Coppa Italia 250 GP e 125 al Mugello, spettacolo di tempi e velocità
Il quinto round della Coppa Italia IGP Guerra Autotrasporti andato in scena all’Autodromo Internazionale del Mugello ha offerto una gara intensa per le categorie 250 GP, 250 SP e 125 GP/SP. I dati cronometrici mettono in luce un ritmo di altissimo livello, con duelli serrati soprattutto tra i protagonisti delle ottavo e quarto di litro. Ecco come si è sviluppata la corsa nelle diverse classi, alla luce dell’analisi dei tempi sul giro.
250 GP: Ronzoni detta il ritmo, Heierli in scia
Nella 250 GP il riferimento assoluto è Jarno Ronzoni (Nico Racing, Aprilia), capace di stabilire già al primo passaggio un 2’11.628 utile a prendere le misure alla gara. Dal secondo giro in poi il pilota Aprilia abbassa progressivamente i riferimenti, stabilizzandosi in un’impressionante sequenza di giri poco sopra il 2’01, con punte di velocità massima oltre i 255 km/h.
Il passo di Ronzoni entra presto in zona 2’01–2’02, con tre intermedi molto costanti: i tempi nei settori oscillano di pochi decimi a conferma di una guida pulita e di un set-up ben bilanciato per il tracciato toscano. Solo nel finale il ritmo si alza leggermente oltre i 2’03, segno di una gestione accorta della gara e delle gomme.
Alle sue spalle Roger Heierli (Honda 250 GP) costruisce una prova solida e regolare. Dopo un primo giro in 2’11.873, il pilota svizzero scende in area 2’03 e vi rimane per buona parte della distanza. Le sue velocità di punta, inferiori a quelle di Ronzoni, evidenziano una differenza di motore o di rapporti, compensata però da una discreta costanza nei tre settori. Solo negli ultimi giri i cronologici si allungano oltre il 2’05, confermando come la seconda posizione sia soprattutto frutto della regolarità.
Fra gli altri protagonisti della 250 GP spiccano i riscontri di Gori (Aprilia), autore di una gara in progressione dopo un avvio complicato, e di Frigenti (Honda Nico Racing), costante tra 2’09 e 2’11. Da segnalare anche i tempi di Isola e Nicocia, sempre vicini al 2’08–2’10, che confermano l’elevato livello medio della categoria.
250 SP: bagarre nella quarto di litro “derivata”
La 250 SP offre una sfida più combattuta sul passo, con valori molto ravvicinati. I dati cronometrici evidenziano diversi piloti capaci di tenersi stabilmente nella finestra del 2’13–2’17, con qualche spunto migliore nelle fasi centrali.
- Tesori (Aprilia, Pro Recco Racing) mantiene un ritmo attorno al 2’08–2’09 dopo il primo giro, risultando uno dei più efficaci sul passo puro.
- Linari (Aprilia Firenze) replica su tempi simili, con punte di 2’07 alto e grande costanza nei tre intermedi.
- Valla (Aprilia Crostolo) costruisce la sua gara su un solido 2’16 medio, con variazioni minime tra un giro e l’altro.
- Yoneshima (Suzuki) e Petrini (Aprilia, Nico Racing) si attestano in area 2’16–2’17, con una progressione evidente rispetto alle prime tornate.
Il quadro complessivo racconta una categoria meno esplosiva in termini di velocità massima rispetto alle GP, ma molto interessante sul piano strategico: i distacchi vengono costruiti principalmente sulla gestione del passo e sulla precisione nei tre settori. I migliori interpreti sono quelli che riescono a contenere il degrado delle prestazioni dopo metà gara, rimanendo su tempi quasi identici dal secondo al penultimo giro.
125 GP e SP: i piccoli due tempi non mollano
Nelle ottavo di litro, tra GP e SP, emergono diversi nomi capaci di tenere un ritmo sorprendente in rapporto alla cilindrata. Nella 125 GP, Pozzo (Honda Chivasso) si distingue come uno dei più veloci: dopo un primo giro in 2’19.825, il suo passo scende rapidamente in zona 2’08–2’09, con un’impressionante serie di giri costanti e intermedi molto vicini tra loro.
Buone le prestazioni anche di Montagner (Honda Lobike), spesso intorno al 2’12–2’14, e di Castellani, che con la 125 riesce a muoversi su un 2’12 medio, particolarmente competitivo per la categoria. Nella 125 SP spiccano invece i riscontri di Scagnetti (Aprilia Varano), regolare tra 2’13 e 2’16, e di Fortini e Modesti, autori di prove in progressione dopo un avvio più guardingo.
Piloti come Lecce, Settimo, Papale, Iotti e altri protagonisti delle piccole cilindrate mostrano la tipica dinamica delle gare 125: prime tornate più lente, quindi una discesa progressiva dei tempi fino a trovare il passo ideale, mantenuto poi con buona costanza fino alla bandiera a scacchi. Le differenze tra GP e SP restano misurabili in termini di velocità di punta e qualche secondo al giro, ma il confronto diretto in pista offre comunque una lettura spettacolare.
Nel complesso il round del Mugello conferma la Coppa Italia IGP come terreno di espressione ideale per le 250 e 125 a due tempi, con valori cronometrici di rilievo e un livello di competitività alto in tutte le classi. La lettura dei tempi giro per giro rende merito al lavoro di team e piloti, in un fine settimana in cui costanza e gestione della gara hanno contato quanto il tempo secco.