27 Febbraio 2026

ASI certifica le Ducati 175 del giro del mondo di Tartarini e Monetti

ASI certifica le Ducati 175 del giro del mondo di Tartarini e Monetti

Le due 175 con cui Leopoldo Tartarini e Giorgio Monetti tra il 1957 e il 1958 completarono il giro del mondo in moto hanno ottenuto la certificazione ASI come esemplari unici. Un riconoscimento che consacra non solo il valore storico delle moto, ma anche l’impresa dei due bolognesi, pionieri del d’avventura molto prima che diventasse un fenomeno di massa.

Le Ducati 175 che hanno fatto il giro del mondo

I due esemplari di Ducati 175 furono preparati all’epoca dal reparto prototipi della Casa di Borgo Panigale, con modifiche mirate a renderli adatti a un viaggio estremo e destinato a durare oltre un anno. Sui telai vennero saldati tubi paracolpi, robusti portapacchi e intelaiature metalliche per il fissaggio delle valigie da viaggio, soluzione artigianale in un’epoca in cui le motovaligie non esistevano ancora.

Le moto portano ancora oggi i segni di quell’itinerario attorno al globo: graffi, segni di usura e adattamenti di fortuna raccontano condizioni di marcia spesso proibitive. Tartarini e Monetti dovettero affrontare tratti di fango tanto profondo da far affondare le moto fino a metà ruota, oltre a percorsi in alta quota sulle Ande, dove l’aria rarefatta metteva a dura prova i motori alimentati a carburatore. Nonostante le difficoltà per superare i 4.000 metri, i due arrivarono fino a oltre 5.000 metri di altitudine.

La certificazione ASI e il valore storico delle due moto

La certificazione ASI – Automotoclub Storico Italiano – è stata rilasciata domenica 4 ottobre nel corso di una sessione organizzata dall’AMS Bagni della Porretta. Il documento riconosce ufficialmente l’unicità dei due veicoli e il loro ruolo nella storia del motociclismo italiano, legato a un viaggio che ha contribuito a costruire il mito del marchio Ducati nel mondo.

Il riconoscimento assume un peso particolare perché premia allo stesso tempo la storicità dei mezzi e l’eccezionalità dell’impresa compiuta tra il 1957 e il 1958. Le moto, rimaste nella disponibilità dei protagonisti al termine del viaggio, sono state oggetto di un restauro conservativo, rispettoso della patina accumulata in decine di migliaia di chilometri su strade e piste di ogni tipo.

Proprio grazie a questo intervento conservativo, le Ducati 175 sono tornate operative per alcune riprese del film documentario dedicato alla loro storia, permettendo a Tartarini e Monetti – molti anni dopo l’impresa originaria – di risalire in sella e rivivere simbolicamente il loro giro del mondo.

La cerimonia ai Bagni della Porretta

Per celebrare la certificazione, l’AMS Bagni della Porretta ha organizzato un evento che ha riunito protagonisti del mondo motoristico e istituzioni del territorio. La cerimonia è stata resa solenne dalla presenza di:

  • Luca Manneschi, presidente della Commissione Cultura ASI
  • Stefano Antoniazzi, presidente della Commissione Tecnica Nazionale Moto ASI
  • Livio Lodi, conservatore del Museo Ducati
  • Giuseppe Nanni, sindaco di Alto Reno Terme
  • Roberto Montanari, coautore del film 1 mappa per 2

Durante l’incontro è stata ricordata anche la figura di Leopoldo Tartarini, scomparso cinque anni fa e per tutti semplicemente Poldino. Al centro della scena è rimasto invece Giorgio Monetti, che ha ripercorso i momenti salienti del viaggio attorno al mondo, condividendo aneddoti e retroscena dell’avventura.

A stimolare i racconti è stata anche Giorgia, moglie di Tartarini, presente alla cerimonia. I suoi interventi hanno contribuito a ricostruire l’atmosfera di quell’impresa, fatta di improvvisazione, coraggio e spirito di amicizia, in un’epoca in cui partire in moto per il mondo significava davvero entrare in territori inesplorati.

La proiezione e il richiamo al film 1 mappa per 2, che ricostruisce nel dettaglio il viaggio di Tartarini e Monetti, hanno completato un appuntamento che ha unito memoria storica, passione motociclistica e riconoscimento ufficiale. Con la certificazione ASI, le due Ducati 175 del giro del mondo trovano oggi una collocazione definitiva nel patrimonio della cultura motoristica italiana.