FMI, allarme sui divieti ai mezzi motorizzati nei Parchi italiani
La Federazione Motociclistica Italiana accende i riflettori sulla riforma della Legge Quadro sui Parchi e sulle Aree Protette, giudicando critici alcuni emendamenti che mirano a vietare il transito dei mezzi motorizzati sui sentieri a scopo ricreativo. Sul tavolo c’è il rischio di una limitazione generalizzata alla circolazione fuoristrada, con ricadute dirette per chi pratica l’off-road nel rispetto delle regole.
Cosa prevede la proposta e perché preoccupa la FMI
Il Dipartimento Normative Fuoristrada e il Dipartimento per le Politiche Istituzionali della FMI si sono riuniti per analizzare gli emendamenti depositati in fase di revisione della Legge 394/91. Tra questi spiccano le proposte, sostenute dal Club Alpino Italiano, che introducono il divieto di accesso ai mezzi motorizzati sui sentieri quando l’uso è legato allo svago.
Per la Federazione, il testo degli emendamenti si traduce di fatto in una proibizione generalizzata, che potrebbe non limitarsi ai soli confini dei parchi e delle aree protette. La preoccupazione è che possa costituire il primo passo verso una estensione indiscriminata del divieto, con un impatto pesante su tutte le forme di mototurismo e off-road regolamentato.
La FMI ribadisce di condividere la necessità di tutelare i parchi e le zone di pregio naturalistico, ma contesta l’idea che la salvaguardia dell’ambiente debba avvenire attraverso chiusure totali alla circolazione, anziché tramite regole chiare, controlli e percorsi specificamente individuati.
Libera circolazione e tutela del territorio
Al centro della posizione federale c’è il principio della libera circolazione, richiamato come diritto costituzionale e disciplinato dal Codice della Strada. Secondo la FMI, vietare in blocco il passaggio dei mezzi motorizzati, senza distinzione tra utilizzo responsabile e uso scorretto, non garantisce una reale gestione del territorio, ma alimenta solo contrapposizioni ideologiche.
La Federazione sottolinea come il mondo del fuoristrada organizzato sia già da anni impegnato su fronti quali il rispetto dell’ambiente, la manutenzione dei percorsi e la condivisione degli spazi con escursionisti e altri fruitori. In quest’ottica, i parchi e le aree protette devono essere considerati ambiti da proteggere, ma non necessariamente da precludere in modo assoluto a chi utilizza moto e mezzi off-road nell’ambito di regole precise.
Per la FMI la chiave è costruire un quadro normativo condiviso tra tutti i soggetti coinvolti, che permetta di conciliare tutela ambientale e fruizione responsabile del territorio. Ciò significa definire dove, quando e come i mezzi motorizzati possano circolare, anziché ricorrere a divieti generalizzati che non distinguono tra comportamenti virtuosi e abusi.
La strategia della FMI a tutela dell’off-road
Alla luce della chiusura della fase di presentazione degli emendamenti, la Federazione Motociclistica Italiana annuncia di essere già al lavoro per difendere il diritto alla circolazione dei motociclisti, in particolare nei contesti fuoristrada che da sempre rappresentano un segmento importante della passione a due ruote.
L’obiettivo dichiarato è garantire che la futura normativa mantenga un equilibrio tra esigenze ambientali e libertà di movimento, evitando quello che la FMI definisce falsi proibizionismi e conflitti di principio. In quest’ottica, la Federazione si pone come interlocutore istituzionale per:
- promuovere una regolamentazione condivisa della circolazione nei parchi
- difendere il diritto di accesso regolato ai sentieri per uso ricreativo
- contrastare divieti generalizzati privi di distinzione tra usi corretti e illeciti
- valorizzare il ruolo educativo e organizzativo del motociclismo federale
- favorire la coesistenza tra motociclismo, escursionismo e altre attività outdoor
La posizione della FMI si inserisce in un confronto più ampio sul futuro della mobilità nei territori naturali protetti. Per il mondo delle due ruote, l’esito di questa revisione legislativa potrebbe segnare in modo significativo il perimetro entro cui sarà possibile continuare a praticare il fuoristrada legale in Italia, rendendo cruciale il dialogo tra istituzioni, associazioni ambientaliste, realtà sportive e appassionati.