FMI contro Report: i motociclisti non sono nemici dell’ambiente
La Federazione Motociclistica Italiana reagisce con fermezza al servizio andato in onda su Rai 3 nella trasmissione Report, dedicato alla gestione dei parchi naturali. Nel mirino dell’associazione le immagini e i contenuti che, a suo giudizio, dipingono i motociclisti come responsabili del degrado ambientale, ignorando il ruolo sportivo e civile del motociclismo.
La posizione della FMI dopo il servizio di Report
Secondo la Federazione, il servizio avrebbe riproposto un luogo comune ormai radicato: il motociclista come distruttore della natura. Una rappresentazione che la FMI considera scorretta, ricordando come il motociclismo fuoristrada sia uno sport riconosciuto e legittimato dal CONI, praticato all’interno di norme precise e di regolamenti ufficiali.
La FMI ribadisce di prendere le distanze da chi non rispetta le regole e compie abusi su strade bianche e sentieri, ma sottolinea allo stesso tempo il diritto dei tesserati a praticare una disciplina sportiva regolamentata. La generalizzazione, sostiene la Federazione, finisce per dare spazio solo alle posizioni più intransigenti dell’ambientalismo, mettendo sullo stesso piano comportamenti illegali e attività sportive autorizzate.
Nel caso specifico, le immagini utilizzate da Report riguardavano una prova del Campionato Italiano Motorally. Per la FMI, quella gara è stata presentata come emblema di un uso distorto e aggressivo del territorio, mentre si trattava di una manifestazione regolarmente autorizzata, con un percorso definito e procedure di controllo ambientale condivise con le autorità competenti.
Sport, volontariato e protocolli con le istituzioni
Per confutare l’idea del motociclista come nemico dell’ambiente, la Federazione richiama il lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte istituzionale e del volontariato. Sono citati in particolare i Protocolli d’intesa siglati con il Corpo Forestale dello Stato e, più recentemente, con il Corpo dei Vigili del Fuoco, che definiscono modalità di collaborazione e di utilizzo dei mezzi a due ruote in attività di controllo e supporto.
La FMI fa inoltre parte del sistema di Protezione Civile e rivendica il contributo concreto dei volontari motociclisti nelle emergenze. Solo pochi giorni prima della nota, alla sede del CONI erano stati premiati i volontari impegnati nei soccorsi alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto, a testimonianza di un impegno che va oltre l’agonismo e che inserisce il mondo delle due ruote in un contesto di responsabilità sociale.
Un altro esempio portato dalla Federazione è quello dell’Isola d’Elba, teatro da anni di prove sportive fuoristrada. Secondo la FMI, queste manifestazioni sono ben accolte dalle comunità locali e portano risorse economiche in periodi lontani dall’alta stagione turistica, diventando così uno strumento di valorizzazione del territorio e non di sfruttamento incontrollato.
Nell’ottica di un motociclismo responsabile, la Federazione cita anche le linee guida contenute nel Vademecum del Motorally. Tra le indicazioni principali figura l’obbligo per il Moto Club organizzatore di ripristinare il tracciato al termine della manifestazione, sottoponendo il lavoro al parere del Corpo Forestale dello Stato per verificare il pieno rispetto dell’ambiente.
- Gare autorizzate e inserite nei calendari federali
- Protocolli con Forestale e Vigili del Fuoco
- Ruolo nella Protezione Civile e nelle emergenze
- Eventi che portano indotto sui territori
- Obbligo di ripristino dei percorsi dopo le gare
Appello al dialogo con le associazioni ambientaliste
Al di là della critica al programma televisivo, la FMI rilancia un appello diretto alle associazioni ambientaliste. La Federazione chiede di superare le contrapposizioni ideologiche e di avviare un confronto strutturato, attorno a un tavolo comune, per affrontare in modo pragmatico i problemi legati all’uso del territorio e alla tutela dei parchi.
Per la FMI, il ricorso ai media per criminalizzare in blocco il motociclismo serve solo ad aggirare i nodi reali della gestione dei parchi, senza entrare nel merito delle regole e delle potenzialità di una pratica sportiva regolamentata. Un dialogo diretto permetterebbe invece di definire aree, periodi, limiti e procedure condivise, riducendo i contrasti e valorizzando il contributo dei motociclisti alla cura del territorio.
Il presidente Giovanni Copioli sottolinea come i motociclisti siano cittadini con doveri ma anche con diritti, in questo caso il diritto a praticare uno sport legittimo. L’accostamento tra gare federali, abusivismo edilizio o cattiva gestione dei parchi viene giudicato fuorviante e dannoso per l’immagine di un movimento che, a suo dire, rappresenta una risorsa per la società civile. Da qui la volontà di proseguire con determinazione nel percorso di collaborazione con le istituzioni e di confronto con chi continua a considerarli, a torto, nemici dell’ambiente.