Fenati, gesto shock a Misano: dura condanna dalla FMI
La splendida domenica tricolore di Misano, con tre vittorie italiane nelle classi iridate, è stata oscurata dal gesto pericoloso di Romano Fenati ai danni di Stefano Manzi. Un episodio che ha scatenato reazioni durissime nel paddock e che ha portato la Federazione Motociclistica Italiana a prendere una posizione netta sulla condotta del pilota.
Il contatto in rettilineo e l’intervento della direzione gara
L’episodio è avvenuto nel pieno del Gran Premio di San Marino, sul rettilineo del circuito di Misano, mentre Manzi e Fenati erano impegnati in un duello acceso. In una fase di accelerazione, con le moto lanciate ad alta velocità, Fenati ha allungato il braccio e ha azionato volontariamente la leva del freno anteriore sulla moto di Manzi.
Il rischio in una situazione del genere è stato immediatamente evidente: un blocco improvviso dell’anteriore a quelle velocità avrebbe potuto provocare una caduta violenta, con conseguenze potenzialmente drammatiche non solo per Manzi ma anche per gli altri piloti in scia. Per puro caso, entrambi sono riusciti a rimanere in piedi e a proseguire la gara.
La direzione gara è intervenuta con la massima severità consentita nell’immediato. A Fenati è stata mostrata la bandiera nera, esclusione diretta dalla corsa, alla quale si sono aggiunte due gare di squalifica comminate dal FIM MotoGP Stewards Panel, la Commissione Disciplinare della Federazione Internazionale di Motociclismo.
La posizione della Federazione Motociclistica Italiana
La Federazione Motociclistica Italiana ha espresso senza mezzi termini la propria condanna, per bocca del presidente Giovanni Copioli. Il gesto è stato definito incomprensibile e vergognoso sotto ogni profilo, proprio perché compiuto in rettilineo, in un punto del tracciato dove la velocità è elevatissima e il margine di errore praticamente nullo.
Copioli ha sottolineato come la tensione agonistica e l’adrenalina facciano parte delle corse, soprattutto in duelli serrati come quello tra Manzi e Fenati, ma ha rimarcato che esiste un limite invalicabile di correttezza sportiva e sicurezza. Azioni di questo tipo, evidenzia la FMI, travalicano qualsiasi rivalità in pista e mettono a repentaglio la vita dei piloti.
Il presidente ha inoltre evidenziato come la sanzione sportiva comminata, seppur immediata e severa, avrebbe potuto essere ancora più pesante in rapporto alla gravità dell’episodio. Un’aggravante, secondo la Federazione, è il fatto che Fenati non sia un esordiente ma un pilota con esperienza nel Mondiale, dal quale ci si aspetta maturità e consapevolezza dei rischi.
- Gesto definito incomprensibile e vergognoso dalla FMI
- Rischio concreto di conseguenze drammatiche a causa della velocità
- Bandiera nera immediata ed esclusione dalla gara
- Due ulteriori Gran Premi di squalifica decisi dagli steward FIM
- Richiamo ai valori di correttezza e sicurezza nelle competizioni
- Preoccupazione per il messaggio trasmesso ai piloti più giovani
Valori sportivi e responsabilità verso i giovani piloti
Al di là dell’aspetto disciplinare, la FMI ha voluto ribadire il significato più profondo dell’episodio sul piano etico e formativo. Il gesto di Fenati, secondo Copioli, è in totale contraddizione con i valori che la Federazione si impegna a promuovere: rispetto dell’avversario, correttezza in pista, centralità assoluta della sicurezza.
La preoccupazione non riguarda solo l’immagine del motociclismo italiano, in una giornata che avrebbe potuto essere ricordata unicamente per i successi sportivi a Misano. L’allarme maggiore riguarda il messaggio che episodi di questo tipo possono trasmettere ai giovani piloti che guardano ai protagonisti del Mondiale come a modelli da seguire.
Proprio per questo, la FMI ha scelto di prendere una posizione pubblica chiara e distante dalla logica del semplice incidente di gara. L’intenzionalità del gesto e il contesto in cui è stato compiuto rappresentano, per la Federazione, una violazione netta dei principi su cui dovrebbe basarsi ogni competizione motociclistica.
L’auspicio è che questo caso diventi un punto di svolta, spingendo tutto il movimento a riflettere sul confine tra agonismo e pericolosità, e rafforzando il lavoro educativo con le nuove generazioni di piloti, affinché episodi del genere non si ripetano più.