BMW Group tra pandemia e ripartenza: vendite in calo ma elettrico in crescita

Di fronte all’emergenza coronavirus, il BMW Group punta su flessibilità operativa e iniziative concrete di solidarietà, mentre registra un netto calo delle vendite globali nel primo trimestre 2020. In controtendenza, cresce invece il comparto dei veicoli elettrificati, strategico per il rispetto degli obiettivi europei sulle emissioni di CO2.
Solidarietà e supporto alla rete in piena emergenza
Con le attività di vendita al dettaglio fermate per legge in diversi Paesi, tra cui la Germania, il BMW Group dichiara il pieno sostegno alle misure per contenere la diffusione di COVID-19 e rivendica un ruolo attivo verso la collettività. L’azienda mette infatti a disposizione veicoli per strutture sociali e sanitarie, garantendo mobilità a operatori e personale impegnato in prima linea.
Parallelamente, dai siti produttivi tedeschi e internazionali arrivano donazioni di beni e materiali come mascherine e disinfettanti a favore di istituzioni pubbliche e realtà sociali. Il gruppo sta lavorando con la propria rete globale di fornitori per reperire rapidamente dispositivi di protezione e attrezzature mediche, valutando anche l’ipotesi di una produzione diretta di mascherine protettive.
Per quanto riguarda il rapporto con la rete commerciale e i clienti, BMW adotta misure differenziate Paese per Paese, in accordo con le concessionarie. Dove possibile vengono previste soluzioni di sostegno come:
- estensione delle garanzie sui veicoli nuovi
- prolungamento degli intervalli di manutenzione
- mantenimento dei servizi di officina, nei limiti consentiti dalle norme locali
L’obiettivo è preservare continuità di servizio e fiducia nel marchio pur in un contesto di forte incertezza.
Primo trimestre 2020: il bilancio delle vendite
Nel periodo gennaio-marzo 2020 il BMW Group ha consegnato complessivamente 477.111 veicoli, con un calo del 20,6% rispetto allo stesso trimestre del 2019. Il marchio BMW si attesta a 411.809 unità (-20,1%), mentre MINI si ferma a 64.449 veicoli (-23,4%), segno di una contrazione generalizzata del mercato auto legata alla pandemia.
In controtendenza il segmento delle auto elettrificate BMW e MINI (ibridi plug-in e full electric), che cresce a 30.692 unità, pari a un +13,9% su base annua. Secondo il management del gruppo, questo andamento conferma la traiettoria corretta verso gli obiettivi UE in materia di CO2, senza necessità di rinvii sulle politiche di protezione del clima.
Rolls-Royce Motor Cars registra nel trimestre 853 consegne, in calo del 27,2%, mentre BMW Motorrad chiude con 34.774 motocicli venduti, pari a un -9,9% rispetto all’anno precedente.
La fotografia regionale mostra un impatto forte ma non omogeneo. In Europa, le consegne complessive di BMW e MINI sono 220.812, per una flessione del 18,3%. In Germania il gruppo totalizza 67.882 unità, con un calo limitato al 9%, migliore della media del mercato nazionale.
In Asia le consegne scendono a 162.604 veicoli (-25%), trainate dal risultato della Cina: 116.452 unità e una flessione del 30,9% nel primo trimestre. BMW segnala però che a marzo la tendenza cinese si è invertita, facendo intravedere una possibile ripresa sostenibile; andamento positivo viene riportato anche per la Corea del Sud.
Nell’area America il gruppo consegna 81.791 veicoli (-17,6%). Negli Stati Uniti, mercato chiave, le vendite complessive arrivano a 64.692 unità, in calo del 17,4%, di cui 59.455 a marchio BMW (-15,3%).
Elettrificazione e prospettive post-crisi
Nonostante l’impatto globale della pandemia, il BMW Group ribadisce la centralità dell’elettrificazione come leva per il futuro del marchio. La crescita a doppia cifra delle immatricolazioni di veicoli elettrificati nei primi tre mesi del 2020 indica che la domanda per queste soluzioni resta vivace anche in una fase di forte rallentamento economico.
Secondo l’azienda, questo risultato consente di mantenere la rotta verso il rispetto dei target europei sulle emissioni di CO2, evitando slittamenti degli obiettivi ambientali nonostante il contesto di crisi. La combinazione tra strategie commerciali flessibili, supporto alla rete di concessionarie e focus su prodotti a basse emissioni appare quindi al centro della risposta del gruppo alla crisi COVID-19.
Il dato sulle vendite, rivisto retrospettivamente dal 2015 nei sedici mercati più importanti a seguito di una verifica delle pratiche di rendicontazione, offre inoltre una base di confronto più solida per misurare l’effettivo impatto della pandemia e la tenuta del portafoglio prodotti, moto comprese.
Nell’immediato, l’attenzione rimane concentrata sulla gestione dell’emergenza sanitaria e sul sostegno operativo a clienti e operatori del settore. Ma la crescita dei veicoli elettrificati e i segnali di ripresa da mercati chiave come la Cina suggeriscono che la ripartenza del gruppo passerà proprio dalla mobilità a basse emissioni.