Abruzzo, verso la riapertura delle 25 strade chiuse alle moto
Le 25 strade provinciali dell’Aquilano interdette a moto e bici dopo il grave incidente del 26 aprile sono destinate a riaprire in tempi brevi. La decisione arriva al termine di un confronto serrato tra istituzioni locali, Federazione Motociclistica Italiana e rappresentanti dell’industria, che ha trasformato una crisi in occasione di dialogo strutturato sulla sicurezza stradale.
Incontro istituzionale e tempi per la riapertura
L’11 maggio, a L’Aquila, si sono seduti allo stesso tavolo il presidente della Provincia Angelo Caruso, il consigliere delegato alla viabilità Gianluca Alfonsi, il responsabile delle Politiche Istituzionali FMI Tony Mori, il presidente del Comitato Regionale FMI Abruzzo Elvio Fortuna e Michele Moretti per Confindustria Ancma.
Nel corso della riunione, la Provincia ha garantito la riapertura delle 25 strade chiuse nell’arco di quindici giorni lavorativi. Il via libera sarà progressivo: ogni tratta tornerà percorribile da cicli e motocicli man mano che verranno completati i lavori di riasfaltatura e installata la nuova segnaletica di sicurezza, con limiti di velocità e avvisi di pericolo mirati.
Caruso ha spiegato che per gli interventi più urgenti sono già state stanziate risorse dedicate, mentre sono disponibili ulteriori 18 milioni di euro per opere più profonde di rifacimento integrale, con l’obiettivo dichiarato di risolvere alla radice le criticità del manto stradale della provincia.
Dalla protesta al confronto: il ruolo della FMI
La chiusura delle strade, decisa dopo l’incidente mortale di un motociclista abruzzese tra Barrea e Alfedena, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, aveva generato forti proteste nel mondo delle due ruote. Il Comitato Regionale FMI Abruzzo, guidato da Elvio Fortuna, aveva contestato con decisione un provvedimento ritenuto penalizzante per gli utenti motorizzati e per il turismo del territorio.
Dalla fase di scontro si è poi passati a una strategia di dialogo, promossa dalla FMI e seguita quotidianamente dal presidente federale Giovanni Copioli. L’incontro istituzionale dell’11 maggio rappresenta il punto di arrivo di questo percorso e segna l’avvio di una collaborazione stabile tra la rappresentanza motociclistica e l’ente provinciale.
Tony Mori, per la FMI, ha espresso soddisfazione non solo per le tempistiche di riapertura, ma soprattutto per le premesse di lungo periodo emerse dal confronto. Tra le proposte sul tavolo spiccano:
- la nascita di un rapporto collaborativo permanente tra FMI Abruzzo e Provincia dell’Aquila
- iniziative congiunte su educazione e sicurezza stradale
- un protocollo d’intesa per la gestione delle emergenze legate a viabilità, territorio e ambiente
- la presenza stabile di un motociclista in audizione in Commissione Viabilità provinciale, senza diritto di voto ma con ruolo consultivo
Su questo impianto, il Comitato Regionale FMI Abruzzo si è impegnato a presentare un piano operativo di collaborazione, così da trasformare le linee di principio in azioni concrete sul territorio.
Impatto su industria e turismo motociclistico
Il tema delle chiusure non riguarda solo la mobilità quotidiana, ma anche l’economia legata alle due ruote. Nel corso dell’incontro, Michele Moretti per Confindustria Ancma ha evidenziato con dati alla mano le preoccupazioni dell’industria motociclistica per le ricadute di un blocco così esteso della viabilità provinciale, pur riconoscendo le motivazioni di sicurezza alla base del provvedimento.
L’Abruzzo, e in particolare la provincia dell’Aquila, è da anni meta privilegiata del mototurismo, grazie a paesaggi montani, percorsi panoramici e strade interne che richiamano motociclisti da tutta Italia. La chiusura di 25 provinciali ha rischiato di compromettere seriamente questo patrimonio, proprio all’inizio della stagione più favorevole per le uscite.
Ne è consapevole Elvio Fortuna, che ha sottolineato come la vicenda abbia danneggiato l’immagine del territorio presso il pubblico delle due ruote. Per il presidente del Comitato Regionale FMI Abruzzo è ora prioritario recuperare terreno con azioni mirate sui media e sui social, rilanciando il messaggio di una provincia nuovamente aperta e sicura per i motociclisti.
Secondo Fortuna, il movimento motociclistico rappresenta una componente fondamentale del flusso turistico locale: riportare moto e cicloturisti sulle strade aquilane significa sostenere strutture ricettive, ristorazione e servizi legati all’outdoor. La prospettiva di riapertura rapida, unita agli investimenti annunciati sulla viabilità, va letta anche in quest’ottica di rilancio economico.
La FMI, pur dichiarandosi soddisfatta dell’esito del confronto, ha annunciato che continuerà a monitorare da vicino l’avanzamento dei lavori, vigilando sul rispetto dei tempi comunicati dalla Provincia. L’obiettivo condiviso è arrivare a una soluzione stabile che coniughi sicurezza stradale, tutela degli utenti deboli e diritto alla mobilità per i motociclisti, valorizzando al contempo il potenziale turistico dell’Abruzzo interno.