FIM Enduro Vintage Trophy all’Elba, l’Italia difende il titolo

L’Isola d’Elba torna al centro della scena internazionale con il FIM Enduro Vintage Trophy, in programma da giovedì 21 a sabato 23 ottobre. In gara centinaia di piloti e moto storiche, con l’Italia chiamata a difendere il titolo conquistato nell’ultima edizione.
All’Elba tre giorni di sfide per le moto storiche
La manifestazione riunisce l’enduro d’epoca mondiale con un format che combina prove speciali su terra e una prova di accelerazione su asfalto. Al via ci sono 8 squadre impegnate nel Trofeo, 89 equipaggi iscritti al Vaso e 109 piloti in gara individuale, numeri che confermano l’interesse crescente per il vintage off-road.
Il Moto Club Isola d’Elba ha disegnato percorsi tecnici ma scorrevoli, pensati per esaltare le caratteristiche delle moto storiche e il talento dei piloti. L’evento cade a quarant’anni dalla storica vittoria della Maglia Azzurra alla Six Days 1981, un riferimento simbolico che aggiunge valore alla scelta dell’Elba come sede della prova.
L’apertura ufficiale è prevista alle 18 con la presentazione delle squadre nazionali e di tutti i partecipanti, momento che sancisce l’avvio di tre giornate di gara intense e dal forte sapore rievocativo.
L’Italia campione in carica punta al bis
La Nazionale italiana arriva all’Elba da campione in carica e si presenta con una formazione di specialisti dell’enduro d’epoca, selezionati dal team manager Francesco Mazzoleni. L’obiettivo dichiarato è difendere il titolo conquistato nel 2019 in un contesto che si preannuncia altamente competitivo.
La squadra tricolore schiera tre nomi di grande esperienza, tutti in sella a KTM storiche:
- Giorgio Grasso, genovese classe 1963, su KTM 250 del 1980, tesserato per il Moto Club La Guardia
- Tullio Pellegrinelli, nato a Bergamo nel 1964, su KTM 350 del 1980, portacolori del Moto Club Bergamo
- Enrico Tortoli, senese classe 1967, su KTM 250 del 1975, in forza al Moto Club Pantera
Per la Federazione Motociclistica Italiana il Vintage Trophy rappresenta un appuntamento strategico, frutto di un impegno diretto nella promozione delle competizioni dedicate alle moto d’epoca. La presenza massiccia di piloti stranieri rafforza il respiro internazionale di una gara che, pur guardando al passato, mantiene un alto livello sportivo.
La consapevolezza del valore degli avversari è alta: il livello tecnico della competizione viene descritto come molto elevato e proprio questo, nelle intenzioni dello staff azzurro, contribuirà a rendere ancora più avvincente la difesa del titolo mondiale.
Prove speciali, accelerazione e gran finale di cross
La gara scatterà giovedì alle 8.30 con un primo giro che servirà a entrare nel ritmo dell’evento. I concorrenti affronteranno in sequenza l’Enduro Test Elvetelba, il Cross Test Buraccio, l’Enduro Test Filetto e, a chiudere la giornata, la prova di accelerazione su Viale Zambelli a Portoferraio. Una combinazione che metterà subito alla prova guida, sensibilità e affidabilità dei mezzi.
Venerdì il via sarà ancora alle 8.30, con un tracciato parzialmente modificato per variare il tipo di difficoltà. Il programma prevede l’Enduro Test Salicastro, il Cross Test Buraccio, il ritorno sull’Enduro Test Elvetelba e di nuovo la prova di accelerazione. La capacità di adattarsi rapidamente a terreni e configurazioni diverse potrebbe rivelarsi decisiva per la classifica.
Sabato il FIM Enduro Vintage Trophy vivrà il proprio epilogo con la prova di cross finale, chiamata a definire gli equilibri nelle classifiche del Trofeo, del Vaso e delle categorie individuali. Nel pomeriggio sono previste le premiazioni, che chiuderanno tre giorni dedicati all’enduro storico e offriranno il verdetto sulla caccia al titolo mondiale.
Per l’Italia e per gli appassionati di moto d’epoca si tratta di un banco di prova importante, sia dal punto di vista sportivo sia per la valorizzazione di un settore che unisce memoria, tecnica e competizione.