27 Febbraio 2026

Rea nella storia: quinto titolo mondiale Superbike a Magny-Cours

Rea nella storia: quinto titolo mondiale Superbike a Magny-Cours

è campione del mondo per la quinta volta consecutiva e Manuel Gonzalez conquista l’iride nel WorldSSP300: il round di Magny-Cours entra di diritto tra i più significativi dell’era moderna delle derivate di serie, con Pirelli protagonista sul fronte gomme grazie alle nuove misure maggiorate ormai riferimento per il paddock.

Rea re delle derivate: gara, titolo e nuovo record

Al circuito di Nevers Magny-Cours il nordirlandese della ha chiuso i conti del mondiale già in Gara 2, diventando il pilota più vincente della storia del . Con il quinto titolo iridato consecutivo Rea supera definitivamente i quattro sigilli di Carl Fogarty e si prende lo scettro assoluto delle derivate di serie.

Il weekend francese non era iniziato in discesa per il numero 1. In Gara 1 e nella Tissot Race Rea ha dovuto fare i conti con un ispirato Toprak Razgatlioglu e con la ufficiale di Michael Van der Mark. Il turco del team Turkish Puccetti Racing ha vinto sia la corsa del sabato sia la sprint del mattino, imponendosi come uno dei rivali più seri in ottica 2020 e firmando anche il nuovo record del tracciato in 1’37.018.

Nella Superpole Race Rea è partito dalla pole, ma ha subito gli attacchi di Van der Mark e soprattutto di Razgatlioglu, capace di rimontare fino al comando e di gestire il vantaggio fino al traguardo. Il secondo posto ha comunque permesso a Rea di consolidare la propria posizione in classifica, mentre Álvaro Bautista non è riuscito a restare agganciato alla lotta per il titolo, chiudendo solo quinto dopo un’altra gara in difesa.

La svolta definitiva è arrivata in Gara 2. Scattato dalla prima fila, Rea ha preso subito il comando, ingaggiando un intenso duello con Van der Mark. Un contatto tra Bautista e Razgatlioglu al quarto giro ha tolto di scena entrambi, spianando ulteriormente la strada al campione Kawasaki. Dopo una fase di sorpassi e controsorpassi con l’olandese, Rea ha imposto il proprio ritmo nella seconda metà di gara, tagliando il traguardo davanti alle due Yamaha ufficiali di Van der Mark e Alex Lowes e centrando matematicamente il quinto titolo mondiale.

Pirelli, conferma per le nuove misure maggiorate

Il round francese ha offerto indicazioni importanti anche sul fronte tecnico. Pirelli ha raccolto feedback molto positivi sulle soluzioni di gamma in misura maggiorata, ormai adottate in maniera quasi unanime dai team di vertice in Superbike. L’anteriore SC1 in 125/70 e il posteriore SC0 in 200/65, entrambi già disponibili sul , sono stati i protagonisti del weekend in tutte le condizioni.

Nella Superpole Race 16 piloti su 20 hanno scelto la SC1 di gamma all’anteriore, mentre al posteriore la SC0 in 200/65 è stata la soluzione preferita in 17 casi su 20. In Gara 2 la tendenza si è ulteriormente rafforzata: 19 piloti su 20 hanno optato per la SC1 125/70 davanti e per la SC0 200/65 dietro, confermando il pacchetto come riferimento per prestazioni e costanza.

Le velocità di punta registrate a Magny-Cours sottolineano il livello raggiunto dagli pneumatici Diablo Superbike: 294,3 km/h per Bautista e Rea nella sprint e la stessa velocità massima per Chaz Davies in Gara 2, sempre con le coperture Pirelli. Nella Supersport, dove si corre con Diablo Supercorsa, la gomma posteriore di sviluppo SC0 in misura maggiorata 190/60 è stata scelta da 24 piloti su 26, a conferma di una filosofia tecnica che Pirelli punta ora a trasferire in modo più esteso anche al prodotto stradale.

  • SC1 125/70 e SC0 200/65 diventano lo standard di fatto in Superbike
  • Quasi unanime la scelta della SC0 190/60 in Supersport
  • Velocità massime oltre i 290 km/h con Diablo Superbike
  • Obiettivo Pirelli: completare la gamma di mescole nelle nuove misure

Gonzalez campione più giovane, Supersport ancora aperta

A Magny-Cours si è assegnato anche il titolo del WorldSSP300. Ana Carrasco ha vinto la penultima gara stagionale con la Kawasaki 400, ma non è bastato per rimandare la festa di Manuel Gonzalez. Il pilota del Kawasaki ParkinGO Team, quarto al traguardo, ha conquistato la corona iridata a soli 17 anni, diventando il più giovane campione del mondo della storia delle corse motociclistiche su asfalto. Un risultato che conferma il ruolo della 300 come laboratorio per i talenti del futuro.

Più incerta la situazione nel Mondiale Supersport 600, dove la lotta per il titolo tra Randy Krummenacher e Federico Caricasulo è uscita da Magny-Cours senza un vero vincitore. Entrambi i piloti del Bardahl Evan Bros. WorldSSP Team sono infatti incappati in cadute che li hanno lasciati a secco di punti, riaprendo il gioco in chiave iridata.

La gara, accorciata a 12 giri dopo una bandiera rossa per un incidente multiplo alla partenza, ha visto prima la rovinosa scivolata di Krummenacher e poi il doppio errore di Caricasulo, finito a terra due volte nel tentativo di rimonta. A sfruttare al meglio la situazione è stato Lucas Mahias, che con la Kawasaki ZX-6R del Puccetti Racing ha firmato il primo successo stagionale superando all’ultimo giro Isaac Viñales. Terzo posto per , mentre Jules Cluzel, iniziale leader della corsa, ha chiuso sesto dopo una seconda parte di gara in calo.

Con il round francese, il mondiale delle derivate di serie lascia l’Europa consegnando alla storia il quinto trionfo consecutivo di Jonathan Rea, il record di precocità di Manuel Gonzalez e la conferma tecnica delle nuove generazioni di pneumatici Pirelli, sempre più centrali nell’equilibrio delle prestazioni in pista.