Africa Eco Race 2020, tappa 10 accorciata e Botturi sempre leader

Colpo di scena alla decima tappa dell’Africa Eco Race 2020, la Tidjikja–Idini da 499 km, che doveva essere una delle giornate decisive della gara. Un serio problema di sicurezza ha costretto la direzione a neutralizzare il cronometro a metà speciale, lasciando però invariata la lotta al vertice, soprattutto tra le moto, dove Alessandro Botturi resta leader con un margine minimo.
Tappa interrotta per sicurezza e dominio italiano tra le moto
Il settore selettivo è stato fermato al chilometro 249, in corrispondenza del rifornimento moto, dopo tre incidenti che hanno richiesto l’intervento di due dei tre elicotteri dell’organizzazione. Con il dispositivo di sicurezza ridotto, gli organizzatori hanno imposto la neutralizzazione dei tempi, consentendo ai concorrenti di proseguire lungo il road book senza cronometro fino all’arrivo.
Prima dello stop, gli italiani hanno ancora una volta dettato il ritmo. Giovanni Gritti, su Honda, ha firmato il miglior tempo della speciale, battendo di 1’51 il norvegese Pal Anders Ullevalseter e di 3’55 Alessandro Botturi sulla Yamaha. Completano la top five di giornata Paolo Lucci su Husqvarna e il polacco Jacek Czachor su KTM, a conferma di una gara moto combattuta e compatta. In evidenza anche gli altri italiani: ottava posizione per Blasco La Cravera e tredicesima per Gabriele Minelli.
Nella classifica generale provvisoria moto, quando manca una sola tappa alla fine della dodicesima edizione della corsa, Botturi conserva la leadership con appena 2’04 di vantaggio su Ullevalseter. Un margine che il bresciano considera ridotto, ma che il norvegese giudica difficile da colmare su una speciale conclusiva di 187 km. Domani Ullevalseter partirà davanti e Botturi potrà limitarsi, almeno in teoria, a marcarlo da vicino per blindare la vittoria finale.
Auto, SSV e camion: distacchi pesanti nella prima metà di speciale
Se per le moto la neutralizzazione ha contenuto gli scarti, tra le quattro ruote i 249 km cronometrati hanno permesso a diversi equipaggi di fare la differenza. Il tratto tecnico iniziale ha esaltato il Buggy Mercedes di Yves e Jean Fromont, che hanno conquistato lo scratch davanti ai compagni di team Patrick e Lucas Martin, quinti assoluti ma secondi tra le auto.
Terza vettura sul traguardo è stato il Bowler di Alain Coquelle e Grégory Lecomte, per la prima volta in top ten generale. A seguire il Ford Raptor dei russi Alexey Titov e Dmitry Pavlov, decimi assoluti e ancora saldamente al comando della categoria T2.
Tra gli SSV della classe Xtreme Race spicca il tris Can-Am, piazzati dal secondo al quarto posto assoluto parziale: Patrice Etienne e Jean-Pierre Saint Martin a 9’38, Benoit Fretin e Cédric Duplé a 13’11, poi Loïc Frebourg con Franck Boulay a 16’42. Giornata amara invece per il belga Geoffroy Noel de Burlin, in lotta per il podio di categoria, protagonista di un cappottamento con il suo Polaris al km 20: equipaggio illeso e possibilità di ripartire, a patto di riuscire a raggiungere il bivacco.
Nei camion, nuova affermazione per lo Scania di Karoly Fazekas, Albert Horn e Peter Csakany, primi di categoria e sesti assoluti. Gli ungheresi, in grande forma nella seconda parte della corsa, hanno inflitto circa dieci minuti al Tatra del ceco Tomas Tomecek e al Man dei belgi Noël Essers, Marc Lauwers e Tijs Vranken.
Più complicata la giornata per i leader della generale camion, gli ungheresi Miklos Kovacs, Laszlo Acs e Peter Czegledi. Alcuni problemi allo Scania li hanno relegati al dodicesimo tempo di tappa, con oltre un’ora di ritardo dai vincitori. Il vantaggio di categoria resta comunque consistente, ma il rallentamento fa perdere terreno nella classifica mista auto/camion.
Verso Saint Louis: ultima speciale tra sabbia e dune
Sabato 18 gennaio la carovana dell’Africa Eco Race lascerà la Mauritania per avvicinarsi al traguardo storico del Lago Rosa. L’arrivo di tappa è previsto a Saint Louis, in Senegal, al termine di una giornata da 473,5 km complessivi.
Il programma prevede una speciale di 187 km interamente in territorio mauritano, da Idini a Teverit, seguita da un trasferimento di 284 km verso Saint Louis. Il menu annuncia ancora sabbia, cordoni di dune e lunghi tratti veloci, un terreno dove errori di navigazione o cali di concentrazione potrebbero costare caro, soprattutto nella serrata sfida per la vittoria moto tra Botturi e Ullevalseter.
Gli elementi chiave dell’ultima tappa saranno:
- speciale relativamente corta ma tecnica, con sabbia e dune
- distacchi ridotti tra i primi delle moto, gara ancora aperta
- classifiche auto, SSV e camion più consolidate ma non definitive
- importanza della gestione del rischio per evitare ritiri all’ultimo giorno
- obiettivo Lago Rosa sempre più vicino per tutti i concorrenti
Con i giochi ancora aperti in alcune categorie e la tensione che sale, la tappa verso Saint Louis promette di essere decisiva non solo per le classifiche, ma anche per la tenuta fisica e mentale dei protagonisti di questa Africa Eco Race 2020.