Enduro Italia, il quarto incontro a Treviso rilancia il dialogo

Il progetto Enduro Italia fa tappa a Treviso e consolida il confronto tra istituzioni, mondo motociclistico e organi di controllo sul tema dell’offroad sostenibile. Il quarto incontro del programma nazionale ha rimesso al centro il diritto alla pratica sportiva e la necessità di regole condivise per il rispetto dell’ambiente.
Enduro Italia, un percorso per regolamentare il fuoristrada
L’appuntamento veneto si è svolto lunedì 18 luglio all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso e rientra nel ciclo di incontri promossi dalla Federazione Motociclistica Italiana in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. Obiettivo dichiarato: costruire una cultura dell’enduro responsabile, che renda compatibili tutela del territorio e passione per il fuoristrada.
Enduro Italia nasce infatti come campagna informativa rivolta a praticanti, moto club e addetti ai lavori, con lo scopo di definire linee guida condivise per l’utilizzo dei percorsi offroad. Il progetto punta ad avvicinare il mondo dello sport alle istituzioni competenti, individuando regole chiare che garantiscano il rispetto dell’ambiente e della normativa vigente, senza negare agli appassionati la possibilità di praticare un’attività sportiva riconosciuta dal CONI.
A Treviso il ruolo di padrone di casa è stato affidato a Fabio Larceri, vicepresidente FMI, affiancato dal collega di vertice federale Giovanni Copioli. Con loro erano presenti il coordinatore del Dipartimento Politiche Istituzionali FMI Tony Mori, il presidente del Comitato Regionale FMI Veneto Luigi Favarato, il presidente della Commissione Normative Fuoristrada FMI e del Comitato Regionale Liguria Marco Marcellino e il comandante provinciale di Arezzo del Corpo Forestale dello Stato, Claudio D’Amico.
Istituzioni e federazione, un fronte comune su ambiente e sicurezza
La presenza istituzionale è stata di rilievo, a conferma di un dialogo che si sta facendo sempre più strutturato. A Treviso sono intervenuti il senatore Franco Conte, in rappresentanza del sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, l’onorevole Matteo Bragantini e il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro.
Larceri ha aperto i lavori ringraziando i partecipanti e ribadendo l’attenzione costante della FMI sui temi legati al territorio e alla regolamentazione del fuoristrada. Copioli ha portato l’esempio concreto del Codice Etico di Comportamento degli Escursionisti siglato nella provincia di Reggio Emilia da FMI insieme a CER, CAI, FISE e Coordinamento Valle del Tassobbio: un modello di collaborazione tra realtà sportive e associazioni che vivono la montagna.
Dal lato dei controlli, D’Amico ha sottolineato la disponibilità delle stazioni territoriali del Corpo Forestale allo scambio di informazioni e al confronto diretto con i motociclisti, a conferma di un approccio non solo sanzionatorio ma anche educativo. Conte ha definito il dialogo tra tutte le parti “fondamentale” per trovare soluzioni alle criticità sul territorio, assicurando il sostegno del Ministero dell’Ambiente alle iniziative condivise con la federazione.
Muraro ha richiamato il ruolo degli enti locali, ricordando come il diritto alla pratica sportiva debba essere sostenuto da amministrazioni e istituzioni con scelte capaci di conciliare fruizione del territorio e tutela degli ecosistemi.
Verso un fuoristrada più sicuro e riconosciuto
La tappa trevigiana di Enduro Italia non si è limitata al tema ambientale, ma ha toccato anche la sicurezza stradale e il riconoscimento del motociclismo come interlocutore unitario. L’onorevole Matteo Bragantini, motociclista praticante, ha ricordato il proprio impegno come firmatario della proposta di modifica alla legge 120/2010, che introduce la terza fascia del guardrail per migliorare la sicurezza passiva delle barriere e la protezione dei motociclisti in caso di urto.
Nel suo intervento ha invitato il movimento motociclistico a presentarsi compatto ai tavoli legislativi e istituzionali, chiedendo più coesione e spirito di squadra per affrontare temi che spaziano dall’accesso ai percorsi fuoristrada alla sicurezza sulle strade aperte al traffico.
Dai vari contributi è emerso un quadro in cui enduristi, federazione, Corpo Forestale, Parlamento e amministrazioni locali riconoscono la necessità di un percorso comune. Regole condivise, percorsi individuati e gestiti, codici di comportamento chiari e una cornice normativa attenta sia all’ambiente sia alla sicurezza appaiono gli elementi chiave per far crescere l’enduro in modo maturo.
Enduro Italia, con gli incontri territoriali come quello di Treviso, si conferma quindi un laboratorio permanente dove il fuoristrada prova a uscire dalle contrapposizioni, per diventare una pratica sportiva pienamente riconosciuta e integrata nel territorio, nel rispetto di chi lo vive e lo tutela ogni giorno.