Fuoristrada e territorio, a Capo di Ponte si discute la convivenza

Fuoristrada e territorio, a Capo di Ponte si discute la convivenza

Il rapporto tra fuoristrada e tutela dell’ambiente è stato al centro di un incontro pubblico a Capo di Ponte, in Val Camonica, dove amministratori locali, Corpo Forestale e hanno condiviso visioni e strumenti per una pratica responsabile dell’offroad. Un appuntamento che conferma come il dialogo tra istituzioni e mondo delle due ruote sia sempre più decisivo per il futuro del fuoristrada.

Capo di Ponte al centro del dibattito sull’offroad

Giovedì 12 gennaio, nella Auditorium Cittadella della Cultura del Comune di Capo di Ponte (BS), il Moto Club Sebino ha promosso un incontro dal titolo Fuoristrada e Territorio, pensato per fare il punto sulla situazione normativa e sulle prospettive della disciplina in Lombardia.

Alla tavola rotonda hanno preso parte diversi rappresentanti delle istituzioni: il sindaco Mario Chiappini in rappresentanza dei Comuni della Media Valle Camonica, i comandanti delle stazioni del Corpo Forestale dello Stato di Borno e Cedegolo, il responsabile della Comunità Montana della Valle Camonica, Gianbattista Sangalli, oltre ai vertici regionali e nazionali della Federazione Motociclistica Italiana.

La presenza congiunta di amministratori, tecnici e referenti ha trasformato l’appuntamento in un momento di confronto operativo, con l’obiettivo di chiarire regole, responsabilità e opportunità legate alla pratica del fuoristrada in un territorio dall’elevato valore paesaggistico.

Norme lombarde e ruolo della Federazione Motociclistica

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Moto Club Sebino, Costante Bontempi, che ha introdotto il tema del fuoristrada in Lombardia mettendo a fuoco la normativa regionale oggi in vigore. Il suo intervento ha tracciato il quadro di riferimento entro cui si muovono piloti, motoclub e istituzioni locali, tra vincoli ambientali, regolamenti comunali e possibili aree dedicate.

A seguire, il responsabile della Comunità Montana della Valle Camonica, Gianbattista Sangalli, ha illustrato ai presenti la legge regionale che disciplina l’utilizzo dei mezzi motorizzati sui percorsi fuori strada. Un passaggio particolarmente atteso dal pubblico, composto non solo da appassionati ma anche da amministratori e operatori del territorio, interessati a capire come conciliare fruizione turistica, sicurezza e conservazione dell’ambiente.

La Federazione Motociclistica Italiana è intervenuta con tre figure chiave: Tony Mori, coordinatore del Dipartimento per le Politiche Istituzionali, Sociali e di Attività di Protezione Civile, il presidente del Comitato Regionale FMI Lombardia, Ivan Bidorini, e Fabrizio Lucini Bellini, della Commissione Normative Fuoristrada. Al centro dei loro contributi, la consapevolezza che il futuro dell’offroad passa dalla capacità di dimostrare che la moto può convivere con l’ambiente, a condizione che vengano rispettate le regole.

In particolare, è stato analizzato il Protocollo d’intesa tra FMI e Corpo Forestale dello Stato, siglato nel 2012, che prevede una collaborazione strutturata tra i due enti per la tutela del territorio. Questo accordo punta a promuovere una frequentazione ordinata dei percorsi, a contrastare gli abusi e a favorire progetti condivisi di educazione e sensibilizzazione rivolti ai motociclisti.

Condivisione, regole e prospettive per l’offroad

Le conclusioni istituzionali sono state affidate al sindaco Mario Chiappini e a Fabrizio Lucini Bellini, che hanno ribadito l’importanza di un approccio condiviso: non contrapporre motociclisti e ambiente, ma lavorare su regole chiare, controlli efficaci e responsabilizzazione di chi pratica il fuoristrada.

La serata si è chiusa con un dibattito aperto tra relatori e pubblico, descritto dagli organizzatori come particolarmente partecipato. Le domande e le osservazioni arrivate dalla platea hanno toccato temi concreti, dal tracciamento dei percorsi autorizzati alla gestione degli eventi sportivi, fino al ruolo dei motoclub nel fare da tramite tra appassionati e istituzioni.

Dall’incontro sono emersi alcuni punti fermi condivisi:

  • la necessità di far conoscere meglio la normativa regionale sul fuoristrada
  • l’utilità di protocolli di collaborazione tra FMI, enti locali e forze preposte ai controlli
  • il ruolo centrale dei motoclub nel promuovere una guida responsabile
  • l’opportunità di valorizzare il fuoristrada anche in chiave turistica, su percorsi regolamentati
  • l’esigenza di tutelare territori fragili, riducendo l’impatto ambientale delle pratiche motoristiche

In chiusura, il presidente del Comitato Regionale FMI Lombardia, Ivan Bidorini, ha espresso soddisfazione per la partecipazione e per il livello del confronto. L’appuntamento di Capo di Ponte conferma come il dialogo tra mondo delle due ruote, istituzioni e territorio sia la strada obbligata per garantire un futuro sostenibile al fuoristrada in montagna, trasformando una possibile fonte di conflitto in un’occasione di collaborazione e sviluppo controllato.