e contaminazioni internazionali continuano a disegnare le linee del futuro su telai, serbatoi e V-twin di ogni provenienza.