6 Marzo 2026

Africa Eco Race, festa tricolore al Motor Bike Expo di Verona

ha fatto da palcoscenico alla grande pattuglia italiana dell’, accogliendo piloti e mezzi nel contesto del Expo. Nonostante il freddo pungente, il pubblico ha riempito l’area esterna della Fiera per vedere da vicino moto, auto, SSV e camion diretti verso la leggendaria gara africana che attraverserà Marocco, Mauritania e Senegal.

La pre-partenza veronese ha offerto agli appassionati l’occasione di incontrare i protagonisti e respirare l’atmosfera da bivacco alla vigilia di una delle maratone off-road più attese dell’inverno.

I protagonisti italiani tra moto, auto e SSV

ha guidato la folta rappresentanza tricolore, affiancato da nomi di riferimento dei come Franco Picco, Maurizio Cecconi, Simone Agazzi, Giovanni Moretto, Enrico Peronato, Giampietro Dal Ben, Enzo Tracanzan e Valdimiro Brezzi. Tutti si sono concessi al pubblico per autografi, foto e domande sulla corsa africana alle porte.

Grande curiosità anche per gli equipaggi auto e SSV. Graziano Scandola e il figlio Michelangelo hanno mostrato al pubblico come due piloti di statura imponente possano convivere nell’abitacolo compatto di un Polaris 1000, il mezzo con cui affronteranno per la prima volta l’Africa Eco Race. Una sfida inedita, vissuta letteralmente fianco a fianco.

Più spazio a bordo, ma altrettanta determinazione, per il Polaris 1000 Turbo di Paolo Ceci e Sara Bioli. Entrambi esordiranno insieme in gara sullo stesso veicolo, con l’obiettivo di misurarsi su un percorso che ripropone il fascino delle grandi traversate africane.

Tra le auto spicca la Bmw X6 schierata dai Gemelli De di Padova, esemplare unico spinto da un impressionante motore V10 da 8400 cc. L’accensione del bolide ha fatto vibrare i padiglioni della Fiera durante la sfilata verso il pubblico raccolto davanti al PalaExpo, trasformando la passerella in un assaggio di deserto. Completa il quadro il Nissan Patrol del team aretino Rossi 4×4: al volante Stefano Rossi, affiancato da Alberto Marcon, alla sua prima esperienza in un grande raid africano.

Bivacco in fiera e passione per la storia dei rally raid

Nel piazzale della Fiera è stato allestito un vero e proprio bivacco, ricreando l’ambiente tipico delle tappe nel deserto. Due camion assistenza Iveco EuroCargo hanno condiviso la scena con i mezzi da gara, regalando al pubblico il suono dei loro clacson, molto vicino a quello che si vive ogni sera sulle piste africane.

Il Moto Club U.S. Leonessa 1903 ha arricchito lo scenario con un’esposizione dal forte sapore storico. Accanto alla di Maurizio Cecconi, la club house a cielo aperto ospitava due Bmw che presero parte alla negli anni Ottanta, una che partecipò alle edizioni 1992 e 1993 tra Parigi, Città del Capo e Dakar, e una rara Gilera RC600, simbolo dell’epoca d’oro delle grandi maratone africane. Un piccolo museo a cielo aperto che ha permesso ai visitatori di collegare passato e presente dei rally raid.

Il mix tra mezzi moderni e moto storiche ha sottolineato la continuità della tradizione: dalle prime esplorazioni agonistiche in Africa fino alle odierne competizioni, la passione italiana per le lunghe distanze nel deserto resta un filo conduttore ben saldo.

Il saluto di René Metge e il programma della corsa

Tra i protagonisti della giornata veronese anche René Metge, figura chiave del mondo dei rally raid, che si è intrattenuto a lungo con i piloti italiani. Attorno a lui si sono ritrovati anche veterani come Giacomo Vismara, Ciro De Petri e Bruno Birbes, richiamati dall’atmosfera che precede la partenza delle grandi corse africane.

Metge ha ascoltato domande e curiosità su percorso, speciali e caratteristiche del terreno, dispensando indicazioni a chi si appresta a prendere il via dell’undicesima edizione dell’Africa Eco Race, organizzata da Jean Louis Schlesser. Un confronto diretto che ha permesso ai concorrenti di affinare la preparazione e di entrare mentalmente nella dimensione della gara.

L’Africa Eco Race scatterà ufficialmente dal Principato di Monaco domenica 30 dicembre. Il convoglio raggiungerà Nador, in Marocco, dove il 1° gennaio si disputerà la prima speciale. Da lì in poi saranno il deserto, le piste africane e la gestione di tappe lunghe e impegnative a definire i nuovi equilibri di una corsa che continua a richiamare l’attenzione di piloti, team e appassionati, in Italia e non solo.

La tappa veronese al Motor ha dunque rappresentato un ideale abbraccio tra i tifosi e i protagonisti tricolori, prima che la sabbia del Nord Africa prenda il posto dell’asfalto della Fiera, trasformando l’attesa in competizione vera.