Desafío Ruta 40 YPF, tutti contro Benavides e Loeb in Argentina

Veicoli da rally e partecipanti al Desafío Ruta 40 YPF, prova argentina del campionato mondiale rally‑raid

L'evento mette in palio punti chiave per il mondiale Rally‑Raid e può ridisegnare la classifica di piloti come Benavides e Loeb.

Il Desafío Ruta 40 YPF 2026, terza prova dei Mondiali Rally-Raid FIA-FIM, scatta da San Juan con un parterre di lusso: in gioco non c’è solo la vittoria di tappa, ma gli equilibri stessi del campionato. Il rally-raid argentino, tornato centrale nel calendario, diventa banco di prova decisivo per il titolo e palcoscenico ideale per i duelli tra moto e auto ai vertici del W2RC.

Desafío Ruta 40 YPF: la sfida di casa per Benavides

In moto i riflettori sono tutti su Luciano Benavides, fresco vincitore della e leader del mondiale. L’argentino torna sul Desafío Ruta 40 YPF per la quinta volta, sulla terra dove debuttò nei rally-raid nel 2017 e dove nel 2023 conquistò la sua prima vittoria iridata. San Juan è casa sua, ma anche il luogo della pesante caduta di due anni fa, con la frattura del femore destro: un precedente che rende questa edizione ancora più carica di significati.

Benavides arriva in Argentina dopo una tappa portoghese complicata per il ginocchio, ma con la convinzione di essere mentalmente più solido che mai. Il lavoro di fisioterapia gli ha permesso di presentarsi al via in condizioni accettabili, con l’obiettivo dichiarato di gestire la gara con lucidità, senza farsi travolgere dalla pressione del pubblico di casa.

A insidiarlo in RallyGP ci sarà un plotone di altissimo livello. Il campione del mondo in carica Daniel Sanders, reduce dalla vittoria in Portogallo, torna sul rally che nel 2024 gli ha lasciato il peggior ricordo della carriera: un nono posto, l’unico risultato utile dopo una serie di problemi di squadra. L’australiano parla apertamente di inizio e vuole cancellare il passato su un tracciato che si preannuncia selettivo fino all’ultima speciale.

si presenta con uno schieramento da corazzata: dieci successi nelle dodici edizioni disputate e un dominio totale nel 2024, con il poker Brabec–Schareina–Van Beveren–Howes. Tutti e quattro tornano al via per difendere il feudo HRC sulle piste argentine.

Honda all’assalto e un Brabec a fine ciclo

In casa Energy Honda il Desafío Ruta 40 è molto più di una semplice tappa di campionato. Ricky Brabec, vincitore delle ultime edizioni argentine e simbolo del progetto rally-raid HRC, ha annunciato che il 2026 sarà il suo ultimo anno in moto. L’americano punta a godersi la stagione, preparando allo stesso tempo quello che potrebbe essere il suo ultimo grande assalto alla Dakar 2027, con l’idea dichiarata di guardare poi alle quattro ruote, dove nessun pilota statunitense ha ancora vinto.

Accanto a lui Tosha Schareina, principale rivale di Benavides in campionato, vede questa edizione come un’occasione per ribaltare i rapporti di forza. Lo spagnolo sottolinea il mix di dune, deserto aperto e tratti tecnici previsto dal percorso, convinto che il rally sarà più vario e duro rispetto al passato. Luciano correrà spinto dal tifo ma anche con il peso della leadership: il compito di Schareina è esattamente quello di sfruttare ogni minimo errore del padrone di casa.

Adrien Van Beveren arriva forte del rinnovo biennale con Honda e di una nuova filosofia: meno pressione, più divertimento in sella, nella consapevolezza che i risultati migliori sono sempre arrivati quando è riuscito a correre libero di testa. In chiave classifica, attenzione anche a Skyler Howes, che ritroverà un terreno simile ai deserti statunitensi in cui è cresciuto.

Dietro ai big di RallyGP c’è una Rally2 sempre più interessante. Edgar Canet, oggi molto più esperto rispetto al 2024 quando ottenne qui il suo primo podio di categoria e il primo colloquio con , punta dichiaratamente alla top 3 assoluta. In casa Hero MotoSports, Ross Branch e Nacho Cornejo guardano all’Argentina come al terreno ideale per il loro stile di guida: grande velocità in off-road aperto, navigazione complessa e clima impegnativo, tutti elementi che possono rimescolare le carte nella top 10.

Honda, infine, sfrutta la gara anche per proseguire la costruzione del proprio vivaio: il team manager conferma l’ingresso stabile del brasiliano Bruno Crivilin nel programma Rally2 per il resto della stagione, con la chiara strategia di promuovere in futuro i migliori piloti interni in RallyGP, riducendo i “colpi di ” da altre squadre.

Loeb, Al Attiyah e il peso della storia in Argentina

Se tra le moto il fattore casa è il tema chiave, tra le auto il Desafío Ruta 40 si trasforma nel capitolo centrale del braccio di ferro tra Sébastien Loeb e Nasser Al Attiyah. Il francese guida il mondiale con 7 punti di margine sul qatariota grazie al successo in Portogallo, che ha fatto seguito al quarto posto alla Dakar vinta dal compagno di squadra Dacia. Per Loeb è la terza volta in carriera al comando del W2RC, ma finora non è mai riuscito a mantenere il primato dopo averlo strappato proprio ad Al Attiyah.

L’Argentina però è terra di numeri pesanti per entrambi. Nasser ha vinto il Desafío Ruta 40 nel 2023, è arrivato secondo nel 2024 e, ai tempi del Dakar sudamericano, ha collezionato tre vittorie assolute e 30 successi di tappa, di cui 12 in territorio argentino. Loeb risponde con 14 vittorie di speciale nell’era sudamericana del Dakar, otto delle quali in Argentina, e uno storico dominio nel Rally WRC d’Argentina a Córdoba, conquistato nove volte. Il francese però frena i facili paragoni: il rally-raid è un’altra disciplina, il terreno attorno a San Juan è diverso da quello del Mondiale rally e servirà adattarsi rapidamente alle piste e alla navigazione da deserto.

Alle loro spalle il livello resta altissimo. Yazeed Al Rajhi, campione in carica del Desafío Ruta 40, torna con Timo Gottschalk deciso a ritrovare subito il ritmo che due anni fa lo portò alla vittoria. In Ford Racing, Nani Roma ritrova le dune di Nihuil dove si corsero i primi Dakar sudamericani e ricorda il successo ottenuto qui nel 2013, ma sottolinea come il lavoro di sviluppo sia ancora lungo e quanto la presenza di avversari fortissimi sia fondamentale per crescere.

L’altro nome pesante in casa Ford è quello di , al debutto nel rally argentino. Dopo il ritiro lampo in Portogallo, lo spagnolo ha scelto la Ruta 40 per accelerare l’affiatamento con il nuovo copilota Dani Oliveras in vista della Dakar: cambiare navigatore dopo anni non è semplice e serve accumulare chilometri di gara vera, non solo test.

Il programma prevede oggi il prologo FIM di 9 km e lo shakedown FIA, poi da lunedì cinque tappe per un totale di oltre 2.900 km, con speciali che superano ampiamente i 300 km nelle giornate chiave. Un tracciato che promette selezione giorno dopo giorno e che potrebbe ridisegnare le classifiche iridate, confermando l’Argentina come uno dei crocevia più importanti della stagione rally-raid.