Suzuka 8 Hours 2026, dopo 4 ore Honda HRC detta il ritmo

Dopo quattro ore di gara la Honda HRC guida la Suzuka 8 Hours 2026 con la CBR1000RR-R Fireblade SP #30.
Alla 47ª edizione della Suzuka 8 Hours 2026, una delle gare endurance più prestigiose al mondo, dopo le prime quattro ore la Honda HRC è al comando nonostante pioggia intermittente e molte neutralizzazioni. Il team ufficiale Honda, con la sua CBR1000RR-R FIREBLADE SP numero 30, sta gestendo con lucidità una corsa segnata da condizioni meteo e di pista estremamente variabili.
Suzuka 8 Hours 2026, partenza bagnata e warm up sul filo
La domenica di gara alla Suzuka 8 Hours 2026 si è aperta con un warm up di 45 minuti su pista completamente bagnata, utile ai team per affinare il set-up da pioggia. In questa sessione Jonathan Rea, al debutto con i colori Honda HRC sulla classica giapponese, ha firmato il miglior crono in 2’20.189, un segnale chiaro del potenziale del pacchetto CBR1000RR-R FIREBLADE SP in condizioni difficili.
Alle 11:30 locali lo start è scattato con cielo coperto, aria a 23 °C e asfalto ancora umido per la pioggia del mattino. In pole position la Honda HRC, affidata a Takumi Takahashi per il primo stint. Il giapponese è scattato bene, ma alla prima curva ha dovuto cedere il comando a Naomichi Uramoto dell’AutoRace Ube Racing Team, restando comunque stabilmente nel gruppo di testa.
Fin dai primi giri la gara ha confermato la fama del tracciato di Suzuka, 5,821 km dal layout a otto con un mix di curve veloci, cambi di direzione e frenate impegnative che esaltano i piloti endurance. La combinazione tra layout tecnico e meteo incerto ha imposto scelte di gomme e strategie di consumo particolarmente complesse per tutte le squadre.
Pioggia, safety car e strategie: Honda HRC in controllo
La corsa è stata finora fortemente condizionata dalla pioggia a tratti e da diversi interventi della safety car, chiamata in causa sia per incidenti sia per le condizioni mutevoli del tracciato. Ogni neutralizzazione ha rimescolato le carte, costringendo i box a ripensare ripetutamente i propri piani di rifornimento e cambio pilota.
Honda HRC ha effettuato due soste nelle prime quattro ore. Takahashi ha chiuso il suo primo stint di 33 giri riportando la CBR1000RR-R FIREBLADE SP al comando prima di lasciare la sella a Jonathan Rea. Il nordirlandese ha consolidato il vantaggio nella fase centrale, gestendo bene grip variabile e traffico, fino a fine 66° giro, quando ha nuovamente passato il testimone a Takahashi.
Nella terza ora di gara le condizioni non sono migliorate: il meteo instabile ha mantenuto alto il rischio di errori, mentre le safety car hanno compattato il gruppo annullando, a tratti, i margini costruiti in pista. Nonostante ciò, la struttura Honda ha mantenuto sangue freddo, alternando i propri piloti con precisione e cercando sempre di sincronizzare le soste con le fasi neutralizzate per limitare la perdita di tempo.
Al termine della quarta ora, Takahashi ha completato il suo secondo turno rientrando ai box al giro 92 per il cambio con Rea. Al passaggio successivo, il 93°, la Honda HRC è saldamente in testa con circa 22 secondi di margine su Sylvain Guintoli, portacolori dell’AutoRace Ube Racing Team, principale inseguitore nella classifica provvisoria.
Un primo bilancio di metà gara sul tracciato di Suzuka
Dopo metà distanza, la Suzuka 8 Hours 2026 sta confermando il proprio ruolo di banco di prova totale per moto, piloti e team. In uno scenario ancora apertissimo, alcuni elementi chiave stanno emergendo nella gestione di Honda HRC e dei principali protagonisti:
- La #30 CBR1000RR-R FIREBLADE SP si è dimostrata competitiva sia su pista bagnata sia in condizioni miste.
- Jonathan Rea ha subito trovato un buon feeling con il tracciato e con l’endurance, risultando velocissimo già dal warm up.
- Takumi Takahashi ha garantito partenze solide e cambi di ritmo efficaci nelle fasi più delicate.
- Le neutralizzazioni con safety car hanno reso determinante la scelta del momento in cui effettuare pit stop e cambi pilota.
- L’AutoRace Ube Racing Team, con Uramoto e Guintoli, si conferma l’avversario più diretto, sempre pronto ad approfittare di ogni fase caotica.
Con ancora quattro ore di gara davanti e un meteo tutt’altro che stabile, i 22 secondi di vantaggio di Honda HRC non rappresentano un margine rassicurante, ma piuttosto una base da gestire con attenzione. Suzuka storicamente non perdona distrazioni, soprattutto nella seconda metà di gara, quando la stanchezza dei piloti e l’usura dei mezzi iniziano a pesare.
Il resto della corsa si giocherà sulla capacità di interpretare in tempo reale l’evoluzione del cielo sopra Mie, sull’affidabilità delle moto e sulla lucidità strategica ai box. Per Honda HRC, l’obiettivo è trasformare questa leadership di metà gara in un successo pieno in una delle prove endurance più iconiche del panorama mondiale.