Enduro italiano, FMI e Case a confronto a Bologna
Alla sede FMI dell’Emilia Romagna, a Bologna, Federazione Motociclistica Italiana e principali Case impegnate nei Campionati Italiani Enduro si sono sedute allo stesso tavolo per ragionare sul futuro della specialità. Un incontro di lavoro, ma anche di strategia, che mira a consolidare numeri già stabili e a definire congiuntamente le linee per il triennio sportivo a venire.
La riunione di Bologna e i protagonisti
L’appuntamento si è svolto presso il Comitato Regionale FMI Emilia Romagna, con la regia del presidente federale Giovanni Copioli. Al suo fianco il coordinatore del Comitato Enduro FMI Franco Gualdi, il membro del comitato Domenico Bignami e i responsabili di Maxim, Tony e Monica Mori, promoter delle competizioni tricolori di Enduro.
Il fronte dei costruttori era rappresentato da marchi chiave del fuoristrada nazionale: Beta con Fabrizio Dini, Honda RedMoto con Maurizio Radici e Carlo Curci, Husqvarna con Daniele Giacometti e Nicolas Minne, KTM con Roberto Rossi, TM con Marco Ricciardi e Yamaha con Luca Lussana. Una presenza ampia che ha permesso di mettere a confronto esigenze sportive, promozionali e di mercato in un clima descritto da tutti come collaborativo.
La riunione è stata impostata come momento di confronto diretto tra chi organizza i campionati e chi vi partecipa in prima linea, con l’obiettivo di armonizzare regolamenti, calendari e strumenti federali, a partire dal tema centrale delle licenze e dall’analisi delle presenze in gara.
Licenze FMI e dati di partecipazione
Copioli ha aperto i lavori presentando il progetto di semplificazione del sistema licenze FMI per il triennio 2018-2020. La proposta, ancora in fase di definizione, punta a rendere più snello l’accesso alle competizioni e più chiaro l’uso delle diverse tipologie di licenza, recependo i suggerimenti che arrivano dalle Case e dai team.
Nel corso dell’incontro sono state poi passate al setaccio le statistiche sulle iscrizioni ai Campionati Italiani Enduro dal 2009 al 2017 e ai campionati regionali di specialità 2016 e 2017. Dall’analisi è emerso come la partecipazione abbia mantenuto nel tempo una sostanziale stabilità, con segnali di crescita in alcune categorie e contesti territoriali.
I dati sono stati la base per un confronto operativo tra FMI, promoter e Case, che hanno avanzato diverse proposte per migliorare l’offerta sportiva e la gestione delle gare. Tra gli aspetti emersi:
- razionalizzazione dei calendari per limitare le sovrapposizioni e facilitare la pianificazione di team e piloti
- attenzione all’equilibrio tra campionati nazionali e attività regionali
- valutazione della distribuzione geografica delle prove per sostenere la partecipazione
- ricerca di formule che incentivino l’ingresso di nuovi praticanti
- miglior coordinamento tra promoter, FMI e costruttori
Il confronto sulle presenze in gara è stato letto dalla Federazione come segnale di buona tenuta del movimento, ma anche come invito a non fermarsi, sfruttando la collaborazione con le Case per costruire un’offerta più coerente con le esigenze del settore.
Protocollo ambientale e prospettive per l’Enduro
In chiusura, il presidente Copioli ha aggiornato i partecipanti sulle questioni legate all’ambiente, sempre più centrali per la sostenibilità del fuoristrada. È stato richiamato in particolare il Protocollo di Intesa recentemente firmato tra FMI e Arma dei Carabinieri, strumento che intende rafforzare il dialogo istituzionale e la gestione responsabile delle attività in off-road.
Il protocollo viene considerato un tassello importante per difendere gli spazi dell’Enduro regolamentato, favorendo al tempo stesso il rispetto del territorio e un rapporto più strutturato con le autorità di controllo. Un contesto nel quale la collaborazione delle Case, presenti con i propri marchi e le proprie reti, può rivelarsi decisiva anche in termini di immagine e di educazione alla pratica corretta.
Copioli ha sottolineato come le competizioni siano solo una parte del lavoro federale: altrettanto determinanti sono i momenti di ascolto con i protagonisti del paddock, indispensabili per costruire una pianificazione strategica efficace. L’incontro di Bologna va in questa direzione, ponendo le basi per un Enduro italiano che, forte di numeri stabili e di un fronte compatto tra federazione, promoter e Case, guarda alle prossime stagioni con la volontà di crescere in modo strutturato e sostenibile.