CIV SBK Vallelunga, il chiarimento FMI sul caso Barni Racing

La Federazione Motociclistica Italiana interviene sul caso che ha coinvolto il Team Barni durante il round di Vallelunga del Campionato Italiano Superbike 2020, chiarendo i motivi dell’esclusione dei piloti Michele Pirro e Samuele Cavalieri dalla prima sessione di qualifiche. Al centro della vicenda, l’utilizzo di pneumatici privi dei contrassegni obbligatori previsti dal regolamento tecnico.
Pneumatici senza contrassegno e regolamento tecnico
La FMI e la Direzione del CIV ricordano che lo stesso Team Barni ha riconosciuto l’assenza dei contrassegni sugli pneumatici usati in Qualifica 1. Un elemento che, alla luce dei regolamenti in vigore, costituisce un’irregolarità tecnica sufficiente a motivare l’esclusione dal turno.
Il regolamento tecnico Superbike stabilisce che nel Campionato Italiano SBK possono essere impiegati esclusivamente pneumatici forniti dall’unico gommista designato per l’evento. Questi devono essere acquistati presso il Racing Service ufficiale e risultare identificabili grazie a un apposito contrassegno applicato prima della consegna. Si tratta di un sistema di controllo che consente agli organizzatori di verificare rapidamente la conformità del materiale utilizzato da ogni squadra.
Il Regolamento Tecnico Generale e Sicurezza specifica inoltre che è responsabilità del pilota, o di un suo incaricato, controllare al momento del ritiro che ogni gomma riporti il contrassegno previsto. La mancata verifica non è accettata come giustificazione nel caso si utilizzino pneumatici privi di tale marchio, e l’impiego di gomme non contrassegnate viene sanzionato come irregolarità tecnica.
Esclusione dalla Q1 e possibilità di prendere il via
Alla luce di queste norme, la FMI spiega che è stato applicato l’articolo delle Norme Sportive che prevede l’esclusione quando il motociclo, o una sua parte, non è conforme alle caratteristiche tecniche prescritte, accertate in sede di verifica tecnica. In questo caso, l’irregolarità riguardava proprio gli pneumatici utilizzati in Qualifica 1 dai piloti Pirro e Cavalieri.
La sanzione ha comportato l’esclusione dei due piloti dal turno di prove in questione, senza però precludere la loro partecipazione all’evento. La Federazione precisa infatti che entrambi hanno avuto la possibilità di qualificarsi in un’altra sessione e, di conseguenza, di schierarsi regolarmente al via della gara Superbike del CIV a Vallelunga.
Secondo la FMI, la procedura applicata rientra pienamente nel quadro regolamentare del campionato, che disciplina in modo dettagliato l’utilizzo dei materiali tecnici soggetti a fornitore unico, come appunto le gomme. In questo contesto, il rispetto delle procedure di identificazione non viene considerato un formalismo, ma un passaggio essenziale per garantire equità sportiva.
FMI critica la scelta del team e richiama al rispetto delle regole
Nella sua posizione ufficiale, la Federazione definisce fuori luogo le considerazioni espresse dal Team Barni in merito all’accaduto e giudica incomprensibile e ingiustificata la decisione della squadra di non prendere parte alla gara SBK del 18 ottobre 2020. Per l’ente federale, la scelta del team rappresenta una reazione non proporzionata rispetto alla natura della sanzione, che non impediva comunque ai piloti di correre.
La FMI coglie l’occasione per ribadire alcuni principi che ritiene fondamentali per il corretto svolgimento delle competizioni velocità. In particolare, viene sottolineato come il rispetto delle regole debba rappresentare un punto fermo per tutti i partecipanti, dai top team ai privati. Le norme tecniche e sportive, ricorda la Federazione, sono pensate per tutelare l’intero schieramento e garantire condizioni di parità sul piano dei materiali e della sicurezza.
Il caso di Vallelunga riporta così al centro dell’attenzione uno dei temi ricorrenti nel mondo delle corse: la gestione dei vincoli imposti dai regolamenti relativi ai fornitori unici. In un contesto in cui gomme e materiali tecnici hanno un impatto diretto sulle prestazioni, l’osservanza delle procedure di controllo diventa un elemento cruciale per mantenere credibilità e trasparenza del campionato.
- Pneumatici forniti da un unico gommista e riconoscibili da contrassegno
- Controllo del contrassegno obbligatorio al ritiro delle gomme
- Utilizzo di gomme non contrassegnate classificato come irregolarità tecnica
- Esclusione limitata al turno di qualifica interessato
- Possibilità per i piloti di qualificarsi in un diverso turno
- Richiamo FMI al rispetto rigoroso delle norme da parte di tutti i team
La posizione della Federazione Motociclistica Italiana chiude, sul piano regolamentare, un episodio che ha acceso il dibattito nel paddock del CIV, confermando la centralità dei controlli tecnici e della tracciabilità dei materiali in un campionato sempre più professionale e competitivo.