Coppa Italia Mugello, 125 e 250 GP: i più veloci sul toboga toscano

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Fine settimana intenso al Mugello per i round 2 e 4 della dedicata alle classi 125 e /SP. Sul tracciato toscano si è visto un ottimo livello agonistico, con prestazioni di rilievo soprattutto nelle categorie 250 GP e 250 SP, dove diversi piloti hanno imposto ritmi da riferimento sull’arco dei 10 giri di gara.

250 GP: Ronzoni e Pozzo i riferimenti cronometrici

Nella quarto di litro a due tempi il livello è stato particolarmente alto, con diversi piloti costantemente sotto il 2’03”. Tra questi spicca Jarno Ronzoni ( – Nico Racing), autore di una progressione netta: dal 2’11” iniziale è passato rapidamente all’area del 2’02”, fino a fermarsi su un best lap di 2’01.335 a metà gara, costruito su parziali molto equilibrati in tutti e tre i settori.

Ronzoni ha mantenuto un passo solido su tutta la distanza, con più tornate attorno al 2’01–2’03 e velocità massime nell’ordine dei 250–252 km/h, a conferma di un binomio moto-pilota particolarmente efficace sul veloce saliscendi del Mugello.

Molto competitivo anche Alessandro Pozzo ( – Nico Racing), protagonista di una gara in costante discesa cronometro alla mano. Dopo un primo riferimento in 2’17”, Pozzo ha limato giro dopo giro fino a scendere stabilmente in zona 2’03–2’04, con un miglior crono attorno al 2’02 basso. Notevoli anche le sue velocità di punta, spesso oltre i 250 km/h, che lo collocano tra i piloti più veloci in assoluto sul rettilineo.

Tra i protagonisti in 250 GP va segnalato anche Roger Heierli ( – FMS), autore di una gara molto regolare. Partito da un 2’11” nel primo passaggio, lo svizzero ha trovato rapidamente il ritmo intorno al 2’02–2’03, con velocità di punta prossime ai 250 km/h. Costanza simile per Roberto Marchetti (Aprilia – WC 250 GP), a sua volta capace di scendere fino al 2’02” alto e di restare su tempi competitivi per tutta la corsa.

250 SP: passo costante e lotta sui decimi

Nella classe 250 SP, che ripropone al Mugello il fascino delle sportive due tempi di derivazione stradale, la sfida si è giocata sul passo gara più che sul giro secco. Tra i più efficaci si è messo Massimiliano Tesori (Aprilia – Pro Recco Racing), autore di una gara estremamente regolare: dopo il 2’16” del primo giro, ha portato il proprio passo in breve sotto il 2’09”, con un miglior tempo di 2’06.624 all’ultima tornata.

Tesori ha mantenuto per più giri un ritmo tra 2’07 e 2’08, segno di un set-up ben bilanciato e di una gestione lucida delle gomme sulla distanza. A tenergli testa ci ha provato Linari (Aprilia – Firenze), anche lui in progressione dopo un avvio attorno al 2’17”. Linari è sceso fino a un convincente 2’07 basso, costruendo la propria gara su un gruppo di tornate in 2’07–2’08 che lo hanno mantenuto agganciato alla zona alta della categoria.

Tra i più regolari nel lotto SP anche Otello Tesori (Aprilia – Team Emme), impegnato a trovare continuità più che il tempo secco: le sue tornate sono rimaste principalmente nel range 2’20–2’23, con qualche parziale interessante nei primi due settori prima di pagare qualcosa nel tratto finale.

125 GP: giovani e gentlemen tra crescita e gestione

Nelle 125 GP il Mugello ha offerto un banco di prova impegnativo tanto per i giovani in crescita quanto per i gentlemen driver. Mirco Modesti (Honda – Italian Ride) ha costruito la sua gara su un chiaro miglioramento progressivo: dal 2’22” iniziale è passato a tempi costanti tra 2’08 e 2’11, con il suo miglior crono in 2’08.061 nella parte centrale della corsa, segno di una gestione fisica e tecnica efficace.

Prestazione solida anche per Nicola Laurenzi (Honda – Biagioli Corse), che dopo uno start attorno al 2’22” ha consolidato un passo di poco superiore ai 2’10”, mantenendo una buona costanza sui parziali del primo e del secondo settore. Più staccati, ma comunque regolari, gli altri interpreti della ottavo di litro, con tempi spesso compresi tra 2’16 e 2’22 e una netta differenza di ritmo rispetto alle 250, soprattutto in termini di velocità di punta.

Da segnalare, tra i gentlemen, le prove di De Pinto, Forcella, Caccamo, Bergamaschini e Petrini, tutti capaci di gestire al meglio l’impegno sul tecnico tracciato toscano. I loro tempi raccontano gare meno esplosive sul giro secco, ma molto ordinate sul piano della costanza, obiettivo centrale per chi utilizza la Coppa Italia come palestra di guida e di messa a punto.

Complessivamente il weekend Mugellano ha confermato il ruolo della Coppa Italia 125–250 come terreno ideale per valorizzare piloti esperti e nuovi ingressi nelle classi a due tempi, con riferimenti cronometrici di buon livello e gare ricche di contenuti tecnici su uno dei tracciati più esigenti del calendario.