ACEM e FIM chiedono più sostegno UE al motociclismo

Bruxelles, 12 settembre 2024. L Associazione Europea dei Costruttori di Motocicli (ACEM), che rappresenta l industria, e la Federation Internationale de Motocyclisme (FIM), portavoce dei motociclisti e dello sport, hanno organizzato nella capitale belga un evento congiunto per rilanciare il dialogo con le istituzioni europee sul futuro della mobilità su due ruote.
Obiettivo dichiarato delle due organizzazioni è ottenere un sostegno più strutturato da parte dell Unione Europea al motociclismo, in vista del nuovo mandato politico che definirà le priorità legislative dei prossimi anni.
Il ruolo delle moto nelle politiche europee di mobilità
Al centro dell incontro, la richiesta che motocicli, ciclomotori, tricicli e quadricicli vengano considerati in modo esplicito nelle politiche di mobilità, sicurezza stradale e sostenibilità dell UE, tanto a livello europeo quanto nelle strategie nazionali e locali.
Secondo ACEM e FIM, la mobilità a due ruote può dare un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi europei per strade più sicure e città più efficienti, grazie soprattutto a due caratteristiche intrinseche dei veicoli:
- leggerezza
- dimensioni ridotte
Questi aspetti li rendono particolarmente adatti a migliorare la fluidità del traffico nelle aree urbane e periurbane e a ridurre congestione ed emissioni, se integrati in modo coerente nei futuri piani di mobilità urbana sostenibile.
ACEM e FIM sottolineano inoltre che i motociclisti restano tra gli utenti più vulnerabili della strada, motivo per cui chiedono priorità dedicate nei piani di sicurezza stradale a tutti i livelli di governo.
Una roadmap in cinque pilastri
Nel corso dell evento, le due organizzazioni hanno illustrato una roadmap per il settore motociclistico europeo articolata su cinque pilastri principali:
- sicurezza stradale
- sostenibilità
- competitività industriale
- ricerca e innovazione
- turismo e sport motoristici
L intento è proporre una visione complessiva che tenga insieme le esigenze degli utenti, le capacità dell industria e l interesse generale della società. In questo quadro, il sostegno UE al motociclismo viene indicato come leva per favorire sviluppo tecnologico, occupazione qualificata e nuove opportunità economiche legate al turismo e alle attività sportive.
Interventi istituzionali e presenza del motorsport
All appuntamento di Bruxelles sono intervenuti i vertici delle due organizzazioni: Michele Colaninno, presidente ACEM e amministratore delegato di Piaggio, e Jorge Viegas, presidente FIM. Con loro, rappresentanti di rilievo delle istituzioni europee, tra cui Magda Kopczyńska per la Commissione Europea e Bernd Lange per il Parlamento Europeo.
La parte pubblica dell evento, moderata dalla corrispondente Reuters Julia Payne, ha visto la partecipazione come ospite speciale di James Toseland, due volte campione del mondo Superbike. Il pilota britannico ha richiamato l attenzione sui valori dello sport e del tempo libero legati alla moto, presentandoli come un occasione unica per le istituzioni pubbliche e per i costruttori di entrare in contatto con i cittadini europei.
Secondo i promotori, solo un azione coordinata tra legislatori, decisori politici e imprese, orientata a un obiettivo comune, potrà trasformare lo slogan Riding together for Europe in una prospettiva concreta di politica industriale e di mobilità.
Le posizioni di ACEM e FIM
Commentando l esito dell iniziativa, i presidenti di ACEM e FIM hanno sottolineato l importanza del confronto diretto con Parlamento e Commissione europei per illustrare le soluzioni di mobilità offerte dal settore motociclistico.
Michele Colaninno ha evidenziato come innovazione e competitività debbano essere al centro del prossimo mandato europeo. L industria motociclistica, ha ricordato, è impegnata in uno sviluppo continuo di veicoli per la mobilità quotidiana e per il tempo libero, ma per valorizzarne il potenziale servono politiche realistiche che li includano pienamente nella mobilità del futuro. Colaninno ha richiamato anche la necessità di sostenere i produttori nell adattamento alle nuove normative, salvaguardando allo stesso tempo crescita economica e occupazione qualificata.
Jorge Viegas ha ricordato i 120 anni di attività della FIM nello sviluppo e nel miglioramento del motociclismo, un patrimonio che è stato presentato ai rappresentanti delle istituzioni europee. Il presidente FIM ha sottolineato come il motociclismo non vada considerato solo come strumento di marketing o banco di prova tecnologico, ma anche come attività culturale ed economica che sostiene ospitalità, turismo ed economie rurali. Da qui l appello perché i decisori politici riconoscano la necessità di proteggere e far crescere questa realtà nei prossimi anni.
Per ACEM e FIM, un sostegno UE al motociclismo strutturato e di lungo periodo rappresenta quindi un tassello essenziale per coniugare transizione ecologica, competitività industriale, sicurezza stradale e sviluppo dei territori.