Alto Adige, stop alle gare in quota: la FMI alza la voce

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Il divieto per le manifestazioni sportive motoristiche in Alto Adige, approvato dalla Giunta Provinciale di Bolzano, riaccende il dibattito su moto e montagna. La norma, che vieta eventi su strada oltre i 1600 metri e su alcuni tratti specifici, viene giudicata dalla una misura che limita la libertà dei motociclisti e mette a rischio il in quota.

Divieto alle manifestazioni motoristiche oltre i 1600 metri

Il provvedimento della Provincia Autonoma di Bolzano, deliberato il 19 giugno, introduce il divieto di organizzare manifestazioni sportive motoristiche, sia competitive sia non competitive, nei territori situati a un’altitudine superiore a 1600 metri sul livello del mare e su determinate strade del territorio altoatesino.

La definizione adottata è ampia: sono considerate manifestazioni sportive tutte le attività organizzate che, anche senza carattere agonistico, abbiano finalità ludiche e ricreative, offrano svago e divertimento ai partecipanti e rappresentino un intrattenimento per eventuali spettatori. Non rientrano nel divieto solo le classiche gare, ma anche gli eventi organizzati dai Moto Club e da associazioni locali, comprese molte iniziative di mototurismo in quota.

In pratica, raduni, motogiri organizzati, eventi promozionali e appuntamenti tradizionali legati al mondo delle due ruote rischiano di sparire da alcune delle strade più iconiche dell’arco alpino altoatesino, proprio quelle che negli anni hanno richiamato appassionati da tutta Italia e dall’estero.

La posizione della FMI: mototurismo in quota come risorsa

La reazione della Federazione Motociclistica Italiana non si è fatta attendere. Il presidente Giovanni Copioli esprime sorpresa e forte perplessità per la scelta della Giunta, sottolineando come, in una provincia dove le attività legate al motociclismo hanno contribuito a sviluppare un turismo ordinato e appassionato, il nuovo quadro normativo rischi di penalizzare proprio chi rispetta le regole.

Secondo Copioli, il mototurismo in quota rappresenta un veicolo importante di indotto economico e di visibilità per le vallate alpine e i piccoli centri di montagna. Gli eventi motociclistici, sostiene la , portano pernottamenti, consumi nei ristoranti, uso di servizi locali e una promozione capillare del territorio attraverso i racconti e i canali social degli appassionati.

La Federazione rivendica inoltre il proprio impegno nel promuovere un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, sia nei comportamenti di guida sia nella gestione degli eventi. Per questo giudica la norma un’imposizione ingiusta, che colpisce indiscriminatamente tutte le manifestazioni anziché intervenire sui singoli comportamenti scorretti.

Libertà di circolazione e sostenibilità: il nodo del confronto

Al centro della contestazione della FMI c’è il tema della libertà di movimento dei motociclisti e del bilanciamento tra tutela ambientale e accesso alla montagna. Per Copioli, bloccare l’accesso a strade simboliche per gli amanti delle due ruote non è la strada giusta per favorire una mobilità davvero corretta e sostenibile.

La Federazione ricorda come da anni il rispetto del codice della strada, della quiete pubblica e dei limiti imposti sui passi alpini, promuovendo buone pratiche tra i tesserati e i Moto Club affiliati. In quest’ottica, la linea auspicata dalla FMI è quella di una regolamentazione condivisa, basata su controlli mirati e dialogo con le realtà del territorio, invece che su divieti generalizzati.

La nuova normativa altoatesina, se confermata e applicata in modo rigido, potrebbe diventare un precedente per altri territori montani italiani, con ricadute significative sulla scena degli eventi motociclistici su strada. Per il mondo delle due ruote, la questione va oltre i singoli appuntamenti: riguarda il riconoscimento del motociclismo come forma di turismo strutturata, capace di convivere con la montagna e le sue esigenze di tutela, senza rinunciare al diritto di viverla su strada.

  • Divieto per eventi motoristici oltre i 1600 metri
  • Coinvolte gare e manifestazioni non competitive
  • Critiche della FMI alla limitazione della libertà dei motociclisti
  • Mototurismo in quota visto come risorsa economica e di immagine
  • Richiesta di regolamentazione più mirata e condivisa