FMI e Arma dei Carabinieri, al via la nuova formazione motociclistica

La Federazione Motociclistica Italiana rafforza la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri avviando un progetto pluriennale dedicato alla formazione specifica dei Carabinieri motociclisti. Un’iniziativa che punta a migliorare sicurezza, competenze di guida e qualità del servizio svolto ogni giorno sulle strade italiane.
Un protocollo che diventa progetto operativo
L’intesa tra FMI e Arma dei Carabinieri, attiva dal 2017 e rinnovata nel luglio 2020, esce dall’ambito formale e si traduce in un programma strutturato di addestramento alla guida. Dopo le collaborazioni su attività come l’anti incendio boschivo e la ricerca di dispersi, la formazione motociclistica diventa un nuovo tassello di questa sinergia istituzionale.
Il progetto nasce dal lavoro congiunto della Direzione Tecnica FMI, coordinata da Raffaele Prisco, e del Dipartimento Politiche Istituzionali guidato da Tony Mori. L’obiettivo è fornire ai militari dell’Arma un percorso pensato su misura, che unisca la lunga esperienza sportiva e formativa della Federazione con le esigenze operative dei reparti motociclistici.
Al centro, la consapevolezza che una guida più evoluta e sicura, soprattutto in contesti urbani e di emergenza, si traduce in un beneficio concreto per la collettività, riducendo i rischi per operatori e cittadini.
Formazione a cascata: dagli istruttori ai 1.300 motociclisti dell’Arma
Il programma è articolato in due fasi. Nella prima, la Federazione Motociclistica Italiana formerà 40 istruttori scelti all’interno dell’Arma dei Carabinieri. È il cuore del cosiddetto modello a cascata: una volta formati, saranno loro a trasferire competenze e metodologie agli oltre 1.300 Carabinieri motociclisti presenti sul territorio nazionale.
La fase iniziale si svolgerà presso il Centro di Addestramento di Velletri e avrà una durata di cinque giorni. Le prime tre giornate saranno dedicate alla teoria in aula, focalizzata su tecnica di guida, gestione del mezzo in servizio, sicurezza attiva e passiva, lettura delle situazioni di rischio e cultura della sicurezza stradale. Le ultime due giornate saranno invece dedicate alla pratica.
In particolare, la parte pratica sarà suddivisa in:
- Sessioni di ride handling con esercizi di manovra in spazi stretti su piazzale
- Uscite su strada finalizzate alla guida in condizioni reali di traffico
- Simulazioni di intervento operativo con utilizzo del mezzo a due ruote
- Approfondimenti sull’uso corretto dei dispositivi di sicurezza
Completata la prima fase, i 40 istruttori dell’Arma avvieranno a loro volta corsi territoriali rivolti ai colleghi motociclisti in tutta Italia. In ogni corso saranno affiancati da istruttori FMI, a garanzia di uno standard omogeneo e di un aggiornamento costante delle competenze. Tutte le attività si svolgeranno nel rispetto delle normative sanitarie in vigore.
Sicurezza stradale e ruolo civico dei Carabinieri motociclisti
Per la Federazione Motociclistica Italiana, il progetto rappresenta la naturale evoluzione di un impegno formativo che va oltre l’ambito sportivo. La collaborazione con l’Arma viene descritta come il risultato di un confronto tra esigenze operative e competenze tecniche, con lo scopo dichiarato di creare non solo abili motociclisti, ma anche modelli di comportamento sulla strada.
L’Arma dei Carabinieri, dal canto suo, guarda a questo percorso come a uno strumento per rendere ancora più efficace e sicuro il lavoro di chi ogni giorno presidia il territorio in sella a una moto, spesso in situazioni complesse e di emergenza. La formazione avanzata alla guida è considerata un tassello chiave per rispondere con rapidità agli interventi senza sacrificare la sicurezza di operatori e cittadini.
Il carattere pluriennale del programma, che prevede non solo corsi iniziali ma anche attività di aggiornamento, indica la volontà di costruire un sistema stabile di addestramento, capace di adattarsi all’evoluzione del traffico, dei mezzi e delle esigenze operative. Un esempio di come la collaborazione tra istituzioni sportive e forze dell’ordine possa contribuire in modo concreto alla cultura della sicurezza stradale e al miglioramento del servizio pubblico.