Honda HRC Castrol, buoni segnali al Sachsenring ma niente top ten

Honda HRC Castrol prosegue il lavoro sul giro secco al Sachsenring: Marini e Mir devono ancora trovare il passo per entrare in Q2.
Al Sachsenring inizia il giro di boa della MotoGP 2026 e per il team Honda HRC Castrol il venerdì del Gran Premio di Germania porta segnali incoraggianti ma ancora lontani dall’obiettivo minimo: Luca Marini e Joan Mir chiudono fuori dalla top ten e saranno costretti a passare dal Q1, pur mostrando un passo interessante nelle fasi centrali del lavoro.
Honda HRC Castrol al lavoro sul giro secco al Sachsenring
La giornata inaugurale del GP di Germania ha offerto condizioni stabili e ideali per lavorare su assetti e gomme lungo i 3,67 km del tracciato sassone. Il livello di competitività è apparso subito altissimo: ben 20 piloti racchiusi in un secondo e distacchi minimi a ogni run, scenario che ha reso ancora più pesante ogni piccolo errore nei time attack finali.
In questo contesto, la squadra Honda HRC Castrol ha impostato il venerdì su raccolta dati e ricerca del limite sul giro secco, consapevole che la partenza dalla prima metà dello schieramento sarà cruciale su una pista notoriamente stretta e tortuosa come il Sachsenring. Il lavoro si è concentrato soprattutto sulla gestione dell’anteriore e sulla velocità nei settori centrali, dove la RC213V mostra ancora margine di crescita.
Il riferimento della giornata è stato Marc Marquez, che ha chiuso davanti a tutti e fissato il parametro con cui i piloti Honda ufficiali hanno dovuto confrontarsi. Marini e Mir sono rimasti complessivamente vicini in termini cronometrici, ma non abbastanza da garantirsi l’accesso diretto al Q2.
Marini migliorato di un secondo e mezzo, ma resta solo 14°
Per Luca Marini il venerdì tedesco è stato un progressivo lavoro di rimonta dopo una partenza più complicata del previsto. Alcuni fattori esterni nella sessione del mattino ne hanno limitato il potenziale, costringendolo a restare calmo e a concentrare gran parte delle modifiche al set-up nella seconda parte del giorno.
La reazione, però, non è mancata: nel pomeriggio l’italiano ha trovato oltre un secondo e mezzo rispetto ai tempi iniziali, riuscendo a portarsi temporaneamente in top five quando mancavano meno di 20 minuti al termine della sessione decisiva. La fase conclusiva, con il consueto assalto al cronometro da parte di tutto lo schieramento, lo ha però risucchiato fuori dalle prime posizioni.
Marini ha chiuso il venerdì in 14ª posizione, a 0,820 secondi da Marquez e a meno di due decimi dalla top ten, un distacco che racconta bene quanto serrati siano i valori in campo. Il lavoro della giornata ha evidenziato una buona efficacia della gomma morbida all’anteriore nel giro secco, ma anche la necessità di orientarsi su una soluzione differente in ottica gara, soprattutto per migliorare la capacità di far girare la moto nel secondo settore.
Nonostante l’ennesimo passaggio obbligato dal Q1, nel box regna un cauto ottimismo: secondo Marini, la condizione della pista sta evolvendo turno dopo turno e la squadra ha chiaro dove intervenire per provare a giocarsi un posto in Q2 nella giornata di sabato.
Mir veloce al mattino, poi 16° e salvataggio da brivido in curva 7
Joan Mir ha vissuto un venerdì a due facce. Nella prima sessione lo spagnolo è sembrato subito a suo agio, costantemente nelle prime posizioni e capace di chiudere la FP1 in quarta piazza, a soli 0,115 secondi dal miglior tempo. Un segnale importante, confermato anche nella parte iniziale del pomeriggio, con il numero 36 quasi sempre agganciato alla top five virtuale.
La situazione è cambiata nel finale, quando l’inevitabile escalation dei tempi sul giro ha rimescolato la classifica. Nel momento decisivo Mir non è riuscito a compiere lo stesso step dei rivali e il suo miglior riferimento, un 1’20.228, non è bastato per confermare la posizione tra i primi dieci. Una quasi caduta con conseguente lungo nella ghiaia alla curva 7, dopo un high-side solo parzialmente salvato, ha compromesso l’ultimo tentativo utile.
Il pilota maiorchino ha chiuso così la giornata in 16ª posizione, evidenziando come il Sachsenring non sia mai stato un tracciato particolarmente favorevole alle sue caratteristiche di guida. Nel box, però, non si parla di resa anticipata: la base di partenza è considerata buona e lo stesso Mir ritiene che ci sia ancora margine per piccoli ma decisivi miglioramenti, soprattutto in un campionato in cui spesso meno di un decimo separa gruppi di cinque o sei piloti.
Alla vigilia di sabato, l’obiettivo condiviso di Honda HRC Castrol è chiaro: trovare quel mezzo decimo che può cambiare il destino del weekend, passando dal rischio di un’altra gara in rimonta alla possibilità di partire dal gruppo che conta sullo stretto toboga del Sachsenring.
- Luca Marini chiude il venerdì 14°, a meno di due decimi dalla top ten
- Joan Mir 16°, dopo una mattinata da protagonista e un quasi high-side in curva 7
- Entrambi i piloti Honda HRC Castrol costretti al passaggio dal Q1
- Distacchi ridottissimi: 20 piloti in un secondo nella prima giornata
- Lavoro mirato su anteriore e velocità nel settore centrale del Sachsenring