28 Febbraio 2026

Africa Eco Race, Verona abbraccia i piloti italiani

Il passaggio dell’Africa Eco Race da , sotto le insegne del Expo, si è trasformato in una festa per il pubblico e per i protagonisti italiani della grande maratona africana. Nonostante il freddo pungente, gli appassionati hanno affollato la Fiera per salutare da vicino moto, auto, SSV e camion che tra pochi giorni affronteranno le piste di Marocco, Mauritania e Senegal.

Verona diventa bivacco africano

Nel piazzale della Fiera è stato allestito un vero e proprio bivacco, ricreando l’atmosfera dei rally raid. Il Moto Club U.S. Leonessa 1903 ha esposto la di Maurizio Cecconi insieme a un piccolo museo a cielo aperto con moto che hanno scritto pagine importanti della : due degli anni Ottanta, una impegnata nelle edizioni 1992 e 1993 tra Parigi, Città del Capo e Dakar, e una rara Gilera RC600.

La passerella verso il pubblico ha visto sfilare tutti i principali protagonisti italiani dell’Africa Eco Race. In prima linea , accolto da un lungo applauso, affiancato da veterani e specialisti dei rally raid come Franco Picco, Maurizio Cecconi, Simone Agazzi, Giovanni Moretto, Enrico Peronato, Giampietro Dal Ben, Enzo Tracanzan e Valdimiro Brezzi. Un’occasione preziosa per i tifosi per incontrare i propri beniamini a poche ore dalla partenza per il continente africano.

Auto, SSV e camion: lo spettacolo dei mezzi in gara

Tra i più osservati nel paddock veronese gli equipaggi auto e SSV. Graziano Scandola e il figlio Michelangelo hanno mostrato al pubblico come due piloti di statura importante possano condividere l’abitacolo di un compatto Polaris 1000, il mezzo con cui affronteranno per la prima volta l’Africa Eco Race. In un altro Polaris 1000 Turbo saranno invece al via Paolo Ceci e Sara Bioli, entrambi all’esordio insieme in gara e desiderosi di misurarsi fianco a fianco su un percorso che attraverserà tre Paesi africani.

Grande curiosità anche per le auto messe a disposizione dai Gemelli De di Padova. Il pezzo forte è una Bmw X6 estrema, con motore 10 cilindri da 8400 cc, che ha fatto vibrare i padiglioni della Fiera quando è stata avviata per coprire la breve passerella verso il PalaExpo. A completare lo schieramento una Nissan Patrol già protagonista dell’edizione precedente, gestita dal team aretino 4×4, con Stefano Rossi al volante e Alberto Marcon al debutto in una grande avventura africana.

La cornice è stata arricchita da due camion assistenza Iveco EuroCargo, che hanno fatto risuonare i clacson tra gli stand, richiamando l’attenzione degli appassionati di mezzi pesanti da rally raid. Un colpo d’occhio che ha reso ancora più tangibile il clima di partenza, tra verifiche, ultimi controlli tecnici e incontri con i tifosi.

Il saluto di René Metge e lo sguardo alla gara

A rendere speciale l’appuntamento di Verona è stata anche la presenza di René Metge, figura storica dei raid africani e oggi uno dei riferimenti dell’Africa Eco Race. Metge si è trattenuto a lungo nel bivacco, dialogando con i piloti italiani e con molti amici arrivati per l’occasione come Giacomo Vismara, Ciro De Petri e Bruno Birbes.

Cercato e circondato dai concorrenti, il francese ha condiviso indicazioni preziose su:

  • caratteristiche del terreno che attende la carovana
  • impostazione delle prove speciali
  • approccio ideale alle tappe africane
  • gestione della navigazione e del fondo sabbioso

Metge ha descritto una gara impegnativa ma fedele allo spirito dei grandi raid, con tappe che richiedono preparazione, capacità di adattamento e cura del mezzo lungo tutto il percorso.

Il programma prevede la partenza ufficiale dal Principato di Monaco domenica 30 dicembre. La carovana raggiungerà poi Nador, in Marocco, dove il 1° gennaio è in calendario la prima speciale. Da lì l’Africa Eco Race attraverserà il deserto marocchino, le distese della Mauritania e le piste del Senegal, riportando i concorrenti italiani e internazionali sulle rotte storiche del rally africano.

Per Verona e per il pubblico del Motor , il passaggio dell’Africa Eco Race ha rappresentato un’anteprima dal sapore autentico: motori accesi, mezzi pronti al viaggio e quell’atmosfera di partenza che solo i grandi raid sanno creare.