FMI contro Report: i motociclisti non sono nemici dell’ambiente
La Federazione Motociclistica Italiana reagisce con fermezza al servizio andato in onda su Report l’8 maggio 2017, dedicato alla gestione dei Parchi naturali e, in particolare, all’Isola d’Elba. Secondo la FMI, la trasmissione avrebbe offerto un’immagine distorta del fuoristrada e dei motociclisti, riducendoli a semplice minaccia per l’ambiente e ignorando il ruolo sportivo, sociale e istituzionale del motociclismo.
Motociclismo fuoristrada tra pregiudizi e realtà
Al centro della contestazione c’è l’accostamento, operato dal servizio televisivo, tra moto nei parchi naturali, abusivismo edilizio e cattiva gestione del territorio. Per la Federazione, si tratta dell’ennesima semplificazione che alimenta il luogo comune del motociclista come distruttore della natura, senza distinguere tra chi rispetta le regole e chi le viola.
La FMI ricorda che il motociclismo è riconosciuto e legittimato dal CONI come disciplina sportiva, con regolamenti, calendari ufficiali e un sistema di controlli che non ha nulla a che vedere con l’illegalità. L’attività fuoristrada federale viene organizzata su percorsi autorizzati, in accordo con enti locali e autorità competenti, con vincoli precisi proprio a tutela dell’ambiente.
Pur prendendo nettamente le distanze da chi si muove in aree vietate o non rispetta le norme, la Federazione difende il diritto dei praticanti a svolgere uno sport riconosciuto e regolamentato. Per la FMI, ridurre l’intero mondo del fuoristrada alla figura del vandalo è un’operazione mediatica che rafforza le posizioni più intransigenti e rende impossibile qualsiasi dialogo costruttivo.
Accordi istituzionali e ruolo nella Protezione Civile
Per smontare l’immagine di un motociclismo ostile all’ambiente e alle istituzioni, la FMI richiama un percorso di collaborazione pluriennale con i corpi dello Stato. La Federazione ha siglato Protocolli d’intesa con il Corpo Forestale dello Stato e, più di recente, con il Corpo dei Vigili del Fuoco, proprio per inquadrare in modo chiaro e regolato la presenza dei motociclisti sul territorio.
La FMI fa inoltre parte del sistema di Protezione Civile e dispone di una rete di volontari formati, impiegati in attività di supporto in caso di emergenze e calamità. Solo pochi giorni prima della messa in onda del servizio, in una cerimonia al CONI, sono stati premiati i motociclisti volontari che hanno operato nelle zone del Centro Italia colpite dal sisma, a testimonianza di un impegno che va ben oltre la semplice pratica sportiva.
Anche l’Isola d’Elba, indicata da Report come teatro di criticità ambientali e gestionali, è da anni sede di manifestazioni motociclistiche ufficiali, organizzate con permessi e procedure condivise. Eventi che, sottolinea la Federazione, portano presenze e risorse economiche in periodi lontani dai picchi turistici, contribuendo alla valorizzazione del territorio.
Nel caso specifico ripreso dalla trasmissione, le immagini riguardavano una prova del Campionato Italiano Motorally. Si tratta di una specialità regolamentata a livello federale, per la quale la FMI ha elaborato un Vademecum che impone il ripristino dei tracciati a fine gara e il controllo da parte del Corpo Forestale dello Stato, proprio per garantire il pieno rispetto della natura.
Appello al dialogo con gli ambientalisti
Di fronte alla rappresentazione del servizio televisivo, la Federazione rilancia un invito diretto alle associazioni ambientaliste: sedersi allo stesso tavolo per affrontare i problemi con un confronto vero, invece di alimentare contrapposizioni basate su supporti mediatici unilaterali. Secondo la FMI, usare il tema ambientale per delegittimare in blocco il motociclismo fuoristrada significa aggirare le questioni reali invece di risolverle.
Il presidente Giovanni Copioli esprime delusione per quella che definisce una “solita strumentalizzazione” ai danni dei motociclisti, ricordando come chi pratica questo sport sia prima di tutto cittadino, con doveri ma anche con diritti. Tra questi, il diritto a svolgere un’attività sportiva legittima, regolata e inserita nel perimetro delle istituzioni sportive nazionali.
Paragonare l’attività motociclistica federale a fenomeni come l’abusivismo edilizio o la cattiva gestione dei parchi, sostiene la FMI, non rispecchia ciò che i motociclisti rappresentano oggi per la società civile: una risorsa potenziale in termini di volontariato, presidio del territorio, indotto economico e promozione turistica, non un problema da eliminare.
Dal caso Report, la Federazione esce convinta di dover rafforzare ancora di più il percorso intrapreso: collaborazione con le istituzioni, dialogo con chi teme l’impatto delle moto sull’ambiente, rispetto rigoroso delle regole e dei territori attraversati. Un impegno che, nelle intenzioni della FMI, deve servire a superare i luoghi comuni e costruire una convivenza possibile tra sport motoristici e tutela della natura.
- Motociclismo riconosciuto dal CONI come sport regolamentato
- Protocolli d’intesa con Forestale e Vigili del Fuoco
- Ruolo attivo nella Protezione Civile con volontari motociclisti
- Eventi all’Isola d’Elba come risorsa in bassa stagione
- Vademecum Motorally con obbligo di ripristino dei percorsi
- Invito al dialogo a associazioni ambientaliste e istituzioni