Dakar 2017, Husqvarna parte prudente: Quintanilla e Renet in scia

Scatta dal Paraguay la Dakar 2017 e per Husqvarna è una partenza all’insegna della prudenza: Pablo Quintanilla chiude la breve speciale inaugurale al dodicesimo posto, mentre Pierre-Alexandre Renet è diciannovesimo. Una scelta strategica per evitare di aprire la strada nella seconda tappa e per prendere le misure a moto e percorso in una delle edizioni annunciate come più dure degli ultimi anni.
Paraguay, debutto soft per una Dakar ad alta quota
La gara è partita da Asunción, con il Paraguay per la prima volta nel ruolo di paese ospitante del via. I piloti hanno affrontato una tappa complessiva di 454 km fino a Resistencia, nel nord dell’Argentina, con soltanto 39 km di speciale cronometrata. Una distanza ridotta, studiata per consentire a team e piloti di entrare gradualmente nel ritmo della corsa.
In un contesto in cui il tempo totale della prova non supera la mezz’ora, le differenze in classifica restano limitate e la gestione della posizione di partenza per il giorno successivo diventa più importante del risultato immediato. Da qui l’approccio controllato scelto da Husqvarna, che mira a costruire la propria Dakar giorno dopo giorno, senza rischi inutili nelle prime fasi.
Al comando della tappa si piazza lo spagnolo Juan Pedrero su Sherco, davanti all’americano Ricky Brabec e al portoghese Paulo Goncalves, entrambi su Honda. Distacchi contenuti, con i primi tre racchiusi in meno di mezzo minuto e il resto della top 20 in un fazzoletto di secondi.
Quintanilla, il favorito sudamericano sceglie la calma
Pablo Quintanilla, cileno e punta di diamante della pattuglia Husqvarna, ha chiuso dodicesimo a circa un minuto dal leader, senza forzare il ritmo. Reduce dal terzo posto assoluto alla Dakar 2016 e dal titolo mondiale FIM Cross Country Rallies conquistato in ottobre, il pilota si presenta ai nastri di partenza come uno dei grandi favoriti per la vittoria finale.
La sua strategia è chiara: massima attenzione agli errori, gestione attenta di ogni tappa e nessuna fretta di mettere la ruota davanti a tutti nelle prime giornate. Il percorso concepito da Marc Coma, con lunghi tratti sopra i 3.500 metri di altitudine e condizioni che promettono di essere estreme, impone infatti una visione di lungo periodo più che il risultato immediato.
Il feeling con la Husqvarna FR 450 Rally sembra già solido. Quintanilla ha sottolineato come la speciale d’apertura fosse insidiosa e potenzialmente pericolosa, preferendo adottare un passo controllato in vista delle tappe successive, dove la lunghezza delle prove e la navigazione inizieranno a fare davvero la differenza.
Renet cresce nei Rally e guarda alla tappa 2
Per Pierre-Alexandre Renet, francese, ex protagonista dell’Enduro e alla sua seconda Dakar, l’obiettivo principale è continuare il processo di adattamento ai Rally raid. Il suo diciannovesimo posto, a poco più di due minuti dalla vetta, racconta una giornata gestita con intelligenza, condizionata soprattutto dalla polvere.
Renet ha spiegato di aver raggiunto altri piloti lungo la speciale, trovandosi costretto a rallentare in diverse sezioni per la scarsa visibilità. Il tracciato veloce, con qualche trappola nascosta, invitava alla prudenza: una caduta o un errore nei primissimi chilometri di gara avrebbero potuto compromettere il resto della corsa.
L’attenzione ora si sposta alla seconda tappa, che porterà la carovana verso ovest, in direzione delle Ande argentine. La frazione prevede 812 km complessivi fino a San Miguel de Tucumán, con 284 km di speciale cronometrata, nettamente più selettiva rispetto al prologo paraguaiano.
La regione del Chaco, attraversata in questa fase, è caratterizzata da sabbia fine che, in caso di pioggia, può trasformarsi rapidamente in fango e rendere il fondo particolarmente insidioso. Una combinazione che metterà alla prova setup delle moto, resistenza fisica e capacità di adattamento dei piloti, offrendo anche una prima, reale cartina di tornasole sui veri valori in campo.
Per Husqvarna, la giornata inaugurale si chiude quindi con una partenza solida e senza intoppi, in linea con un piano che punta alla costanza più che ai fuochi d’artificio iniziali. Quintanilla e Renet restano pienamente nel vivo della gara, pronti a sfruttare le tappe più lunghe e tecniche per risalire la classifica quando la Dakar inizierà a mostrare il suo volto più duro.
- Partenza da Asunción con 454 km complessivi e 39 di speciale
- Quintanilla dodicesimo a poco più di un minuto dal leader
- Renet diciannovesimo, penalizzato dalla polvere in speciale
- Husqvarna FR 450 Rally promossa nel primo contatto con il percorso
- Tappa 2: 812 km verso San Miguel de Tucumán, con 284 di speciale
- Sabbia e possibile fango nel Chaco come primi veri avversari