Fuoristrada e norme regionali, la FMI prepara la battaglia legale

A Parma si è svolto il primo incontro congiunto tra il Dipartimento Normative Fuoristrada e il Dipartimento Politiche Istituzionali della , con l’obiettivo di definire una strategia comune contro le limitazioni alla circolazione delle moto su strade a fondo naturale. Al centro del confronto, la difesa del diritto di accesso al territorio per i motociclisti, sportivi e amatoriali, messo in discussione da diverse leggi regionali.

La linea FMI: legalità e diritto alla libera circolazione

La riunione, ospitata dal Comitato Regionale FMI Emilia-Romagna, ha visto la presenza del coordinatore del Dipartimento Normative Fuoristrada, Giulio Romei, di Luca Giaroli e dell’avvocato Stefano Papa, insieme al coordinatore del Dipartimento Politiche Istituzionali, Tony Mori, e al presidente del Comitato regionale, Luca Battoglia.

Il confronto è partito dalle linee dettate dalla nuova presidenza federale: definire con chiarezza il quadro di legalità che regola la circolazione fuoristrada e costruire rapporti corretti con le istituzioni, basati sul rispetto delle norme ma anche sulla tutela dei diritti dei motociclisti. Secondo quanto emerso, il diritto di fruire del territorio da parte dell’utenza motociclistica deve essere garantito nel solco del principio costituzionale della libera circolazione sul territorio nazionale.

Proprio questo principio risulta però compromesso da numerose normative locali che, nel tempo, hanno introdotto divieti generalizzati alla circolazione motorizzata su strade bianche e percorsi fuoristrada. Un quadro frammentato che penalizza l’attività sportiva e turistica su due ruote, creando incertezza tra motociclisti, Moto Club e amministrazioni.

Il nodo delle leggi regionali e il caso Piemonte

Durante l’incontro è stata analizzata in particolare la situazione delle pubbliche amministrazioni locali che, pur essendo spesso favorevoli alla presenza dell’attività motociclistica sul proprio territorio, si trovano vincolate da leggi regionali restrittive e, in alcuni casi, ritenute in contrasto con i principi costituzionali.

Il caso più critico citato è quello del Piemonte, dove la modifica della legge regionale 32/82 ha messo in difficoltà tutti i Moto Club dotati di percorsi fuoristrada permanenti. Le nuove disposizioni li hanno costretti a richiedere una nuova autorizzazione, subordinata a una serie di adempimenti tecnico-amministrativi particolarmente gravosi e, in molti casi, di difficile applicazione. Una stretta che, secondo la FMI, contraddice i principi di fruizione del territorio per una disciplina sportiva e amatoriale riconosciuta dal CONI.

Situazioni analoghe sono state rilevate anche in Veneto, Umbria, Abruzzo e Campania, dove le normative regionali impongono limiti rigidi non solo ai motociclisti, ma anche alle stesse amministrazioni locali, riducendo la possibilità di valorizzare il fuoristrada in chiave sportiva, turistica ed economica.

I due Dipartimenti hanno così condiviso la necessità di preparare un’azione di impugnazione di almeno una norma regionale sui suoi profili di incostituzionalità, con l’obiettivo di ristabilire i principi di fruibilità del territorio e riequilibrare i rapporti tra utenza motociclistica e pubblica amministrazione.

Strategia nazionale e primi territori coinvolti

La strategia FMI prevede un doppio binario: da un lato l’azione istituzionale a livello centrale, dall’altro il coordinamento con la base motociclistica sul territorio. Il Dipartimento Politiche Istituzionali, insieme all’avvocato Stefano Papa del Dipartimento Normative Fuoristrada, fisserà un incontro con la commissione affari costituzionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri per una prima valutazione del quadro normativo e per definire eventuali passi successivi.

In parallelo, il Dipartimento Normative Fuoristrada avvierà i contatti con i gruppi di motociclisti attivi nelle varie regioni, lavorando a stretto contatto con i Comitati Regionali FMI per rafforzare il dialogo con le amministrazioni locali. L’obiettivo è replicare in altre aree del Paese le esperienze positive di coordinamento già maturate tra escursionisti su ruote, istituzioni e territorio.

Le prime regioni coinvolte in questa azione saranno Veneto, Piemonte e Umbria, considerate prioritarie per le criticità emerse. Contestualmente, verrà inviata a tutte le Regioni una richiesta formale di accreditamento della FMI come interlocutore riconosciuto sui temi legati all’attività motociclistica fuoristrada, firmata congiuntamente dai coordinatori dei Dipartimenti.

Questa richiesta punta a un risultato concreto: fare in modo che le strutture legislative regionali coinvolgano la Federazione in fase preventiva, prima di approvare progetti o norme che possano incidere sulla circolazione fuoristrada, evitando così provvedimenti unilaterali e penalizzanti.

In sintesi, la FMI mira a costruire una cornice nazionale chiara e coerente per il fuoristrada, in cui il rispetto dell’ambiente e delle regole conviva con il riconoscimento del valore sportivo, sociale ed economico del motociclismo escursionistico. Un passaggio chiave per dare voce ai motociclisti nelle sedi istituzionali in cui si decide il futuro dell’off-road italiano.

  • Definizione di una linea comune tra Dipartimenti FMI su norme fuoristrada
  • Analisi delle criticità regionali, con focus sul caso Piemonte
  • Preparazione di un’azione di impugnazione su profili di incostituzionalità
  • Incontro con la commissione affari costituzionali della Presidenza del Consiglio
  • Coinvolgimento di Moto Club e gruppi di motociclisti a livello regionale
  • Richiesta di accreditamento FMI presso tutte le Regioni italiane