Enduro internazionale, svolta FIM: stretta sulle serie non iridate

Il congresso FIM Europe di Zagabria segna una svolta per l’Enduro internazionale. La Federazione Motociclistica Internazionale ridefinisce infatti il quadro regolamentare dal 2020, chiudendo la porta alle titolazioni ufficiali per i campionati esterni al Mondiale e preparando una nuova Coppa del Mondo dedicata all’Extreme.
Stop alle titolazioni FIM per le serie fuori dal Mondiale
Il presidente FIM Jorge Viegas ha spiegato come, fin dall’inizio dell’anno, siano stati avviati confronti con il gruppo KTM e con i responsabili della Extreme Enduro Series (WESS) per integrare alcune prove all’interno del Campionato del Mondo Enduro. Nonostante numerosi incontri, l’intesa non è arrivata.
Da qui la decisione: dal 2020 nessuna competizione che non faccia parte del Mondiale Enduro potrà fregiarsi di una titolazione FIM. Una presa di posizione netta, che intende riaffermare il ruolo centrale del campionato iridato come riferimento unico per la disciplina.
La FIM lega la scelta a quattro pilastri che considera non negoziabili: il rispetto delle regole ambientali, la sicurezza, la tutela dei piloti e il controllo sportivo. In nome di questi principi, l’organo internazionale si dichiara comunque disponibile a riaprire il dialogo con gli organizzatori delle serie Extreme, ma solo all’interno di un quadro regolamentare condiviso.
La decisione è stata assunta in accordo con le principali federazioni nazionali europee coinvolte nell’Enduro: Italia, Spagna, Francia, Germania, Austria, Romania, Inghilterra e Portogallo. Un fronte compatto che rafforza il peso politico della scelta a livello continentale.
Licenze e assicurazioni: cosa cambia per piloti e team
La stretta FIM non è solo formale. Dal 2020, la copertura assicurativa legata alla Licenza FIM non sarà più valida per gli eventi che non rientrano nel Campionato del Mondo Enduro. Una conseguenza diretta che incide sulla gestione del rischio per piloti, team e strutture sportive.
Chi deciderà di correre nelle serie non riconosciute dovrà quindi fare i conti con coperture assicurative alternative e con la mancanza di un inquadramento ufficiale FIM. Un passaggio che potrebbe pesare soprattutto sui professionisti e sui piloti che impostano la stagione sportiva su calendari misti tra gare iridate e competizioni Extreme.
La mossa di Viegas mira anche a riportare all’interno del perimetro federale realtà che negli ultimi anni hanno acquisito grande visibilità autonoma, come appunto il WESS. L’obiettivo dichiarato è ricondurre Enduro tradizionale ed Extreme a un sistema regolato da un unico riferimento istituzionale, garantendo standard omogenei in termini di sicurezza e gestione sportiva.
- Dal 2020 titolazioni FIM solo per il Mondiale Enduro
- Nessuna copertura assicurativa FIM per eventi extra-Mondiale
- Coinvolte le federazioni di otto Paesi europei
- In prospettiva, nascita di una Coppa del Mondo Enduro Extreme
- Possibile nuova cornice per i costruttori impegnati nell’Off-road
Nuova Coppa Enduro Extreme e ruolo dell’Italia
Lo sguardo della FIM è già rivolto al 2021, anno in cui verranno indette due gare d’appalto: una per la promozione del Campionato del Mondo Enduro e una per una nuova Coppa del Mondo Enduro Extreme. In questo modo, l’Extreme verrebbe riconosciuto e organizzato in un quadro ufficiale, distinto ma complementare al Mondiale tradizionale.
Il presidente FMI Giovanni Copioli ha sottolineato come la linea di Zagabria coincida con la posizione sempre tenuta in Italia. Sul territorio nazionale non si sono infatti disputate gare WESS, sia per l’opposizione della Federazione, sia per la scelta dei Moto Club di attenersi alle indicazioni federali.
Copioli evidenzia però un punto chiave per il futuro della specialità: per il bene dell’Enduro e per l’attrattiva del Mondiale, la partecipazione di marchi come KTM e Husqvarna è considerata fondamentale. Senza i grandi costruttori ufficiali, osserva il numero uno della FMI, il campionato perderebbe parte del suo fascino sportivo e mediatico.
Da qui l’auspicio che si possa ancora trovare un accordo con il gruppo KTM, nel pieno rispetto degli indirizzi fissati da Viegas. Copioli si mette a disposizione sia come presidente FMI sia come membro del Board FIM, con l’obiettivo dichiarato di riportare l’intero movimento su una linea comune.
L’Enduro viene definito un settore strategico che necessita di chiarezza e di una visione internazionale condivisa. Per un Paese come l’Italia, tradizionalmente protagonista della disciplina, l’evoluzione del quadro regolamentare FIM rappresenta un passaggio cruciale per garantire continuità a un movimento che continua a regalare risultati e passione.