Africa Eco Race 2019, fra Marocco e Mauritania si infiamma la gara

L’Africa Eco Race 2019 entra nel vivo tra le ultime sabbie del Marocco e le prime dune mauritane, con tre giorni intensi che cambiano il volto della corsa. Tappa annullata per motivi di sicurezza, incidente spettacolare fra due buggy e leadership moto saldamente in mano ad Alessandro Botturi definiscono il quadro di metà rally.
Ultima speciale in Marocco e vigilia mauritana
La quinta tappa ha chiuso il capitolo marocchino dell’Africa Eco Race 2019 con una lunga speciale di 420 chilometri seguita da 214 chilometri di trasferimento verso Dakhla. È stato l’ultimo tratto cronometrato in Marocco, dopo circa 2000 chilometri di gara tra piste veloci, pietraie e primi settori sabbiosi.
La successiva giornata di riposo, il 6 gennaio, al bivacco affacciato sull’Atlantico a Dakhla, è stata l’occasione per ricaricare le energie prima dell’ingresso in Mauritania. L’atmosfera nel paddock è un misto di entusiasmo e tensione: da un lato chi non vede l’ora di affrontare le tappe più dure e iconiche del rally, dall’altro chi vive con preoccupazione l’arrivo delle grandi dune, consapevole che qui la corsa può davvero decidersi.
Tappa 6 annullata: la sicurezza prima di tutto
La ripartenza da Dakhla per la sesta tappa sembrava procedere nel migliore dei modi, con la carovana del rally che attraversa rapidamente i controlli e la frontiera mauritana. Alle 10 del mattino tutti i concorrenti – moto, auto, SSV e camion – sono già sulla strada principale, pronti a dirigersi verso la speciale di 177 chilometri o verso il bivacco di Chami.
Il meteo, però, cambia il copione. Nebbia fitta e forte vento nell’area di Dakhla bloccano a terra gli elicotteri di sicurezza, indispensabili per il controllo del tracciato e gli eventuali soccorsi. Quando alle 13.30 la prima moto dovrebbe entrare in prova, gli elicotteri sono ancora in Marocco, così come il direttore di gara Renè Metge, impossibilitato a raggiungere la zona di partenza.
In assenza dei mezzi aerei, l’organizzazione decide di annullare la speciale e far proseguire tutti i concorrenti in trasferimento su strada fino al bivacco di Chami. Un provvedimento raro per l’Africa Eco Race, ma ritenuto indispensabile dai vertici della gara, che ribadiscono come la sicurezza resti la priorità assoluta rispetto allo spettacolo sportivo.
Prima vera tappa mauritana e colpo di scena fra le auto
La settima tappa segna il vero ingresso nel deserto mauritano con un anello di 481 chilometri attorno a Chami, caratterizzato da dune, sabbia e navigazione impegnativa. Il via è nuovamente condizionato dagli elicotteri, che raggiungono il bivacco solo alle 10 del mattino; pochi minuti dopo la prima moto entra finalmente in speciale.
A causa del ritardo e dei tempi ridotti, la celebre 500 Miglia, prevista come tappa marathon senza assistenza serale, viene rimodulata: il parco chiuso viene annullato e i concorrenti possono contare sull’assistenza al bivacco come in una normale giornata di gara. Un cambiamento che alleggerisce la pressione sui team senza togliere nulla alle difficoltà del percorso.
In pista tutto fila liscio fino al traguardo, dove si consuma uno degli episodi più forti di questa edizione. I buggy numero 202 e 211, due protagonisti annunciati della categoria auto, entrano in collisione proprio nella zona del controllo d’arrivo, a meno di due chilometri dal bivacco. L’impatto è violentissimo e i mezzi risultano praticamente distrutti, ma i membri dei due equipaggi escono miracolosamente illesi.
L’incidente, avvenuto sotto gli occhi di gran parte della carovana, colpisce profondamente l’ambiente e mette in ombra, per qualche ora, classifiche e battaglie sportive. Sul fronte agonistico, però, le conseguenze sono pesanti: con due tra i grandi favoriti fuori gioco, la lotta per la vittoria auto si riapre completamente, ridisegnando gli equilibri della corsa.
Fra le moto, gli italiani confermano solidità e ritmo dopo sette giorni di gara. Alessandro Botturi guida la classifica assoluta e difende la propria leadership nella sfida diretta con il rivale Pal Anders Ullevalseter. La tappa 7, però, presenta un bilancio contrastato per gli azzurri:
- caduta per Enzo Tracanzan (Yamaha), con lieve trauma cranico ma senza gravi conseguenze;
- rottura del motore per Stefano Rampolla e rientro anticipato al bivacco;
- stop alla partenza per un problema tecnico alla moto di Giovanni Moretto;
- ritiro forzato per Giampietro Dal Ben, fermato dalla rottura del motore della sua Swm.
Nelle quattro ruote continuano la loro corsa auto e SSV, mentre la Bmw dei gemelli De Lorenzo è già fuori gara dal secondo giorno. Con l’ingresso nel cuore della Mauritania, il rally entra nella fase più selettiva: dune, navigazione e affidabilità meccanica diventeranno i veri arbitri dell’Africa Eco Race 2019.