Africa Eco Race 2019, Botturi resta leader, Picco testa gomme

Yamaha-Picco.jpg

L’ entra nel vivo nel sud del Marocco, con tappe lunghe, caldo crescente e terreni sempre più selettivi. conserva la testa della classifica assoluta moto, mentre il veterano Franco Picco sfrutta la gara per testare nuove gomme e mousse sulla sua .

Botturi ancora in testa dopo la tappa più lunga

La quarta tappa, la più lunga dell’intera corsa ideata da Jean Louis Schlesser, ha confermato il duello al vertice tra Alessandro Botturi e il norvegese Pal Anders Ullevalseter. Il bresciano della Yamaha ha chiuso secondo di giornata, proprio alle spalle del rivale, pagando un solo secondo di distacco dopo oltre 400 chilometri di speciale.

La dinamica della tappa ha risentito della regola di partenza: chi scatta davanti è costretto ad aprire la pista, mentre chi segue può sfruttare le tracce e recuperare il gap iniziale. Così Ullevalseter, partito dopo, ha potuto colmare i due minuti che lo separavano da Botturi al via e presentarsi fianco a fianco al traguardo.

Nonostante l’impegno fisico e la complessità del percorso, Botturi appare sereno e concentrato. Sta gestendo la corsa con lucidità, divertendosi e dimostrando grande adattabilità ai continui cambi di scenario: piste veloci, pietraie e sabbia si alternano tappa dopo tappa, mettendo alla prova resistenza e capacità di navigazione dei piloti.

Picco e Tracanzan, gara-test per gomme e mousse

Alle spalle dei protagonisti per la vittoria, l’Africa Eco Race è anche un laboratorio tecnico a cielo aperto. Lo dimostra il lavoro di Franco Picco, 22° di tappa con la sua Yamaha, e del compagno di avventura Enzo Tracanzan, 21°. I due stanno portando avanti un programma mirato di sviluppo su pneumatici Anlas abbinati alle mousse Speedymousse.

Picco si dice molto soddisfatto dei riscontri raccolti finora. La varietà di terreni incontrati lungo il tracciato – dal pietroso entroterra marocchino ai tratti più sabbiosi – rende la gara un banco prova ideale per verificare durata, grip e comportamento delle coperture in condizioni reali e particolarmente severe.

Non sono mancati gli imprevisti: Tracanzan ha dovuto fare i conti con problemi di connessione delle antenne satellitari, che hanno complicato la gestione della navigazione. Nella terza speciale, Picco gli ha lasciato l’iniziativa per fargli prendere confidenza con la rotta, e fino a 60 chilometri dal traguardo il ritmo è stato ottimo, salvo poi calare nel finale per la stanchezza.

Oggi i ruoli si sono invertiti: è stato il vicentino ad aprire la pista, dettando l’andatura, mentre Tracanzan si è concentrato nel seguirlo nonostante una strumentazione non ancora perfettamente a punto. Secondo Picco, il compagno sta entrando progressivamente in gara e si sente sempre più a proprio agio sui terreni africani, riducendo errori e incertezze.

Verso Dakhla e il meritato giorno di riposo

Il sud del Marocco inizia a farsi sentire anche sul piano climatico: il caldo cresce nelle ore centrali della giornata e i trasferimenti si fanno via via più lunghi. Il riposo, però, è ancora da conquistare. Prima della pausa prevista a Dakhla, i concorrenti dovranno affrontare un’ulteriore frazione-marathon per lunghezza e difficoltà.

  • Totale tappa: 638 km complessivi
  • Prova speciale cronometrata: 419,37 km da Oued Hamra a Jreififa
  • Trasferimento finale: 214 km fino a Dakhla
  • Terreni variabili e selettivi lungo tutto il tracciato
  • Arrivo a Dakhla in coincidenza con il giorno dell’Epifania

La combinazione di chilometraggio elevato e navigazione complessa rende queste tre tappe consecutive – quella di ieri, di oggi e di domani – tra le più impegnative dell’intera edizione. Proprio per questo il giorno di riposo assume un peso fondamentale nella gestione della gara, tanto per chi lotta per la vittoria assoluta quanto per chi, come Picco e Tracanzan, utilizza l’Africa Eco Race per sviluppare materiale tecnico in condizioni estreme.

Con Botturi saldo in testa alla classifica generale moto e il duello con Ullevalseter apertissimo, la corsa si avvicina alla pausa di Dakhla con molte incognite ancora da sciogliere. Le prossime tappe in Mauritania e Senegal diranno se il lavoro di gestione e sviluppo portato avanti in questi giorni potrà trasformarsi in risultati concreti fino all’arrivo sul Lago Rosa.