Dakar, Renet a un passo dalla top ten con Husqvarna

Dakar, Renet a un passo dalla top ten con Husqvarna

Pela Renet è pronto a chiudere una da protagonista. Il francese del team Rockstar Energy affronterà l’ultima tappa verso Buenos Aires con l’obiettivo concreto di chiudere il rally tra i primi dieci, al termine di due settimane che ne hanno sancito la maturazione nel più duro al mondo.

Renet, seconda settimana da pilota di riferimento

Alla sua seconda partecipazione alla Dakar, dopo il ritiro per infortunio nel 2016, Renet ha costruito giorno dopo giorno una corsa solida, senza eccessi ma in costante crescita. Nella penultima tappa, la San Juan – Rio Cuarto da 754 km complessivi e 288 km di speciale cronometrata, il francese ha chiuso sesto e si è issato al settimo posto della classifica generale.

La prova di venerdì, divisa in due sezioni, ha messo alla prova versatilità e gestione del rischio. Nella prima parte, caratterizzata da piste sabbiose, sconnesse e molto tecniche, Renet è riuscito a girare con il ritmo dei migliori, ritrovandosi terzo a metà percorso. Nella seconda sezione, su fondo duro, ricco di pietre e velocissimo, ha preferito amministrare senza prendere rischi inutili, consolidando comunque una posizione di vertice.

Il bilancio personale del pilota Husqvarna alla vigilia del traguardo è estremamente positivo: dopo le difficoltà dell’esordio, questa edizione lo ha definitivamente proiettato tra i nomi da tenere d’occhio per le prossime Dakar, grazie a una combinazione di velocità, costanza e capacità di lettura del terreno.

Ultima tappa verso Buenos Aires e bilancio Husqvarna

L’atto finale del rally prevede un lungo trasferimento di 786 km verso Buenos Aires, con una breve speciale cronometrata di 64 km. Una formalità solo in apparenza: la fatica accumulata su oltre 9.000 km di gara, tra trasferimenti e prove speciali, impone massima concentrazione fino all’ultimo metro.

Per Husqvarna la corsa 2017 è stata una miscela di conferme e colpi di scena. Da un lato la progressione di Renet, ormai stabilmente nei piani alti della generale; dall’altro il ritiro di Pablo Quintanilla, grande protagonista fino alla decima tappa. Il cileno, secondo in classifica e in piena lotta per migliorare il terzo posto conquistato l’anno precedente, è incappato in una violenta caduta durante la speciale, perdendo temporaneamente conoscenza.

Quintanilla ha provato a ripartire, ma vertigini e disorientamento lo hanno costretto allo stop forzato, chiudendo così le sue ambizioni di podio. Un episodio che ricorda quanto la Dakar resti una gara estrema, in cui gestione fisica e integrità del pilota sono prioritarie rispetto al risultato sportivo.

Una Dakar estrema tra tre Paesi e condizioni al limite

L’edizione che si avvia alla conclusione ha confermato la reputazione della Dakar come prova regina del fuoristrada. Il tracciato ha attraversato Paraguay, Bolivia e Argentina, imponendo ai piloti condizioni climatiche e ambientali al limite: dalle temperature prossime ai 40 gradi nelle zone più calde fino allo zero termico alle alte quote boliviane.

Nel corso delle due settimane, i partecipanti hanno affrontato una varietà di scenari e imprevisti che hanno inciso profondamente sull’andamento della gara.

  • Deserti sabbiosi e piste veloci in Argentina
  • Altitudini elevate e freddo intenso in Bolivia
  • Piogge torrenziali, inondazioni e frane lungo il percorso
  • Modifiche e riduzioni di tappe per ragioni di sicurezza
  • Fondi estremamente variabili, dalle dune morbide alle pietraie

In questo contesto, il settimo posto provvisorio di Renet assume un valore particolare per Husqvarna, che chiude il rally con la conferma di avere un gruppo competitivo e in crescita, pronto a tornare al via con ambizioni ancora più alte. Per il francese, l’arrivo di Buenos Aires non sarà solo la fine di un viaggio di 9.000 km, ma il punto di partenza di una nuova fase della sua carriera nei rally raid.