Dakar 2020, Quintanilla trionfa nella tappa 9 e sale al secondo posto

Pablo Quintanilla porta Husqvarna sul gradino più alto della tappa 9 della Dakar 2020 e si rilancia in classifica generale, dove ora è secondo alle spalle di Ricky Brabec. Una vittoria pesante, arrivata dopo la giornata di stop nel segno del ricordo di Paulo Goncalves, che ridisegna gli equilibri nella fase decisiva del rally saudita.
Quintanilla domina i 401 km cronometrati
Dopo la cancellazione della speciale numero 8 per le moto, i piloti sono ripartiti da Wadi Al Dawasir verso Haradh affrontando una tappa di 886 km complessivi, di cui 401 di prova speciale su fondo duro e roccioso. Quintanilla, in sella alla Husqvarna FR 450 Rally del team Rockstar Energy Husqvarna Factory Racing, si è trovato subito a suo agio sul terreno sassoso.
Già al primo checkpoint il cileno era terzo, poi ha progressivamente alzato il ritmo fino a superare i rivali davanti a lui e prendere il comando al km 244. Da lì ha gestito la pressione degli avversari mantenendo il miglior tempo fino al traguardo, chiudendo con quasi due minuti di margine su Toby Price. Per il due volte iridato Rally Raid si tratta della prima affermazione di tappa in questa edizione.
Il successo proietta Quintanilla al secondo posto della generale provvisoria dopo nove tappe, a poco meno di 21 minuti dal leader Ricky Brabec. Un gap importante ma ancora gestibile nelle ultime tre giornate, tutte potenzialmente decisive, soprattutto considerando l’imminente doppia marathon.
Short in top 10, Solarys costante e in crescita
Sull’insidioso percorso verso Haradh ha brillato anche l’altro alfiere Husqvarna ufficiale, Andrew Short. L’americano ha scelto un approccio prudente nella prima parte della speciale, privilegiando il feeling con il fondo roccioso e riducendo al minimo i rischi. Con il passare dei chilometri, acquisita maggiore confidenza, ha aumentato l’andatura fino a firmare il nono tempo di giornata e un posto nella top 10.
In classifica generale Short occupa attualmente l’undicesima posizione, condizionata da una penalità di 30 minuti accumulata in precedenza. L’obiettivo dichiarato è risalire ancora nella seconda metà della settimana, sfruttando proprio le tappe marathon che di solito esaltano la sua gestione di gara e del mezzo.
Molto positiva anche la prova degli italiani del team Solarys, Jacopo Cerutti e Maurizio Gerini, entrambi su Husqvarna FR 450 Rally. Segnati emotivamente dalla scomparsa di Paulo Goncalves, i due hanno scelto una condotta estremamente prudente, senza però rinunciare al ritmo. Cerutti ha chiuso ventiduesimo, Gerini ventiquattresimo, risultati che confermano la loro costanza e permettono a entrambi di entrare nella top 20 provvisoria: diciannovesimo Cerutti, ventesimo Gerini.
Arriva il Quarto Vuoto, scatta la doppia marathon
Mercoledì è in programma la tappa 10, prima parte della marathon dell’edizione 2020, con partenza da Haradh e arrivo al bivacco temporaneo di Shubaytah. I piloti affronteranno una lunghissima speciale di 534 km nel cosiddetto Quarto Vuoto, la porzione meridionale della penisola araba che rappresenta il secondo deserto sabbioso più grande al mondo.
Tra la tappa 10 e la 11 non sarà consentita alcuna assistenza esterna né il cambio gomme: i concorrenti dovranno occuparsi in autonomia della manutenzione delle proprie moto al bivacco. Una condizione estrema che metterà alla prova non solo la velocità, ma anche la capacità di gestione del mezzo e delle energie.
Per Quintanilla questa sezione del rally sarà l’occasione per continuare l’attacco al leader Brabec, cercando di rosicchiare minuti preziosi nelle dune. Short, che apprezza particolarmente le marathon, punta a sfruttare la propria esperienza per rientrare nella top 10 assoluta. Gli italiani Cerutti e Gerini, forti della loro regolarità, mirano a consolidare e, se possibile, migliorare il piazzamento appena conquistato tra i primi venti.
Con tre tappe ancora da disputare, la Dakar 2020 entra nella fase più selettiva: tra sabbia, dune e notti senza assistenza, ogni scelta potrebbe pesare sulla classifica finale tanto quanto il cronometro.