Africa Eco Race 2025: Cerutti e Fretin trionfano in Senegal

Africa Eco Race 2025: Cerutti e Fretin trionfano in Senegal

L’ ha emesso i suoi verdetti al termine dell’undicesima e ultima tappa competitiva, da Nouakchott a Mpal. Dopo 317 km complessivi, con una speciale inedita di 82 km tra sabbia, piste parallele e vegetazione africana, la 16ª edizione del rally-raid ha consacrato i suoi vincitori nelle varie categorie. La tappa conclusiva, caratterizzata da navigazione complicata e un ambiente da safari tra baobab, acacie, scimmie, facoceri e dromedari, ha deciso gli ordini d’arrivo. La prova sulla spiaggia verso il Lago Rosa sarà puramente simbolica, con le classifiche ormai congelate.

Moto: Cerutti e Aprilia firmano il bis

Nel confronto più atteso, Jacopo Cerutti ha centrato la sua seconda vittoria consecutiva all’Africa Eco Race, portando l’ davanti alla di e alla di Guillaume Borne. Il duello tricolore si è giocato sul filo dei secondi: al via dell’ultima speciale, solo 9 secondi separavano Cerutti da Botturi in classifica generale.

La prova si è rivelata subito insidiosa e i due italiani hanno spinto al massimo per tutti gli 82 km. Cerutti, tagliato il traguardo nella savana senegalese, ha atteso con il fiato sospeso l’arrivo del rivale-amico. Botturi ha però pagato un piccolo errore di navigazione e un episodio sfortunato: è rimasto impigliato in una rete, che ha trascinato fino al traguardo senza riuscire a liberarsene, perdendo il tempo decisivo.

All’arrivo Cerutti ha commentato:

«È incredibile, sono così felice. Ma sono anche dispiaciuto per Botturi, perché siamo grandi amici. Abbiamo vissuto due settimane di gara incredibili, con alti e bassi per entrambi. Lui avrebbe meritato quanto me di vincere, ma alla fine solo uno può farlo».

La lotta per il terzo gradino del podio è stata altrettanto spettacolare. Partito quarto nella generale, Guillaume Borne ha spinto al limite per agganciare il podio e ci è riuscito, approfittando della sfortuna di Guillem Martinez Boronat. Lo spagnolo, prossimo alla cittadinanza senegalese, è stato vittima di una brutta caduta a soli dieci chilometri dal traguardo, perdendo così il podio assoluto.

Martinez Boronat può comunque festeggiare una doppietta di categoria, avendo conquistato sia la Xtreme Rider By Motul (Malles Moto) sia la Rookie Riders by Acerbis. Ha corso in modalità Malles Moto, gestendo da solo assistenza e preparazione, senza mai cedere alla fatica.

Il suo bilancio a fine tappa riassume bene la durezza della prova:

«Sono molto felice di aver vinto la categoria Malles Moto ma puntavo anche al terzo posto. Ho corso nella Malle Moto e ho fatto tutto da solo senza mai lasciarmi andare alla fatica. Ho spinto forte oggi per vincere anche la categoria 450, ma a 10 km dall’arrivo sono caduto. Complimenti a Guillaume per la sua vittoria nella categoria 450».

Auto e SSV: Fretin domina, Lafay ribalta tutto tra gli SSV

Nelle quattro ruote, l’ultima speciale ha regalato un finale di altissimo livello. In categoria auto, Pierre Lafay ha disputato quella che lui stesso può considerare la speciale della vita. Partito con 6 minuti di svantaggio sull’olandese Martijn Van Den Broek, ha attaccato senza risparmio lungo gli 82 km, chiudendo con 8’33” di margine su Benoît Fretin e relegando Van Den Broek al terzo tempo di giornata, staccato di 36 minuti.

Nonostante l’exploit di Lafay, la vittoria assoluta auto è andata meritatamente a Benoît Fretin con il suo Century CR6. L’equipaggio francese ha costruito il successo giorno dopo giorno, chiudendo con un margine di 4h36’38” su Lafay, che si consola con il trionfo nella categoria SSV per appena 2’05”. Van Den Broek completa il podio assoluto con il suo Can-Am.

Nella classe T1, Fretin ha letteralmente dominato, gestendo gara e rischi con intelligenza. Il suo vantaggio finale parla chiaro: oltre 21 ore sulla seconda classificata, la polacca Magdalena Zajac (Toyota Hilux), e 26 ore sull’olandese Wietse Tates (Bowler Wildcat).

Il francese ha sottolineato l’importanza della strategia:

«È stato incredibile. Abbiamo costruito questa vittoria giorno dopo giorno e forse non siamo stati i più veloci, o almeno non sempre, ma la strategia ha pagato. Grazie al mio copilota, che non ha commesso errori, e alla mia squadra che ha lavorato impeccabilmente».

Nella categoria SSV, la rimonta di Pierre Lafay e del copilota Gilles de Turckheim si è concretizzata pienamente. Il duo ha vinto la speciale con un vantaggio di 8’2” su Van Den Broek, margine sufficiente per scavalcare l’equipaggio olandese nella generale e conquistare la vittoria di categoria al volante del loro Can-Am.

Alle loro spalle, il duo formato da Philippe Champigné e Bruno Robin ha chiuso terzo dopo due giornate finali particolarmente complicate, che non hanno però impedito loro di salire sul podio.

Camion: Zuurmond campione nonostante l’assalto finale

Tra i camion, l’ultima tappa ha visto il successo di William Van Groningen su Iveco, primo con 3’49” di vantaggio. Il suo forcing finale non è comunque bastato per ribaltare una classifica ormai segnata dalle prime giornate di gara.

La vittoria assoluta è così andata a Gerrit Zuurmond su MAN, che ha amministrato il suo enorme margine accumulato in apertura e ha chiuso il rally con 2h01′ di vantaggio nella classifica generale camion.

Historic: i Claeys confermano il titolo

Nella categoria Historic, dedicata alle vetture storiche, Eric e Tom Claeys su Toyota Land 73 hanno replicato il successo del 2024. Padre e figlio hanno controllato il rally dall’inizio alla fine, imponendosi davanti a Kurt Dujardyn e René Declercq su Bombardier Iltis.

Il terzo posto è andato alla coppia Fabrice e Magali Morin, autori di una progressione costante: dopo aver preso le misure della specialità nelle prime tappe, hanno interpretato al meglio il percorso nelle giornate successive, conquistando con merito il podio.

Eric Claeys ha tracciato un bilancio molto positivo:

«Quest’anno il paesaggio, specialmente in Marocco, è stato incredibile. Le tappe erano più lunghe e più difficili, ma il nostro team è stato perfetto. Nessuna foratura, nessun incidente, e mio figlio è stato all’altezza».

Verso il Lago Rosa, nel segno del rally-raid africano

Questa 16ª edizione dell’Africa Eco Race ha riaffermato l’essenza del grande rally-raid africano: lunghi trasferimenti, speciali tecniche e insidiose, navigazione severa e scenari spettacolari tra Marocco, Mauritania e Senegal. Un percorso che, come da tradizione, ha seguito le orme dei grandi raid del passato, ma con un’attenzione particolare alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.

Domani il rally vivrà il suo epilogo simbolico: partenza dalla spiaggia di Kayar e arrivo sulle rive del mitico Lago Rosa, alle porte di , dove dalle 12 si terrà la cerimonia ufficiale di premiazione. Un ultimo passaggio scenografico per celebrare piloti professionisti e amatori, in moto, auto, SSV, e camion, che hanno condiviso la stessa passione per l’avventura, il limite e il deserto africano.