Suzuki Burgman 400 diventa opera d’arte: all’asta per i giovani talenti

Il Burgman 400 più unico che raro ha cambiato proprietario a Eicma, trasformandosi da scooter in opera d’arte e strumento concreto di solidarietà. Il ricavato dell’asta benefica, 7.390 euro, sarà destinato alla Fondazione Matalon per finanziare progetti dedicati a giovani artisti emergenti.
Il Burgman 400 dei Van Orton protagonista a Eicma
Nel ritorno in presenza di Eicma, tra le novità Suzuki ha spiccato un Burgman 400 davvero speciale: l’unico esemplare personalizzato dai Van Orton, duo creativo torinese noto a livello internazionale. Lo scooter è stato interamente wrappato con l’opera Lo schermitore, realizzata per il progetto ARThletes e scelta dalla community online di Suzuki come livrea vincente.
Il maxi-scooter di Hamamatsu, nella sua versione MY22, è stato così trasformato in una vera scultura su due ruote, capace di unire design, cultura pop e suggestioni ispirate alle vetrate delle chiese, cifra stilistica dei Van Orton. Dopo l’esposizione presso la sede milanese della Fondazione Matalon, il Burgman 400 artistico è stato messo all’asta sulla piattaforma charitystarts.com e infine consegnato ufficialmente al nuovo proprietario allo stand Suzuki di Eicma, il 24 novembre.
Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti di Suzuki Italia e della Fondazione Matalon, che in fiera hanno ritirato simbolicamente l’assegno con l’importo raccolto. Insieme allo scooter è stata consegnata anche una stampa numerata 1/50 dell’opera Lo schermitore, a sottolineare la natura da pezzo da collezione di questo Burgman unico al mondo.
ARThletes: quando lo scooter incontra l’illustrazione
Il progetto ARThletes nasce per accompagnare il lancio del Burgman 400 MY22 con un racconto diverso dal solito, capace di fondere tecnica, cultura giapponese e sensibilità artistica italiana. L’ispirazione arriva dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 e dall’idea di rappresentare il Burgman come un atleta elegante, attraverso la visione di quattro illustratori italiani di rilievo internazionale.
Sotto la cura della gallerista Lorenza Salamon e con il coordinamento artistico di Ale Giorgini, sono stati chiamati a interpretare il nuovo Burgman 400 Gianluca Folì, Riccardo Guasco, Francesco Poroli e i Van Orton. A ciascuno è stata affidata una delle qualità chiave dello scooter, associata a una disciplina del Pentathlon moderno:
- Gianluca Folì: nuoto ed eleganza
- Riccardo Guasco: equitazione e stabilità
- Francesco Poroli: laser run e sportività
- Van Orton: scherma e sicurezza
Le quattro opere realizzate sono state poi messe al voto sul canale Facebook di Suzuki. La community ha scelto Lo schermitore dei Van Orton, che è così diventata la livrea ufficiale del Burgman 400 protagonista dell’asta benefica. Per Suzuki, portare una di queste illustrazioni direttamente sulla carrozzeria del proprio scooter simbolo ha rappresentato il punto culminante di un percorso che lega il mondo delle due ruote a quello delle arti visive contemporanee.
Il sostegno ai giovani artisti attraverso la Fondazione Matalon
L’intero ricavato dell’asta del Burgman 400 ARThletes, 7.390 euro, è stato destinato alla Fondazione Matalon, realtà milanese con sede in Foro Buonaparte che da anni promuove iniziative culturali e artistiche. Lo scooter è stato esposto per circa due settimane come una vera e propria opera in galleria, prima di approdare a Eicma per la consegna al nuovo proprietario.
La Fondazione utilizzerà i fondi per sostenere progetti rivolti a giovani artisti emergenti, confermando il ruolo del Burgman 400 dei Van Orton non solo come oggetto da ammirare, ma come veicolo concreto di opportunità. Il progetto ARThletes chiude così il proprio percorso facendo dialogare industria motociclistica, illustrazione e filantropia: un maxi-scooter trasformato in manifesto itinerante di come il design a due ruote possa generare valore culturale e sociale.
Per Suzuki Italia, vedere una delle opere nate da ARThletes applicata a un proprio modello di serie significa compiere un passo ulteriore nella contaminazione tra mobilità urbana e linguaggi dell’arte. Il fatto che questo esperimento abbia portato risorse tangibili a favore delle nuove generazioni creative aggiunge un tassello importante al modo in cui il brand giapponese interpreta oggi il rapporto tra moto, città e cultura.