Dario Marchetti trionfa tra i dragster allo Sprint Race di Monza

Dario Marchetti vince lo Sprint Race di Monza

Dario Marchetti ha conquistato la seconda prova del campionato italiano Sprint Race, la nuova serie tricolore dedicata alle moto dragster promossa dalla . Il successo è arrivato sull’asfalto di Monza, nel contesto di The Reunion, uno degli appuntamenti di riferimento per gli appassionati del vintage a due ruote.

Vittoria nella categoria Special 4T Open

Il pilota bolognese, volto noto anche per il suo ruolo nelle scuole di guida , si è imposto nella categoria 4T Open in sella a una Ducati Panigale R derivata dalla serie, la versione pensata per i clienti. La classe riunisce moto a quattro tempi di qualsiasi cilindrata alimentate a benzina, senza limiti particolari sulla base tecnica.

Marchetti non solo ha messo tutti in fila nella propria categoria, ma è riuscito a regolare anche avversari particolarmente agguerriti provenienti dalla classe Special Overboosted, dove corrono dragster con telai speciali, turbocompressori o alimentazione a nitrometano. Un contesto in cui la Panigale R, pur potente e raffinata, nasce per la pista e non per le partenze brucianti tipiche del mondo drag.

Regole Sprint Race: niente elettronica, solo polso

Lo Sprint Race si disputa su una distanza di 200 metri, con duelli uno contro uno a eliminazione diretta. La partenza viene data con la bandiera a scacchi, richiamando lo stile delle gare d’altri tempi. La vera particolarità del format è però il divieto di utilizzare gli ausili elettronici tipici delle moderne Superbike: niente controllo di trazione, niente anti-impennamento, solo gestione del gas e della frizione.

Queste regole hanno reso l’impegno più complicato del previsto per Marchetti. Dopo aver saltato il primo turno di prove per preservare la frizione, nelle libere successive il bolognese si è trovato in evidente difficoltà: allo scatto la moto si scomponeva, al passaggio alla seconda marcia la Panigale si impennava con decisione e restava su una ruota fino alla terza, nonostante il tentativo di domarla con il freno posteriore. Una gestione di potenza estrema che, senza elettronica, trasformava ogni partenza in un numero da rodeo.

La chiave della gara e il finale a Monza

La svolta è arrivata nell’intervallo tra una fase e l’altra della manifestazione. Niente interventi profondi sulla moto, ma una scelta di guida diversa: Marchetti ha iniziato a cambiare marcia con un anticipo maggiore rispetto al regime di potenza massima, sfruttando l’ampia coppia del bicilindrico Ducati invece che cercare sempre l’allungo massimo. Così la Panigale R è tornata più stabile in accelerazione, permettendogli di scaricare meglio la potenza a terra.

Individuata la strategia corretta, il pilota bolognese ha iniziato a eliminare uno dopo l’altro gli avversari dei turni a eliminazione diretta, fino all’accesso alla finale. L’ultimo ostacolo era rappresentato da Giuliano Minutillo su 1000, uno dei rivali più competitivi del weekend. Nel primo tentativo di finale Marchetti ha tagliato per primo il traguardo, ma lo sprint è stato annullato a causa di una partenza anticipata dell’avversario, che ha imposto la ripetizione della sfida decisiva.

Nella seconda partenza, tutto regolare: gestione perfetta dello scatto, cambi di marcia anticipati al punto giusto e nuova vittoria sul quarto di miglio accorciato a 200 metri. Con questo successo Marchetti si è aggiudicato la prova di Monza dello Sprint Race, firmando una prestazione di rilievo per sé e per Ducati in un contesto tecnico insolito per una Superbike di serie.

Alle sue spalle, alle spalle di Minutillo penalizzato in finale, il terzo posto assoluto è andato a Bruno Saturno su Hornet 900, a conferma di un parco partenti vario, dove stradali, preparazioni dragster estreme e sportive derivate dalla serie si sfidano in un format semplice ma spettacolare.

  • Luogo: Autodromo di Monza
  • Evento: The Reunion, kermesse dedicata al vintage
  • Campionato: Sprint Race FMI per moto dragster
  • Distanza di gara: 200 metri in duelli uno contro uno
  • Vincitore assoluto: Dario Marchetti su Ducati Panigale R
  • Terzo classificato: Bruno Saturno su Honda Hornet 900

La tappa di Monza conferma così l’interesse verso una disciplina che esalta la partenza da fermo e il controllo del mezzo, riportando al centro il rapporto diretto tra pilota e moto, lontano dagli aiuti elettronici che dominano il racing moderno.