3 Marzo 2026

Africa Eco Race: Cerutti al comando dopo le dune di Chegaga

Africa Eco Race: Cerutti al comando dopo le dune di Chegaga

L’Africa Eco Race entra nel vivo con una terza tappa spettacolare da 546 km complessivi, di cui 452 km di settore selettivo, tra Tagounite e Touizgui. Il percorso ha portato i concorrenti nel cuore dell’erg Chegaga, tra sabbia morbida, chott veloci e un paesaggio desertico reso inedito da macchie di verde dovute alle piogge autunnali.

Moto: Cerutti vince e prende la leadership

Nella categoria moto, Jacopo Cerutti su ha firmato la migliore prestazione di giornata, imponendosi nella speciale davanti ad su , staccato di 3 minuti e 19 secondi. Terza posizione di tappa per un’altra , quella di Francesco Montanari, che paga oltre 22 minuti dal compagno di marca.

Con questo risultato Cerutti sale in testa alla classifica generale, con Botturi staccato di poco più di un minuto. Montanari completa il podio provvisorio, a meno di due minuti dal leader, rendendo la lotta tutta italiana per il vertice ancora più serrata.

La situazione si complica per Yamaha dopo il ritiro di Pol Tarres nella giornata precedente: Botturi resta l’unico portacolori del marchio giapponese nella sfida diretta con le Aprilia ufficiali.

Il norvegese Pål Anders Ullevålseter chiude quarto di tappa e sale al quarto posto nella generale, mentre Guillaume Borne arretra in quinta posizione dopo una giornata complicata.

Nella classe Xtreme Rider by Motul, lo spagnolo Guillem Martinez Boronat occupa l’ottavo posto assoluto. Joan Pedrero, al via con la peculiare Harley-Davidson Pan America, resta in top ten con il nono posto nella generale.

Al traguardo Cerutti ha descritto così la speciale: una buona tappa per lui, ma molto impegnativa dal punto di vista fisico, con tanta sabbia, sassi, rocce e piste dure che non consentono di restare seduti in moto per più di pochi secondi. Un terreno definito estremamente impegnativo.

Borne ha invece raccontato di aver sofferto per un forte mal di schiena nella prima parte della speciale, su fondo molto accidentato. Al rifornimento i medici lo hanno aiutato ad alleviare il dolore, permettendogli di ripartire con più motivazione. Un errore di navigazione gli è costato circa cinque chilometri in più, ma nonostante i problemi fisici ha dichiarato di essersi comunque divertito nella guida.

Auto: Fretin allunga con spirito di fair play

Nella categoria auto, Benoit Fretin a bordo del Century CR6 replica la vittoria del giorno precedente e consolida la propria leadership.

La sua prova è stata segnata anche da un episodio di grande sportività: durante la speciale Fretin si è fermato per assistere un motociclista caduto, rimanendo con lui fino all’arrivo dei soccorsi e aiutando i medici nelle operazioni di evacuazione. Ha perso oltre un’ora sul cronometro, poi regolarmente restituita dal collegio sportivo, ma il gesto ribadisce lo spirito di solidarietà che caratterizza il rally-raid.

In classifica generale Fretin rafforza il comando con 25 minuti di margine su Vincent Vroninks (Red-Lined VK56), terzo di tappa con 14 minuti di ritardo. Il secondo tempo di giornata va a Tomas Ouředníček su Toyota Hilux, staccato di quasi 8 minuti ma in grado di risalire fino al terzo posto assoluto alle spalle di Vroninks.

Ouředníček ha sottolineato la difficoltà delle dune, ma anche il fascino dell’erg Chegaga, definito come una zona che apprezza particolarmente. Nessun errore da parte del navigatore e paesaggi spettacolari hanno reso la giornata molto positiva per l’equipaggio Toyota.

Camion: Zuurmond prende il largo

Tra i camion, Gerrit Zuurmond continua a dettare il ritmo e conquista un’altra vittoria di tappa, questa volta con un margine pesantissimo: quasi due ore su William Van Groningen, rallentato da problemi meccanici al suo Iveco.

Grazie a questo successo Zuurmond consolida il primato nella classifica generale, dove ora può contare su un vantaggio di 1 ora e 56 minuti, creando un divario già significativo nella categoria truck.

Storiche: Clayes ancora al comando

Nella categoria storica restano al vertice Eric e Tom Clayes con il loro Toyota Land 73. Alle loro spalle si confermano Kurt Dujardyn e René Declercq su Bombardier Iltis, seguiti da Fabrice e Magali Morin, anche loro su Toyota.

La terza tappa è stata particolarmente apprezzata dagli equipaggi delle vetture storiche, grazie alla grande varietà di terreni e paesaggi, con il mix tra sabbia, piste dure e tratti veloci che ha esaltato le peculiarità di questi mezzi.

Verso Laayoune: attesa per la quarta tappa

Il rally prosegue domani con la quarta tappa, che porterà la carovana verso sud-ovest fino a Laayoune. In programma 499 km totali, di cui ben 486 di settore selettivo, con un trasferimento mattutino leggermente più lungo a causa dello spostamento del bivacco di Touizgui più a nord.

Con Cerutti nuovo leader tra le moto, Fretin saldo al comando fra le auto e Zuurmond in fuga tra i camion, la lotta per le posizioni di vertice è destinata a intensificarsi sulle nuove piste marocchine.

Africa Eco Race: il contesto della competizione

L’Africa Eco Race, nata nel 2008, riprende lo spirito dei grandi rally africani storici lungo un tracciato da Monaco a che attraversa Marocco, Mauritania e Senegal, con arrivo sulle rive del Lago Rosa.

La gara si distingue per l’attenzione alla sostenibilità ambientale e alle iniziative solidali verso le popolazioni locali, integrando pratiche ecosostenibili per ridurre l’impatto del rally. Al via si schierano professionisti e amatori da tutto il mondo al volante di auto, SSV, moto, e camion, uniti dalla passione per l’avventura, la sfida e il rispetto per l’ambiente.