Enduro, il targhino è legge: cosa cambia per piloti e gare

Le moto da enduro potranno finalmente utilizzare una targa sostitutiva durante le competizioni, riducendo il rischio di danneggiare o perdere quella ufficiale. La novità arriva con la conversione in legge del Decreto Trasporti (DL 121), approvata dal Senato, e segna un passo concreto verso una maggiore tutela per piloti e mezzi impegnati nelle gare fuoristrada.
Targhino enduro: il nuovo quadro normativo
Con l’entrata in vigore delle modifiche al codice della strada, le moto impegnate in competizioni di enduro potranno montare un targhino sostitutivo in luogo della targa originale. Si tratta di un cambiamento atteso da anni dal settore, che finora imponeva l’uso della targa ufficiale anche in condizioni d’uso particolarmente gravose.
Il provvedimento interviene su un punto critico per chi partecipa alle gare: i percorsi di enduro, spesso estremi, espongono infatti la targa a urti, deformazioni, rotture o perdita. Ogni danno alla targa originale genera poi costi, tempi di sostituzione e potenziali problemi burocratici per i proprietari dei veicoli.
La nuova possibilità di utilizzare un targhino dedicato in ambito competitivo semplifica quindi la gestione sportiva dei mezzi e riduce il rischio di irregolarità formali legate alla circolazione successiva su strada.
Il ruolo delle istituzioni e della Federazione
Il risultato è frutto di un lavoro congiunto tra mondo sportivo e istituzioni. La Federazione Motociclistica Italiana ha seguito il dossier insieme a Confindustria ANCMA e ai referenti politici che hanno sostenuto l’intervento in sede parlamentare. Il confronto ha coinvolto anche la Direzione Generale della Motorizzazione Civile e la Polizia Stradale, con l’obiettivo di verificarne la fattibilità pratica e gli impatti sul controllo della circolazione.
Nelle intenzioni iniziali, la misura avrebbe dovuto riguardare non solo le competizioni ma anche gli allenamenti. Questa estensione non è stata però confermata nel testo definitivo, lasciando per ora fuori gli usi non agonistici organizzati. La volontà degli attori coinvolti è comunque di proseguire il dialogo per arrivare a una soluzione che copra anche la fase di preparazione alle gare, particolarmente delicata per i team che usano abitualmente i mezzi in fuoristrada.
Per il movimento enduro, l’approvazione del targhino rappresenta un riconoscimento della specificità della disciplina, che vive a cavallo tra sport e circolazione su strada, e richiede regole pensate per l’uso reale dei mezzi.
Le altre novità del Decreto Trasporti per le due ruote
Il DL 121 non si limita al targhino per l’enduro, ma introduce una serie di modifiche al codice della strada che toccano diversi segmenti del mondo moto e scooter. Tra le principali novità emergono alcuni punti destinati ad avere impatto su mobilità, mercato e servizi.
- Moto elettriche di potenza pari o superiore a 11 kW ammesse in autostrada e in tangenziale, avvicinando il trattamento normativo di questi veicoli a quello delle moto tradizionali di cilindrata superiore.
- Autostrade ancora precluse ai 125 cc, per i quali non cambia il divieto di accesso alle tratte a pedaggio e alle principali arterie extraurbane.
- Ciclomotori più anziani inseriti nella categoria dei veicoli storici, con un riconoscimento formale del loro valore collezionistico e di testimonianza del patrimonio motoristico.
- Motoveicoli abilitati a svolgere servizi di prima emergenza sanitaria, ampliando la gamma di mezzi impiegabili nelle situazioni in cui la rapidità di intervento è determinante.
- Possibilità di impiegare motocicli per servizi di trasporto taxi, aprendo scenari interessanti per la mobilità urbana e per servizi di trasporto rapido in contesti congestionati.
Nel complesso, il pacchetto di misure del Decreto Trasporti va a toccare tanto l’ambito sportivo quanto quello della mobilità quotidiana, con un’attenzione crescente alle nuove forme di motorizzazione, alle esigenze di sicurezza e alla valorizzazione del parco circolante storico.
Per il settore motociclistico e per chi vive l’enduro in modo agonistico, il targhino segna un cambio di passo concreto: una piccola modifica normativa che incide in modo significativo sulla gestione delle gare, sulla tutela dei mezzi e sulla serenità di piloti, team e organizzatori.