Enduro FMI, confronto a Bologna tra Federazione e Case costruttrici
A Bologna la Federazione Motociclistica Italiana ha riunito attorno allo stesso tavolo i vertici dell’enduro tricolore e i rappresentanti delle principali Case impegnate nei Campionati Italiani. Un incontro definito di massima collaborazione, pensato per impostare le linee guida del triennio 2018-2020 tra licenze, calendari e temi ambientali.
Confronto a Bologna tra FMI e costruttori
La riunione si è svolta presso la sede del Comitato Regionale FMI Emilia Romagna, con la presidenza del numero uno federale Giovanni Copioli. Al suo fianco il coordinatore del Comitato Enduro FMI, Franco Gualdi, il membro del Comitato Domenico Bignami e i responsabili di Maxim, Tony e Monica Mori, promoter dei campionati italiani Enduro.
Il confronto ha coinvolto i referenti sportivi di alcuni dei marchi più attivi nella disciplina: Beta con Fabrizio Dini, Honda RedMoto con Maurizio Radici e Carlo Curci, Husqvarna con Daniele Giacometti e Nicolas Minne, KTM con Roberto Rossi, TM con Marco Ricciardi e Yamaha con Luca Lussana. Un parterre che rappresenta buona parte del paddock nazionale, sia a livello ufficiale sia nelle principali strutture satelliti.
Fin dalle prime battute il clima è stato improntato alla condivisione. La FMI ha illustrato ai costruttori visione e strumenti per la crescita dell’enduro, chiedendo allo stesso tempo osservazioni e proposte operative da chi vive i campionati sul campo ogni weekend di gara.
Licenze e numeri dell’enduro tricolore
Uno dei temi centrali è stata la semplificazione del sistema licenze per il triennio 2018-2020. Copioli ha illustrato l’impianto della riforma, pensata per rendere più immediato l’accesso alle competizioni e ridurre la frammentazione delle tipologie di licenza. I rappresentanti delle Case hanno portato la loro esperienza diretta nella gestione dei team e dei piloti, contribuendo con indicazioni pratiche su costi, procedure e ricadute per gli appassionati.
La Federazione ha quindi presentato l’analisi delle iscrizioni ai Campionati Italiani Enduro dal 2009 al 2017, affiancata dai dati dei campionati regionali 2016 e 2017. Dal quadro numerico è emerso come la partecipazione sia rimasta sostanzialmente stabile nel tempo, con segnali di crescita in alcune categorie e aree del Paese. Un risultato significativo in un contesto sportivo sempre più competitivo con altre discipline del fuoristrada.
Partendo da queste statistiche, le Case hanno avanzato proposte per la definizione dei calendari 2018, con l’obiettivo di ottimizzare date, spostamenti e sovrapposizioni con altri impegni sportivi nazionali e internazionali. L’interesse comune è mantenere alto il livello dei campionati, facilitando allo stesso tempo la partecipazione di team ufficiali, strutture private e piloti amatori.
- Revisione e semplificazione del sistema licenze FMI 2018-2020
- Analisi delle iscrizioni ai campionati italiani e regionali Enduro
- Stabilità dei numeri di partecipazione con alcune aree in crescita
- Proposte condivise per la stesura dei calendari 2018
- Focus su sostenibilità e rapporti con le istituzioni
Ambiente e strategia a lungo termine
In chiusura di incontro, il presidente Copioli ha aggiornato i presenti sui dossier ambientali che riguardano l’enduro. La Federazione ha ricordato il valore del Protocollo di Intesa recentemente firmato con l’Arma dei Carabinieri, strumento che punta a regolamentare e tutelare la pratica del fuoristrada nel rispetto del territorio e delle normative vigenti.
Per la FMI il dialogo con le istituzioni è un tassello indispensabile per garantire continuità e sviluppo alle competizioni, riducendo al minimo i conflitti con amministrazioni locali e soggetti sensibili ai temi ambientali. In questo quadro, il contributo delle Case è considerato strategico sia in termini di comunicazione verso il pubblico sia nell’evoluzione tecnica dei mezzi, sempre più attenti a emissioni e impatto sul territorio.
Copioli ha definito l’appuntamento bolognese un momento prezioso di confronto diretto con chi vive quotidianamente il mondo dell’enduro tricolore. Oltre all’organizzazione dei campionati, l’obiettivo dichiarato è costruire una pianificazione strategica condivisa, capace di rafforzare il movimento nel medio periodo e di valorizzare il lavoro di team, piloti e aziende che continuano a investire nella specialità.