IGP 125 Varano 2017, dominio di Caccamo al Paletti
All’Autodromo Riccardo Paletti di Varano de’ Melegari la Gara IGP 125 del 11 giugno 2017 ha visto un chiaro protagonista: Simone Caccamo. In una corsa tirata sui 14 giri, il pilota numero 38 ha imposto un ritmo costante, gestendo con lucidità le fasi più delicate e firmando i riferimenti cronometrici più significativi. Alle sue spalle si è acceso il duello per le posizioni da podio, con distacchi ridotti e tempi sul giro ravvicinati.
Il contesto: IGP 125 al Riccardo Paletti
La gara si è disputata sul tracciato di Varano, lungo 2,350 km, con partenza alle 12:32:31. Il layout tecnico e guidato del circuito emiliano esalta frenate violente e ripartenze, elemento che emerge con chiarezza dall’analisi dei tre settori cronometrici (S1, S2 e S3) registrati giro per giro. La IGP 125, categoria dedicata alle piccole cilindrate da competizione, mette in luce soprattutto pulizia di guida, precisione e costanza, più che la sola potenza.
In questo scenario, i tempi di riferimento mostrano come la gara sia stata caratterizzata da passaggi serrati, con i piloti costretti a mantenere un’alta concentrazione per tutta la distanza di 14 giri. Anche un singolo errore di traiettoria o una piccola perdita di ritmo su un settore poteva trasformarsi in decimi preziosi regalati agli avversari.
Caccamo detta il ritmo, gli altri inseguono
Simone Caccamo ha costruito la propria gara su un crescendo costante. Dopo una fase iniziale già veloce, il numero 38 ha abbassato progressivamente i propri riferimenti, arrivando a fermare il cronometro su 1:13.953, uno dei giri più significativi della corsa. La sua sequenza di tempi, quasi sempre compresa tra 1:13 alto e 1:15 basso, racconta una gestione pulita dell’usura gomme e del traffico in pista.
Nelle prime fasi Caccamo ha oscillato di pochi decimi da un giro all’altro, con un S1 sempre molto incisivo, spesso sotto i 32,5 secondi, segno di un ottimo feeling con la parte più guidata del tracciato. Anche nei momenti più critici, come il passaggio più lento in 1:20.594, il pilota ha saputo reagire immediatamente, tornando subito su riferimenti da alta classifica e ristabilendo il proprio margine sugli inseguitori.
Dietro di lui si sono messi in evidenza Andrea Bergamaschini (44), Mirco Modesti (18), Michele Forcella (33) e Luca Petrini (58), protagonisti di tempi sul giro molto ravvicinati. Bergamaschini ha viaggiato costantemente sull’1:15 basso, con diversi passaggi sotto il muro dell’1:15, costruendo una gara solida più sulla regolarità che sul giro secco. Modesti e Forcella hanno mostrato qualche oscillazione in più, ma con intertempi competitivi soprattutto nel secondo e terzo settore, a conferma di uno stile di guida efficace nelle staccate e nelle accelerazioni.
Particolarmente indicativo il finale: nonostante la naturale flessione dovuta alla distanza, il gruppo di testa ha mantenuto riferimenti stabili, con scarti contenuti fra un giro e l’altro. La gestione degli ultimi passaggi si è rivelata cruciale per consolidare posizioni e distacchi, evitando errori grossolani nelle fasi con serbatoi più scarichi ma gomme ormai vicino al limite.
Lotta nel gruppo e lettura dei settori
Alle spalle dei primi, la gara ha offerto un confronto serrato anche per le posizioni di rincalzo, con piloti come Alessandro Lecce (113) e Nicolò De Pinto (32) impegnati a trovare il proprio ritmo sull’arco dei 14 giri. I loro tempi, spesso compresi fra 1:18 e 1:21, mettono in luce differenze di pochi decimi, segno di una gara combattuta più sulla costanza che sullo spunto assoluto.
- Nel primo settore (S1) emergeva chi trovava subito il giusto riferimento in inserimento curva e cambi di direzione
- Il secondo settore (S2), più breve, premiava chi riusciva a frenare tardi senza compromettere l’uscita
- Il terzo settore (S3) era decisivo per completare il giro, con margini di guadagno o perdita nell’ordine dei decimi
- I distacchi giro per giro mostravano come un singolo errore potesse tradursi rapidamente in secondi persi
- I migliori passaggi di Caccamo e Bergamaschini evidenziano la differenza tra chi impostava il ritmo e chi era costretto a inseguire
La lettura complessiva degli intertempi conferma come la IGP 125 al Riccardo Paletti sia una categoria dove l’interpretazione del tracciato conta quanto il potenziale della moto. La capacità di rimanere entro poche centinaia di millesimi sul proprio passo ideale, giro dopo giro, è stata la chiave per chiudere nelle posizioni di vertice.
In sintesi, la Gara IGP 125 dell’11 giugno 2017 a Varano ha offerto un quadro chiaro: un leader solido e veloce come Simone Caccamo, un gruppo di inseguitori determinati guidati da Bergamaschini, Modesti, Forcella e Petrini, e un livello generale di competitività che conferma l’interesse tecnico e sportivo della categoria sulle piste italiane.