27 Febbraio 2026

Mondiale Enduro Youth, doppio podio britannico per Andrea Verona

Prosegue la striscia di risultati di spessore per Andrea nel Mondiale Youth. Sul difficile tracciato di Hawkstone Park, in Gran Bretagna, il pilota veneto già campione del mondo di categoria ha centrato due terzi posti consecutivi, confermandosi tra i protagonisti assoluti della stagione.

GP di Gran Bretagna: format inedito e terreno selettivo

Il round inglese del Mondiale ha proposto una formula di gara particolare, pensata anche per rendere più spettacolare l’azione agli occhi del pubblico. Il programma ha infatti alternato due specialità differenti: Enduro Sprint nella giornata di sabato e Cross Country la domenica, entrambe disputate sullo storico scenario fuoristradistico di Hawkstone Park.

Sabato i piloti sono stati impegnati in sei Cross Test nella fase iniziale, seguiti da prove più tecniche di impronta enduristica. Domenica il format Cross Country ha aggiunto ulteriore selettività, con un tracciato lungo e fisico, caratterizzato da passaggi particolarmente impegnativi che hanno messo alla prova resistenza e lucidità dei partecipanti.

Secondo il Tecnico Andrea Balboni, la scelta di alternare due tipologie di gara ha rappresentato un esperimento riuscito, capace di rendere il weekend agonisticamente duro per i piloti ma al tempo stesso più coinvolgente per gli appassionati presenti.

Verona sempre a podio dietro a Barbosa e Le Quere

Già laureatosi campione del mondo Youth a fine luglio in Portogallo, Verona ha affrontato il GP britannico senza alcun appagamento, continuando a misurarsi sui riferimenti cronometrici dei migliori giovani del paddock. In entrambe le giornate il veneto ha chiuso terzo, alle spalle del cileno Ruy Barbosa e del francese Leo Le Quere, dominatori del fine settimana.

Nel Day 1 di sabato Verona ha brillato soprattutto nella prima parte di gara, con un buon passo sui sei Cross Test iniziali. Nella seconda metà della giornata sono emerse alcune difficoltà ripetute nelle prove più tecniche, che hanno finito per pesare sul distacco finale, quantificato in 47 secondi dal vincitore Barbosa.

Domenica, nella lunga e insidiosa prova di Cross Country, la gara si è trasformata in una vera battaglia con il terreno. Verona è incappato in alcuni punti particolarmente ostici del tracciato, dove è rimasto bloccato perdendo minuti preziosi. Il ritardo al traguardo è salito a circa tre minuti, ma non gli ha impedito di difendere il terzo gradino del podio e prolungare la striscia di risultati positivi che sta caratterizzando il suo 2017.

Balboni ha sottolineato come Barbosa e Le Quere abbiano espresso un ritmo molto elevato per tutto il weekend, mentre Verona, pur con il titolo già in tasca, ha continuato a spingere cercando il confronto anche con i tempi della categoria Junior, segno di una crescita ancora in corso nonostante il mondiale già conquistato.

Facchetti e Spandre, luci e ombre nella EJ

In classe EJ il sabato ha visto Emanuele Facchetti entrare nella top 10 al termine di una giornata in cui, nella prima fase, era riuscito a restare agganciato al gruppo di vertice. Alcuni errori negli Enduro Test lo hanno però costretto ad accontentarsi dell’ottavo posto finale, vanificando in parte il buon avvio.

Le forti contusioni riportate nel Day 1 hanno condizionato il prosieguo del suo weekend. Nonostante il tentativo di ripresentarsi in gara la domenica, Facchetti è stato costretto al ritiro e non ha potuto completare il Cross Country, a testimonianza della durezza del tracciato inglese.

Weekend in chiaroscuro anche per Mirko Spandre, anch’egli al via nella EJ. Nel primo giorno ha faticato nelle prove più veloci a carattere crossistico, salvo poi reagire nelle sezioni enduristiche dove il suo passo è apparso più competitivo. Alcuni errori nelle fasi conclusive della giornata lo hanno comunque relegato al tredicesimo posto.

La domenica Spandre ha trovato maggiore continuità, riuscendo a migliorare il proprio piazzamento fino alla dodicesima posizione finale. Per lui, come per gli altri giovani italiani presenti, il GP di Gran Bretagna si è confermato un banco di prova particolarmente duro, utile però per accumulare esperienza su un format di gara diverso dal consueto e su un terreno tra i più selettivi del calendario iridato.