27 Febbraio 2026

FMI, Copioli scrive al Governo per riaccendere il mototurismo

FMI, Copioli scrive al Governo per riaccendere il mototurismo

La torna a far sentire la propria voce sul fronte , disciplina ferma da oltre un anno a causa della pandemia. Il presidente Giovanni Copioli ha scritto al Sottosegretario con delega allo Sport Valentina Vezzali per chiedere un intervento normativo che permetta la ripresa, in sicurezza, delle manifestazioni mototuristiche di interesse nazionale e internazionale.

Un settore fermo mentre lo sport riparte

Nel quadro di un dialogo già avviato con le istituzioni, la FMI rivendica i risultati ottenuti negli ultimi mesi: la ripartenza dei Campionati Nazionali, seppure a porte chiuse, e la possibilità per i tesserati con licenza di allenarsi nel rispetto dei vari DPCM. Rimane però escluso il mototurismo, che continua a essere bloccato nonostante il riconoscimento ufficiale come disciplina sportiva.

La moto è oggi ammessa come mezzo di trasporto privato, al pari di auto e bici, nel rispetto delle norme anti Covid-19. Questo utilizzo, però, non viene considerato attività motoria o sportiva di base, poiché il veicolo non è azionato da energia muscolare. Proprio qui la FMI individua il nodo normativo: il mototurismo, pur essendo praticato in moto, è codificato come disciplina sportiva nel proprio Statuto, riconosciuto dal CONI, e quindi assimilabile alle altre attività svolte da amatori e agonisti.

Il risultato è un paradosso: si può usare la moto per spostarsi, ma non per partecipare a eventi organizzati che rispettino protocolli e controlli, come avviene invece per altre discipline sportive già ripartite.

La richiesta di Copioli: estendere l’Articolo 18

Nella lettera indirizzata a Valentina Vezzali, Copioli mette al centro il valore sportivo e organizzativo del mototurismo. La disciplina è riconosciuta anche dalla FIM, la Federazione Internazionale di Motociclismo, che ne certifica la dimensione internazionale con un calendario di eventi e manifestazioni distribuiti in vari Paesi.

Secondo la FMI, una semplice estensione dell’Articolo 18 dell’ultimo decreto dedicato allo sport potrebbe consentire la ripresa di manifestazioni di interesse nazionale anche per il mototurismo, naturalmente nel rispetto rigoroso delle misure di sicurezza sanitaria. Si tratterebbe di includere esplicitamente la disciplina tra quelle autorizzate a organizzare eventi riconosciuti di rilievo nazionale.

Questa modifica, nelle intenzioni della Federazione, permetterebbe di riaprire un segmento che coinvolge migliaia di motociclisti affiliati, moto club e realtà territoriali, oggi completamente fermo pur potendo contare su format spesso all’aperto, con partecipanti tracciati e registrati.

Perché il mototurismo è strategico per la FMI

Nel suo appello, la Presidenza FMI non si limita a una rivendicazione formale, ma richiama il peso che il mototurismo ha per il movimento motociclistico italiano. Gli eventi mototuristici rappresentano una parte importante dell’attività federale, sia dal punto di vista sportivo sia per l’indotto generato sui territori attraversati dai percorsi organizzati.

La ripartenza di questa attività, sottolinea la FMI, non avrebbe solo un impatto sul mondo associativo, ma contribuirebbe a rimettere in moto un tessuto di strutture ricettive, servizi e operatori locali che gravitano attorno ai flussi di motociclisti.

In sintesi, le richieste poste al Governo possono essere ricondotte a pochi, chiari obiettivi:

  • riconoscere il mototurismo come disciplina sportiva anche ai fini delle norme anti Covid-19
  • includere il mototurismo nell’Articolo 18 del decreto dedicato allo sport
  • consentire eventi di interesse nazionale nel rispetto di protocolli di sicurezza
  • dare continuità alle attività riconosciute da CONI e FIM
  • tutelare il ruolo dei moto club e il loro impatto sul territorio

La FMI si dice pronta a garantire l’applicazione di tutte le disposizioni sanitarie previste, confidando che l’interlocuzione con il Sottosegretario allo Sport porti a un aggiornamento delle norme e alla riapertura di una delle anime più radicate del motociclismo italiano.