Aprilia Tuareg domina l’Africa Eco Race 2024 con Cerutti

Aprilia torna regina del deserto. All’esordio assoluto nei grandi raid africani, la Aprilia Tuareg 660 trionfa nell’Africa Eco Race 2024 con Jacopo Cerutti, autore di una cavalcata in testa alla classifica dal primo all’ultimo chilometro dei oltre 6000 percorsi da Monaco al Lago Rosa di Dakar. Un successo pieno, firmato da un binomio tutto italiano che segna una delle imprese più significative nella storia recente dei rally africani.
Dominio dall’esordio al traguardo
La Africa Eco Race 2024 ha visto la Tuareg impegnata per la prima volta sulle piste di Marocco e Mauritania, tra pietraie, piste veloci, sabbia e grandi dune. Nonostante l’esordio, Cerutti e Aprilia hanno imposto il proprio ritmo sin dalle prime giornate di gara.
Le vittorie nelle prove speciali iniziali hanno consentito a Cerutti di costruire un margine prezioso, poi gestito con lucidità contro avversari di altissimo livello ed esperienza, come Alessandro Botturi e Pol Tarres su Yamaha, sempre all’attacco nel tentativo di rimonta.
A fare la differenza sono stati:
- la velocità di Cerutti su tutti i terreni
- una strategia di gara sempre sotto controllo
- l’affidabilità e la competitività della Tuareg
Fattori che hanno permesso ad Aprilia di dominare una delle gare più dure al mondo fin dal primo giorno, fino all’arrivo simbolico sulle rive del Lago Rosa di Dakar.
Tuareg 660, un progetto vincente
La Aprilia Tuareg impegnata nella Africa Eco Race nasce dal modello di serie, sviluppato da Aprilia Racing in collaborazione tecnica con GCorse dei fratelli Guareschi. Già nel 2023 la moto aveva mostrato un potenziale elevatissimo, conquistando al debutto il titolo italiano Motorally e salendo sul podio al Transanatolia Rally in Turchia, primo assaggio di grandi raid.
Il successo nel deserto africano conferma la bontà del progetto Tuareg, che si distingue per:
- bilanciamento dei pesi particolarmente efficace nel fuoristrada
- escursione delle sospensioni adatta a terreni estremi
- carattere del motore brillante ma gestibile
- qualità costruttiva e materiali di alto livello
Secondo GCorse, la moto non ha accusato problemi significativi per tutta la durata del raid, dimostrando come la base di serie sia già un riferimento per il segmento.
Montanari, rookie in top ten a Dakar
Alla prima esperienza assoluta in un grande raid africano, Francesco Montanari ha completato a sua volta un rally di altissimo livello, portando anche lui la Tuareg fino a Dakar.
Per il giovane pilota italiano, l’obiettivo principale era vedere il traguardo al Lago Rosa, ma il bilancio finale va ben oltre le aspettative: Montanari ha infatti centrato due podi di tappa, è stato spesso protagonista nelle posizioni di vertice delle speciali e ha chiuso la gara con un prestigioso ottavo posto assoluto.
Un risultato che conferma la competitività del pacchetto tecnico e la capacità della Tuareg di essere efficace anche nelle mani di un esordiente, se supportato da un lavoro di squadra adeguato.
Le parole dei protagonisti
Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing, sottolinea la portata storica di questo risultato: dominare una delle maratone più impegnative del mondo fin dal primo giorno, all’esordio e contro avversari esperti, è per lui un’impresa sportiva senza precedenti. Rivola esalta il valore di Cerutti, definendolo protagonista di una prova mai vista prima, e celebra la Tuareg come una eccezionale moto italiana progettata, sviluppata e prodotta a Noale. Un ringraziamento speciale va al lavoro congiunto di Aprilia Racing e del team GCorse.
Molto soddisfatto anche Vittoriano Guareschi, anima di GCorse, che definisce fantastica la prestazione complessiva: Cerutti è stato impeccabile nel dettare il ritmo, con la seconda tappa indicata come momento chiave per lo strappo decisivo in classifica. Guareschi elogia inoltre Montanari, capace al debutto di portare la moto a Dakar e di togliersi diverse soddisfazioni nelle speciali, sottolineando come il team abbia affrontato rivali fortissimi e molto esperti soprattutto sulla sabbia mauritana.
Cerutti, raggiante al traguardo, parla di esperienza ed emozione incredibili. Racconta di come la collaborazione con Aprilia Racing e GCorse nello sviluppo della moto abbia permesso, in poco tempo, di raggiungere risultati insperati. Pur consapevole dell’ottima base offerta dalla Tuareg di serie, il pilota ammette di non aver immaginato di arrivare così pronto a un appuntamento del genere e riconosce che anche un pizzico di fortuna abbia aiutato, in un raid dove l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.
Montanari esprime grande soddisfazione per essere arrivato a Dakar e per la crescita costante tappa dopo tappa, fino a lottare spesso nelle prime posizioni. Sottolinea come la moto sia stata sempre fantastica da guidare e come il team lo abbia messo nelle condizioni ideali per esprimere il proprio potenziale. Ringrazia Aprilia e tutti i membri di GCorse per il supporto continuo e guarda già al futuro, considerandolo un punto di partenza per continuare a migliorarsi e confrontarsi con i migliori.
Aprilia, un DNA che nasce nel fuoristrada
Il trionfo della Tuareg nell’Africa Eco Race è l’ennesimo capitolo di una storia sportiva che, per Aprilia, affonda le radici proprio nell’offroad. Fin dagli anni Settanta, con modelli come lo Scarabeo, il marchio di Noale ha mostrato una forte vocazione al fuoristrada.
Nel 1974 arriva la prima moto da gara, una 125 da cross, e già nel 1977 vengono conquistati i primi titoli italiani nelle classi 125 e 250. L’anno successivo Aprilia sale sui podi del Mondiale Cross, portandosi alla ribalta internazionale. Pur iniziando l’avventura nel Motomondiale velocità nel 1985, è dal trial che nel 1992 arriva il primo titolo iridato. Dal fuoristrada giungeranno in seguito altri sette campionati mondiali, mentre tra il 2004 e il 2011 le bicilindriche SXV 450 e 550 dominano la Supermoto con tre titoli Piloti e quattro Costruttori.
Il legame con i grandi rally africani non è nuovo: nel 1989 la Tuareg debutta alla leggendaria Paris-Dakar, e nel 2010 Aprilia torna nel deserto con la rivoluzionaria bicilindrica RXV Rally 450, che partecipa a tre edizioni consecutive della Dakar fino al 2012. Già all’esordio, la RXV conquista tre vittorie di tappa e un terzo posto assoluto, sfiorando un trionfo al debutto che sarebbe stato storico.
Ancora oggi Aprilia resta l’ultima casa italiana ad aver vinto una tappa alla Dakar, nel 2012. Il successo della Tuareg nell’Africa Eco Race 2024 si inserisce in questa tradizione, confermando come il fuoristrada continui a essere uno dei territori più autentici dell’anima racing di Noale.